Retargeting
Il retargeting è la pubblicità mostrata a chi ha già avuto un contatto con un’azienda. È lo stesso meccanismo che Google chiama remarketing: due parole per la stessa cosa, nate in due posti diversi.
Vale la pena chiarire l’origine, perché la confusione è quotidiana. “Remarketing” è il termine con cui Google ha battezzato la funzione nei suoi strumenti; “retargeting” è quello adottato dal resto del mercato pubblicitario, dalle piattaforme che hanno costruito questo servizio fuori dall’ecosistema Google. Si sente spesso distinguere i due dicendo che il remarketing riguarda le email verso contatti noti e il retargeting gli annunci verso visitatori anonimi: è una convenzione d’uso, non una differenza tecnica, e viene smentita da Google stessa, che usa “remarketing” per i suoi annunci display.
Sul funzionamento la trattazione sta nella voce remarketing. Qui conta la parte che si gioca fuori da Google: il riconoscimento del visitatore avviene tramite un pixel installato sul sito, e la sua affidabilità si è ridotta per le protezioni dei browser e per il consenso negato – quindi le liste sono più piccole di quanto i rapporti suggeriscano.
La forma che rende di più sui cataloghi è quella dinamica: l’annuncio non mostra un messaggio generico ma il prodotto effettivamente guardato, generato dal feed. Funziona, e ha un limite che va governato con una regola di esclusione: chi ha già comprato va tolto dalla lista, altrimenti si paga per mostrare a un cliente un prodotto che possiede già (e-commerce).