Dynamic Content
Il dynamic content è il contenuto che cambia in base a chi lo richiede: posizione geografica, lingua, dispositivo, comportamento precedente, stato di autenticazione. La stessa pagina mostra cose diverse a persone diverse.
È una tecnica di personalizzazione, non un problema in sé. Diventa un problema quando la variazione riguarda quello che i motori devono leggere, perché il contenuto indicizzato è quello restituito al crawler: se il testo di valore appare solo dopo un’interazione o solo a un utente riconosciuto, non esiste per la ricerca (rendering, JavaScript).
Il confine da non superare è quello del cloaking: differenziare per lingua o area geografica è legittimo e va dichiarato con hreflang, servire al crawler una versione diversa da quella delle persone no.
Con i motori generativi il vincolo si stringe: una parte dei crawler AI si ferma all’HTML restituito dal server e non esegue gli script, quindi tutto ciò che viene assemblato dopo è invisibile alla selezione delle fonti. Il contenuto che si vuole far citare deve stare nella risposta iniziale (crawler AI).