Sono passati alcuni mesi da quando Google ha sorpreso larga parte della comunità SEO, svelando di non utilizzare da tempo gli attributi rel=prev/next tra i fattori di indicizzazione e aprendo quindi un dibattito sulla gestione migliore della paginazione di un sito in modo SEO oriented. Nell’ultimo video su YouTube, John Mueller è tornato a discutere di questo tema, soffermandosi soprattutto su come Google interpreta il canonical o decide qual è la sua versione canonicalizzata di un URL.

L’uso del rel canonical

Sappiamo quanto sia importante per la gestione SEO di un sito evitare i contenuti duplicati, e per tenerli sotto controllo si può usare al meglio l’attributo rel = canonical e verificare il consolidamento dei segnali mediante la standardizzazione di URL e pratiche di linking interna. Questi processi possono anche garantire che i motori di ricerca indirizzino gli utenti verso le pagine desiderate, ma a quanto pare potrebbero non essere sufficienti.

Cosa succede se è Google a scegliere l’URL canonico?

Lo spunto di partenza della pillola è una domanda posta da un utente (@uale75, l’italiana Mariachiara Marsella) attraverso l’hashtag “#AskGoogleWebmasters”: “Puoi indicare la tua preferenza su Google utilizzando varie tecniche, ma Google può scegliere una pagina diversa come canonica rispetto a quella da te impostata, per vari motivi. Quindi, quali sono le ragioni?”, chiede la co-founder di BEM Research.

I casi di contenuti duplicati

La spiegazione di John Mueller inizia dalle basi: per un sito è frequente avere URL unici multipli che trattano dello stesso argomento, e cita casi comuni come quelli di un sito con versione WWW e senza WWW che mostrano gli stessi contenuti, di una home page accessibile anche aggiungendo /index.html, o di pagine a cui sono dirette versioni di URL che usano lettere minuscole e maiuscole.

L’impostazione dell’URL canonico

La situazione ideale per Google è non dover incontrare queste versioni alternative, ed è per questo che si consiglia di scegliere un formato di URL e usarlo in maniera coerente sul sito web. Per il sistema di Ricerca su Google, infatti, non ha senso indicizzare e mostrare tutte queste versioni di pagine che puntano allo stesso contenuto, e quindi Google cerca di selezionarne e di focalizzarsi soltanto su di una. Si tratta appunto dell’URL canonico, che può essere indicato dal webmaster o scelto in maniera automatica dal motore di ricerca.

La canonicalizzazione secondo Google

Sono due le linee guida a cui si attiene l’algoritmo per selezionare un URL canonico:

  • quale URL somiglia a quella che il sito vuole usare, ovvero qual è la preferenza del sito;
  • quale URL è più utile per gli utenti.

I parametri di Google sul canonical

Rispetto alle preferenze del sito, Google prende in considerazioni differenti parametri, come l’annotazione link rel canonical che possono usare i gestori dei siti, ma anche i redirect, i link interni, URL inserito nella Sitemap, presenza di protocollo HTTPS (preferito al vecchio HTTP), fino ad arrivare a un criterio per così dire estetico. Ovvero, Mueller dice che Google valuta anche quale URL sembra essere più carino dal punto di vista della struttura e della forma.

Le valutazioni per consolidare gli URL

Il sistema del motore di ricerca prende in considerazione tutti questi fattori per ogni potenziale URL canonico e decide quale versione canonicalizzare, analizzando quella che mette insieme meglio i parametri. Perciò, dice il Senior Webmaster Trends Analyst, “se sei il proprietario di un sito e hai una forte preferenza per gli URL che desideri mostrare agli utenti nella ricerca, dovresti prima di tutto assicurarti di utilizzare tali preferenze in modo coerente in tutto il tuo sito Web”, consiglia Mueller.

I metodi per segnalare una canonicalizzazione

A livello teorico e in una situazione ideale, “i motori di ricerca non dovrebbero imbattersi in nessuna di queste alternative: se hai una preferenza, attieniti a essa“, aggiunge il Googler. A parte questo, e tornando al mondo reale, per limitare i problemi bisogna assicurarsi che un sito abbia tutti questi fattori di canonicalizzazione allineati in modo similare: che i link interni usino il formato preferito di URL, che la sitemap elenchi solo gli URL preferiti, che gli elementi del rel canonical link siano abbinati. Più si riesce a essere coerenti, più alte saranno le probabilità che i sistemi di Google seguiranno le indicazioni fornite e sceglieranno gli URL preferiti come canonici.

Come impostare i canonical sul sito

Cosa succede quando Google imposta un altro URL canonico

Ma cosa succede in caso contrario, quando Google sceglie un URL diverso? John Mueller cerca innanzitutto di minimizzare, dicendo che questa situazione impatta solo sull’URL mostrato nei risultati di ricerca di Google: “Se i nostri sistemi scelgono un URL diverso come canonico, si posizionerà allo stesso modo nella Ricerca”, spiega.

Nessuna influenza negativa sul sito

Dunque, “alla fine, dipende solo dalle tue valutazioni: se hai delle preferenze sugli URL, allora indicale ai motori di ricerca senza che ci sia possibilità di errore, ma va bene anche lasciar scegliere Google”. Inoltre, se capita che il motore di ricerca scelga un URL diverso “questo non influirà negativamente sul sito”, rassicura Mueller.