Se il vecchio strumento identificava un tot di keyword (variabili in base al piano dell’utente) che avevano avuto dei grandi sbalzi di traffico da una DATA1 ad una DATA2 e forniva in output quelle in salita, quelle in discesa e le pagine il cui traffico era peggiorato o migliorato, ora il meccanismo cambia: innanzitutto, il limite del piano ora viene applicato al momento di fornire i dati in output, e non a monte.
Ancora più importante, è diverso anche il sistema di scansione, che fornisce ora più dettagli: lo strumento identifica infatti le 100.000 keyword in DATA1 e le 100.000 keyword in DATA2 cha hanno avuto variazioni di posizioni dalla prima pagina di Google o entrate in TOP 10, e quindi ha una base dati più grande ed enorme per condurre l’analisi. In output, la nuova Time Machine applica appunto i limiti del piano separatamente per ogni analisi: nel caso del piano Professional, ad esempio, l’utente potrà visualizzare 10000 keyword in salita e 10000 in discesa, e poi 1000 pagine in salita e 1000 in discesa.
Con la nuova versione, la Time Machine si conferma uno strumento ideale per identificare le cause di un calo di traffico o per studiare gli aumenti di traffico dei competitor, così da avere un supporto nell’individuare rapidamente cosa sia andato storto con il sito web o cosa abbia indotto una crescita.