Gli italiani prendono confidenza con l’AI e usano più servizi
In Italia l’AI entra in una fase più matura: quasi 19 milioni di utenti, più tempo di utilizzo e più piattaforme usate insieme
Il rapporto tra italiani e AI generativa ha superato la fase dell’entusiasmo iniziale per entrare in quella di un utilizzo più maturo e abituale. Quasi 19 milioni di persone usano questi strumenti, il 40% della popolazione digitale, e il tempo trascorso sulle piattaforme è quasi raddoppiato in un anno, arrivando a 80 minuti al mese per visitatore.
A cambiare non è soltanto la dimensione del pubblico. Dopo la corsa iniziale, la crescita dei nuovi utenti rallenta mentre diventano più frequenti i comportamenti che indicano una maggiore familiarità con questi strumenti:
- nel primo semestre 2026 la penetrazione è cresciuta di 2 punti percentuali, contro i 9 dello stesso periodo del 2025;
- il tempo medio mensile è salito da 44 a 80 minuti;
- gli utenti che utilizzano almeno due servizi nello stesso mese sono passati da uno su sei a uno su 3,5.
È soprattutto quest’ultimo dato a cambiare la lettura del fenomeno. Nella prima fase dell’AI generativa, per una larga parte del pubblico usare l’AI significava sostanzialmente aprire ChatGPT. Oggi quella corrispondenza è meno netta: gli utenti incontrano alternative, le provano e iniziano ad affiancarle, anche senza avere necessariamente una strategia precisa su quale strumento usare e quando.
ChatGPT conserva infatti una posizione nettamente dominante, con 13,9 milioni di visitatori, ma la sua quota sull’audience complessiva è scesa da circa il 90% al 74%. Nello stesso periodo Gemini ha superato i 9 milioni. Non è però una semplice migrazione da OpenAI a Google, perché le audience si sovrappongono: molti utenti frequentano entrambi i servizi e possono aggiungerne altri nel corso dello stesso mese.
Più piattaforme non significa automaticamente un uso più consapevole, così come più tempo trascorso non equivale necessariamente a maggiore fiducia nelle risposte. Gli 80 minuti mensili possono comprendere conversazioni più lunghe, tentativi ripetuti o nuove occasioni d’uso. Ma insieme alla crescita del multi-tool mostrano che l’AI occupa ormai uno spazio diverso rispetto alla fase della semplice prova.
In un anno e mezzo la platea italiana è passata da circa 9 a 18,9 milioni di persone. Il raddoppio racconta la diffusione; il modo in cui quelle persone stanno usando l’AI racconta già il passaggio successivo: meno dipendenza da un unico servizio, più confronto tra alternative e una relazione che comincia a consolidarsi dentro le abitudini digitali.