Below the fold
Below the fold è tutto ciò che per vedere richiede di scorrere. Per anni è stato trattato come la parte di serie B di una pagina, sulla base di un’idea mai verificata: che le persone non scorrano.
Le persone scorrono, e lo fanno per riflesso. Quello che non fanno è continuare a scorrere senza una ragione: se la prima schermata non dà motivi di procedere, il resto non viene letto – non perché sia troppo in basso, ma perché nessuno ha deciso di arrivarci. La parte sotto non va accorciata, va meritata (scroll depth).
Sul piano dei motori di ricerca non esiste alcuna penalizzazione per i contenuti in basso: vengono letti e valutati come il resto. L’unica cautela riguarda ciò che compare solo dopo lo scorrimento per effetto di uno script – quello può restare fuori dall’indicizzazione, e per una parte dei sistemi che leggono le pagine non esiste affatto (lazy loading, crawler AI).
L’uso corretto di questa distinzione è di ordine, non di importanza: le risorse della parte bassa si caricano dopo, perché serva prima quello che si vede. Il contenuto, invece, va messo dove ha senso argomentativo – comprimere tutto in alto produce aperture illeggibili e non migliora niente (above the fold).