Una nuova casa per le Web Stories, l’esperienza visuale e immersiva su cui Google sta tanto spingendo negli ultimi tempi: oltre a comparire nelle SERP, infatti, questo prodotto ora appare in un nuovo e specifico carousel in evidenza su Google Discover, in una posizione di rilievo e prominenza che può conquistare le attenzioni e i clic degli utenti.

Le Web Stories arrivano su Google Discover

A darne notizia è Vamsee Jasti, Web Stories Product Manager, che dalle pagine del blog di Google descrive il funzionamento di questa feature, che aiuterà gli utenti a trovare alcuni dei migliori contenuti visivi del Web direttamente nella parte superiore di Discover, “parte dell’app Google su Android e iOS e utilizzata da oltre 800 milioni di persone ogni mese”.

Le Web Stories in Google Discover

Il carosello di storie è inizialmente disponibile solo negli Stati Uniti, in India e in Brasile, ma Google ha già anticipato l’intenzione di espandere la funzionalità in più Paesi e prodotti del suo ecosistema.

Sfogliare le storie è semplice: basta fare tap sulla preview di una delle storie presenti sullo scaffale per entrare “in un’esperienza coinvolgente a tutto schermo”, e toccando si può passare alla pagina/schermata successiva o scorrere per leggere una Storia completamente diversa nel carosello.

Come leggere le Web Stories in Discover

Caratteristiche e vantaggi delle Web Stories

Questi contenuti possono essere realizzati da chiunque, singolo creatore o un editore, e già “più di 2.000 siti hanno pubblicato storie che sono state indicizzate da Google”, informa l’articolo. Oltre a Discover, le stories emergono compaiono sin dal 2019 (quando ancora si chiamavano AMP Stories) “nei risultati della Ricerca Google a livello globale sui dispositivi mobili” e continueranno a farlo con sempre maggiore frequenza.

Il grande vantaggio delle Web Stories per creatori ed editori è che il prodotto è “interamente sotto la tua direzione, proprio come qualsiasi altro contenuto sul tuo sito web”, che è la grande differenza tra Web Stories e le Stories di social come Instagram e Snapchat. Gli autori delle storie hanno infatti “il pieno controllo della monetizzazione, dell’hosting, della condivisione e dell’aggiunta di link alle loro storie”.

Gli editori possono anche condividere le stories con un URL, proprio come si fa con qualsiasi altra pagina web, e consentire di visualizzarle al di fuori dell’app Google. Essendo in pratica una estensione del sito, “alcuni dei primi utenti di Web Stories mostrano le loro storie sulla loro home page, sui canali social, sulle newsletter e altro ancora”, ricavando ulteriore traffico.

Creare Web Stories è facile

È possibile codificare stories da zero, se si hanno le giuste competenze tecniche, ma per aumentarne l’adozione Google ha rilasciato strumenti di facile utilizzo che assistono gli editori: è il caso del plugin Web Stories per WordPress, un editor drag-and-drop che permette di realizzare una storia partendo da template di default a cui aggiungere i propri contenuti, o di altri tool come MakeStories e NewsroomAI, che in pochi minuti consentono di completare una storia da aggiungere sul sito.

Inoltre, Google ha pubblicato una pagina dedicata alla content policy delle Web Stories, che contiene indicazioni utili a cui si devono attenere tutti coloro che sono interessati a produrre questi contenuti e a tutti gli usi sui prodotti Google.

Le norme di Google per le Web Stories

Per apparire su Google Discover e nella Ricerca come risultati singoli, le stories devono essere innanzitutto conformi alle norme di Google Discover e alle Istruzioni per i webmaster di Google. Affinché emergano su esperienze più ricche su Google (ad esempio, la visualizzazione a griglia in Ricerca, Google Immagini e il nuovo carosello su Google Discover), le web stories devono però rispettare norme più specifiche relative ai contenuti aggiuntivi e, in caso di gravi violazioni, un sito “potrebbe smettere di apparire in modo permanente nelle esperienze più ricche su Google”.

In particolare:

  • Contenuti protetti da copyright. Google non accetta stories “che violano il copyright di nessuno”. Le Web Stories hanno lo scopo di “riflettere le opere originali, quindi non consentiamo contenuti che includano il lavoro protetto da copyright di qualcun altro, a meno che tu non abbia ricevuto l’autorizzazione”.
  • Storie web con troppo testo (Text-heavy). Le Web Stories sono un formato snack di rapido consumo, quindi non è consentito un uso eccessivo di testo: se la maggior parte delle pagine contiene più di 180 parole, le stories potrebbero non essere ritenute idonee. Ove possibile, è incoraggiato l’utilizzo di video di piccole dimensioni (meno di 60 secondi per pagina).
  • Risorse di bassa qualità. Google non accetta storie web che contengano immagini e risorse video deformate o pixelate al punto da influire negativamente sull’esperienza dello spettatore.
  • Mancanza di narrativa. Non sono accettate storie “prive di un tema vincolante o di una struttura narrativa da pagina a pagina”.
  • Storie incomplete. Non sono consentite “web stories incomplete o che richiedono agli utenti di fare clic su link ad altri siti web o app per ottenere informazioni essenziali”.
  • Troppo commerciali. Google non accetta “Web Stories in cui l’unico obiettivo è pubblicizzare un servizio o un prodotto, a maggior ragione se puoi trarre vantaggio direttamente dagli utenti che consumano la tua Web Story”. I link di affiliate marketing sono consentiti “a condizione che siano limitati a una parte minore della Web Story”, mentre gli annunci display “possono essere inseriti seguendo le Linee guida per gli annunci delle storie”.

Le best practices per creare Web Stories efficaci

Un’altra pagina delle guide di Google spiega invece quali sono le best practices consigliate per realizzare Web Stories di successo. Tra le azioni suggerite ci sono:

  • Usare video, che sono più coinvolgenti del testo o delle immagini (che possono completare il contenuto).
  • Non creare pagine piene di testo (le cosiddette walls of text) e cercare di ridurre il testo a circa 280 caratteri per pagina (la lunghezza di un tweet).
  • Il testo non deve essere bloccato da altri contenuti nella pagina.
  • Tutto il testo deve essere visibile al lettore e tenuto entro i limiti. Evitare burned nel testo, così da impedire che venga bloccato quando viene ridimensionato per adattarsi a varie dimensioni del dispositivo.
  • Usare le animazioni può creare coinvolgimento, ma è meglio evitare animazioni fastidiose o ripetitive che possono causare affaticamento.

Esistono anche delle azioni SEO che si possono fare per le Web Stories:

  • Come qualsiasi pagina web, fornire contenuti di alta qualità utili e interessanti per i lettori è la cosa più importante: bisogna includere una narrazione completa e seguire le migliori pratiche di narrazione per mantenere coinvolti i lettori.
  • I titoli devono essere più brevi di 90 caratteri (meglio se sotto i 70) e descrittivi.
  • Non includere un attributo noindex nella storia e aggiungere le web stories alla sitemap.
  • Il tag canonical in HTML deve essere almeno lo stesso dominio dell’URL. L’accoppiamento link rel= “amphtml” non è disponibile per Web Stories. Un articolo long form (o video standalone) e una Web Story sullo stesso argomento “sono esperienze web autonome diverse” e una delle esperienze non dovrebbe essere canonica per l’altra. Tuttavia, se c’è una pagina web separata con lo stesso contenuto di una Web Story, si può valutare la possibilità di rendere canonica la Web Story.
  • Le stories dovrebbero seguire le linee guida sui metadati delle storie AMP, includendo i markup normalmente inclusi in una pagina web, come ad esempio:
    • meta tags titolo e descrizione
    • Dati strutturati
    • OGP
    • Twitter card

Infine, ci sono raccomandazioni dal punto di vista tecnico:

  • Le Web Stories devono essere pagine AMP
  • Mantenere la poster image priva di testo, perché “ciò potrebbe ostruire il titolo della storia quando gli utenti la visualizzano in anteprima nei risultati di ricerca. Se gli utenti non sono in grado di leggere chiaramente il titolo, potrebbero essere meno propensi a continuare a leggere”.
  • L’immagine collegata a <amp-story> poster-portrait-src attribute deve essere almeno 640 x 853 px e utilizzare un rapporto di aspetto di 3:4.
  • L’immagine del logo collegata a <amp-story> publisher-logo-src attribute deve essere almeno 96 x 96 px con proporzioni 1:1.

Immagine di copertina da https://stories.google/