Le guide all’uso degli strumenti per webmaster contenuti nella Google Search Console ci portano oggi ad approfondire come funziona lo Strumento Controllo Url – in inglese, Url Inspection Tool – che permette di scoprire lo status della pagina nell’Indice di Google, fare test live, chiedere al motore di ricerca di scansionare una pagina specifica e molto altro ancora.

Guida all’uso dell’Url Inspection Tool

Ad accompagnarci alla scoperta di questo tool è ancora Daniel Waisberg con la serie Google Search Console Training su YouTube, arrivata ormai al quinto episodio: dopo aver trattato argomenti generali come la verifica della proprietà del dominio e altri più tecnici come il Rapporto Performance, ora il Search Advocate ci offre qualche consiglio pratico sullo strumento Controllo URL che, come accennato, permette di ricevere informazioni sulla versione di una pagina specifica indicizzata da Google e, in particolare, errori AMP o nei dati strutturati e problemi di indicizzazione.

Le funzioni del tool della Search Console

Capire perché la pagina non compare nella Ricerca

Secondo il Googler, questo è uno degli “strumenti di debugging più importanti per aiutarci a capire perché le pagine del nostro sito non appaiono nel modo in cui vorremmo nei risultati di ricerca”. Per leggere le informazioni dettagliate dell’Indice Google relative a un URL nella nostra proprietà basta lanciare il tool attraverso uno dei metodi a disposizione – la top bar nel menu di navigazione, il riquadro di navigazione laterale o la lente di ingrandimento accanto a ogni Url nelle altre sezioni della Search Console – e scoprire immediatamente lo stato di indicizzazione attuale della risorsa monitorata.

Per avere risultati, bisogna inserire l’Url completo della pagina e ricordare che:

  • Lo strumento funziona solo con pagine Web e mostra risultati sono per la ricerca Web.
  • L’URL deve essere nella proprietà corrente o non possono essere testati.
  • È possibile controllare sia gli URL AMP sia la versione non AMP corrispondente della pagina.
  • Se la pagina ha versioni alternative o duplicate, il rapporto fornisce anche informazioni sull’Url canonico, se si trova in una tua proprietà.

Approfondire le informazioni relative alla pagina

Sono tre le sezioni che si aprono a questo punto, che presentano informazioni relative all’ultima scansione di Google o all’ultimo tentativo di crawling – non è quindi un test in tempo reale ma descrive la versione indicizzata più recente di una pagina, non quella pubblicata sul Web.

Controllare la presenza su Google

Nell’area Presenza su Google scopriamo se l’URL compare o meno nei risultati della Ricerca Google attraverso cinque valori possibili:

  1. L’URL si trova su Google, e quindi non ci sono problemi
  2. L’URL si trova su Google, ma presenta problemi. La pagina è indicizzata e compare nei risultati di ricerca, ma potrebbero esserci criticità con i dati strutturati o con altri elementi come AMP.
  3. L’URL non si trova su Google: errori di indicizzazione. Sulla pagina c’è almeno un errore critico che non ha consentito l’indicizzazione.
  4. L’URL non si trova su Google. La pagina non compare, in genere perché volontariamente bloccata con password, istruzione noindex o versione alternativa di una pagina canonica.
  5. L’URL è sconosciuto a Google. Google non ha indicizzato la pagina perché non l’ha mai rilevata in passato o risulta essere una pagina alternativa contrassegnata correttamente, ma che non è possibile sottoporre a scansione.

Verificare la copertura Indice

Nella sezione copertura possiamo verificare lo stato di indicizzazione dell’URL e alcuni dettagli della procedura di indicizzazione. Ad esempio, le sitemap note che rimandano all’Url o la pagina di referral che l’hanno linkato, ma anche il tempo dell’ultima scansione della pagina eseguita da Google e da quale user agent, lo status code generale e lo stato della canonicalizzazione.

Scoprire i possibili miglioramenti

Infine, l’area Miglioramenti segnala gli eventuali interventi di ottimizzazione rilevati da Google in merito all’URL nel corso dell’ultima indicizzazione. Ci sono indicazioni sull’usabilità da dispositivi mobili, sulle versioni AMP collegate e sui dati strutturati usati, con segnalazioni degli eventuali errori presenti con questi elementi.

Gli ulteriori interventi di ottimizzazione e il test live

Ottenute queste informazioni sullo stato della pagina, abbiamo tre azioni specifiche da mettere in pratica: innanzitutto, possiamo controllare un URL pubblicato con un test in tempo reale per vedere se la pagina può essere indicizzata e se le modifiche effettuate hanno risolto i problemi, confermando se Googlebot può (o meno) avere accesso alla pagina per l’indexing.

È anche possibile richiedere una nuova indicizzazione, se abbiamo fatto cambiamenti (attendendo a volte anche settimane per il completamento dell’operazione) e infine possiamo visualizzare la pagina sottoposta a rendering per avere più informazioni, scoprire come la vede Googlebot e ottenere informazioni sugli status HTTP e sulle risorse caricate.