È una domanda che fanno spesso i clienti, ma anche un dubbio che può arrovellare gli stessi professionisti: quanto tempo serve alla SEO? Quanto tempo sarà necessario per vedere i risultati del lavoro di ottimizzazione per i motori di ricerca che è stato appena avviato? Una risposta univoca e precisa è impossibile, perché questa attività coinvolge una serie di variabili imponderabili e, soprattutto, non bisogna dimenticare i simili sforzi compiuti dai competitor: ma ci sono comunque alcune considerazioni che possiamo fare per determinare quanto tempo bisognerà attendere per vedere i primi frutti concreti del lavoro, in termini di miglioramento e consolidamento del ranking su Google.

Risultati SEO, può servire anche un anno di lavoro

Possiamo quindi provare a quantificare il tempo necessario per ottenere risultati nel lavoro SEO indicando una forbice di massima, ovvero da quattro mesi a un anno.

È la teoria di Jeremy Knauff, che spiega che la definizione di questo intervallo “si basa su tre variabili chiave che determinano quanto tempo impiegherà la SEO”, vale a dire:

  • Competitor.
  • Inbound link.
  • Contenuti.

Ad ogni modo, pur avendo i dati alla base di queste variabili, non esiste una formula per rispondere alla domanda, perché capire quanto tempo serve alla SEO “si riduce prima a valutare i dati alla base di queste tre variabili, a iniziare il lavoro e a valutare la velocità con cui inizi a vedere i risultati, e poi a estrapolare questi dati per avere un’idea di quanto tempo potrebbe essere necessario per raggiungere una particolare posizione”.

Quanto conta la competizione per i tempi della SEO

Chi vende un prodotto come “cereali per la colazione al salmone, probabilmente non dovrà affrontare alcuna concorrenza”, ironizza l’autore prima di chiarire che coloro che “vendono prodotti e servizi che le persone reali acquisteranno effettivamente dovranno affrontare vari gradi di concorrenza in base alla domanda”.

Ad esempio, prosegue, un idraulico che serve un piccolo mercato locale dovrà affrontare una concorrenza minore rispetto a una società di intermediazione immobiliare che serve una grande città, che a sua volta deve fronteggiare una concorrenza minore rispetto a una società nazionale di mutui.

Competitor SEO e tempi del lavoro

È facile comprendere che “maggiore è il numero di pagine web in competizione incontrate, più tempo ci vorrà per arrivare in cima ai risultati di ricerca”.

Questa situazione segue un pattern piuttosto fisso in cui “è più facile e più rapido superare le pagine inferiori, ma man mano che si scalano i risultati della ricerca ogni passaggio successivo richiederà spesso molto più impegno e tempo”.

Grafico sul rapporto tra difficoltà e competitor

Ciò dipende sia dal volume dei competitor che dal fatto che le pagine di alto livello tendono ad avere alle spalle professionisti SEO esperti: un aspetto spesso trascurato della concorrenza è infatti la “correlazione tra il volume della concorrenza all’interno di una nicchia e la competenza dei professionisti SEO dietro alle pagine web di alto livello in quella nicchia”.

La domanda spinge le aziende in una nicchia, portando a creare una maggiore concorrenza; tale concorrenza porta le aziende a offrire accordi più competitivi, il che significa che devono conquistare una quota maggiore del mercato per rimanere redditizi.

L’ambiente così sorto di solito favorisce le aziende più grandi con portafogli più ampi, che possono permettersi di assumere i migliori professionisti SEO del settore; chi si trovi di fronte a questa situazione, ha davanti a sé una battaglia più lunga e dura.

Ciò significa che non dobbiamo solo valutare tutti gli aspetti della SEO dei nostri concorrenti, ma anche guardare oltre il punto in cui si trovano oggi, ovvero esaminare la loro attività nei mesi precedenti e poi continuare a monitorare la loro attività in futuro.

Questo è importante perché “per superare i tuoi concorrenti devi fare uno sforzo maggiore del loro”.

Il peso dei link in ingresso per la quantificazione dei tempi SEO

Non è un segreto che i link svolgono ancora un ruolo enorme nella SEO, ma il loro impatto sul tempo necessario a migliorare i ranking dipende da diversi fattori più profondi.

Il primo è il volume di link al sito web: in generale, dice Knauff, “più link aiuteranno a raggiungere il successo SEO più rapidamente, ma non è solo un gioco di numeri”.

Contano anche altre caratteristiche, e ad esempio “un minor numero di link di alta qualità da siti Web pertinenti avrà un impatto molto maggiore sui risultati rispetto a un volume maggiore di collegamenti di bassa qualità da siti Web non pertinenti”.

Questo è un concetto importante anche perché backlink di alta qualità sono generalmente più difficili da guadagnare, quindi saranno più difficili da replicare anche per i concorrenti; inoltre, tendono a durare più a lungo, a differenza dei link generati utilizzando metodi automatizzati.

Ma ci sono anche altri aspetti da considerare, in particolare la velocità con cui il sito guadagna link e la velocità con cui ha guadagnato link storicamente, che possono essere fattori perché, per semplificare, “un brusco aumento potrebbe indicare un tentativo innaturale di manipolare il ranking”. Usare metodi che non rispettano le Linee Guida di Google per webmaster e ottenere un brusco aumento del numero di backlink può esporre al rischio di un’azione manuale e, nei casi peggiori, determinare una penalizzazione Google.

La velocità nelle campagne di link building

L’autore mostra anche tre grafici di esempio per cercare di chiarire quando un profilo backlink ha un’evoluzione naturale nel tempo.

Evoluzione naturale del profilo backlink

Nel primo caso, il pattern di crescita è regolare e sale nel tempo – non ci dovrebbero essere attività sospette.

Un ritmo di acquisizione backlink che può essere naturale

In questo secondo caso, l’evoluzione appare meno naturale, ma il picco potrebbe dipendere da altri fattori – come una maggiore copertura mediatica, il lancio di un nuovo prodotto o una straordinaria campagna di content marketing – e quindi anche questa linea potrebbe essere completamente naturale.

Profilo backlink non naturale

L’ultimo grafico “sembra naturale come un’abbronzatura spray”: ci sono grandi picchi di backlink in ingresso alternati a periodi di forte calo, segno di un’attività alle spalle portata avanti in maniera innaturale e poco accorta.

Secondo l’articolo, più velocemente il sito guadagna link pertinenti e di alta qualità, più velocemente si classificherà, ma senza trascurare un aspetto: la velocità dei backlink, il ritmo con cui il sito guadagna collegamenti, dovrebbe avere una crescita relativamente stabile.

Se le tattiche di link building seguono le linee guida di Google, ciò dovrebbe accadere naturalmente, mentre quando si usano tecniche di black hat SEO possono notarsi pattern innaturali che potrebbero danneggiare i progressi.

Il valore dei contenuti del sito per i tempi della SEO

Inevitabilmente, anche il contenuto pubblicato tuo sito web ha un ruolo nella velocità con cui si possono vedere i risultati e la prima cosa da sapere è che la qualità conta molto.

Sappiamo che non c’è correlazione tra qualità e word count SEO e che non esiste una lunghezza minima o addirittura ideale: il contenuto “deve semplicemente essere abbastanza lungo da risolvere il problema di un visitatore”, ricorda Knauff.

Inoltre, è stata ufficialmente smentita anche la teoria secondo cui non bisognerebbe pubblicare più contenuti nuovi allo stesso momento, perché non c’è motivo, dal punto di vista SEO, di agire in questo modo, anche se è probabilmente più proficuo è mantenere un programma di pubblicazione coerente, piuttosto che condensare le pubblicazioni in blocchi.

Per l’autore, ci sono almeno due motivi che fanno preferire questa logica di calendario editoriale:

  • Mostra a Google che i nuovi contenuti vengono aggiunti regolarmente al sito, il che in genere incoraggia i suoi spider a eseguirne la scansione più frequentemente e, di conseguenza, può accelerare gli sforzi SEO.
  • Incoraggia gli utenti a tornare più frequentemente sul sito, il che può aiutare a inviare segnali di esperienza utente positivi a Google e, di conseguenza, può accelerare gli sforzi SEO.

Tuttavia, non si tratta solo di creare contenuti.

Imparare a gestire i contenuti ed eliminare quelli non performanti

Il lavoro sui contenuti non si deve concentrare solo nella creazione e pubblicazione di nuovi articoli e pagine, perché anche l’eliminazione dei contenuti può svolgere un ruolo proattivo nel tempo che serve alla SEO per funzionare.

La chiave è determinare quale contenuto mantenere, quale migliorare e quale eliminare; in particolare, cancellare le pagine con prestazioni insufficienti può contribuire a migliorare le prestazioni complessive del sito nei risultati di ricerca (e a ottimizzare il crawl budget), perché lasciano spazio solo ai contenuti originali e utili che risolvono le esigenze del pubblico, continuando a migliorarli continuamente.

In termini pratici, “i contenuti di lunga durata e di qualità superiore tendono a guadagnare più link rispetto ai contenuti di bassa qualità e / o più brevi”: stando a uno studio di Backlinko su 912 milioni di post blog, i contenuti più lunghi guadagnano in media il 77,2% di link in più rispetto agli articoli brevi.

Quindi, oltre a svolgere un ruolo cruciale di per sé, il contenuto può influire anche agli sforzi di creazione di link, quindi ottimizzare questo aspetto è doppiamente importante.

In definitiva, quanto tempo serve alla SEO per funzionare?

Il lavoro dei SEO “è simile a quello dei meteorologi: nonostante tutte le nostre conoscenze, esperienze e strumenti, spesso sbagliamo”, dice Knauff nelle conclusioni, evidenziando che di solito “i clienti sono frustrati quando non vedono i risultati della loro campagna SEO con la rapidità che desiderano”.

Parte del lavoro di un professionista SEO è però anche gestire le aspettative dei clienti, un’area in cui molti falliscono.

L’aspetto forse più critico è proprio quello dei tempi per vedere gli effetti positivi del lavoro e degli investimenti (anche perché spesso c’è chi dice ai clienti solo ciò che vogliono sentirsi dire, generando aspettative irrealistiche), e di conseguenza, molte persone pensano che per dare risultati alla SEO servano solo poche settimane o pochi mesi.

Ciò è vero solo in parte: è possibile iniziare a vedere miglioramenti nel ranking organico e un aumento del traffico per argomenti relativi alle parole chiave con poca concorrenza in poche settimane, ma si tratta di incrementi non consolidati e solo per nicchie particolari. Di solito, per argomenti moderatamente competitivi potrebbero servire mesi, mentre query altamente competitive potrebbero richiedere anche un anno o più!

Ad esempio, “il mio team è stato in grado di posizionare un sito web al primo posto per la query società di marketing che ha prodotto un flusso costante di contatti per diversi anni, ma nonostante le nostre capacità, manodopera e risorse, ci è voluto circa un anno di lavoro costante per raggiungere questo obiettivo”.

Lo stesso Knauff racconta un altro episodio: “Un particolare cliente praticamente privo di presenza digitale è venuto da noi quando un sito web aveva pubblicato alcune informazioni poco lusinghiere su di lui, che erano state completamente fuori contesto. Dal momento che deteneva la prima posizione in Google per il suo nome, questo gli era costato una notevole quantità di affari”.

Fortunatamente, racconta l’autore, “c’era poca concorrenza per il suo nome e quel sito web non aveva molta autorità, quindi siamo stati in grado di riempire le prime diverse pagine dei risultati di ricerca con pagine che abbiamo controllato in poche settimane”.

Ad ogni modo, ciò che si consiglia è non usare tattiche che violano le Istruzioni per i webmaster di Google nel tentativo di accelerare il processo: anche se questa strategia può funzionare a breve termine, alla fine “dovrai affrontare una penalità e finire più indietro rispetto a dove hai iniziato”.

I tempi della SEO, le parole di Google

Come anticipato, bisogna mettere in conto di attendere da diversi mesi a un anno prima di vedere i risultati degli investimenti SEO, ma anche in questo caso non ci sono certezze di essere il vincitore assoluto.

Per usare le parole di Google, “nella maggior parte dei casi un SEO avrà bisogno dai 4 mesi a un anno per aiutare la tua azienda prima a implementare miglioramenti e poi a vedere i primi benefici”: ciò è confermato anche da analisi statistiche che segnalano che solo il 5,7% di tutte le pagine di nuova pubblicazione arriverà nella top 10 di Google entro un anno.

Ma pure dopo aver raggiunto la prima pagina non è il caso di adagiarsi sugli allori “perché i tuoi concorrenti – sia attuali che nuovi arrivati ​​- cercheranno costantemente di prendere quella posizione”.

In altre parole, la SEO è uno sforzo continuo che non sarà mai veramente completo.

Quindi, in conclusione, non è possibile prevedere con precisione quanto tempo impiegherà la SEO prima di funzionare, ma è possibile fare un’ipotesi altamente plausibile basata su determinate variabili e, in questo modo, avere un’idea migliore di quanto tempo servirà all’interno di una particolare nicchia contro gli effettivi concorrenti.