L’attenzione di Mountain View per Google Immagini continua a essere piuttosto elevata, a riprova del valore che per la compagnia ha il motore di ricerca per immagini (che è anche una rilevante fonte di traffico organico per molti siti). Ne abbiamo avuto la conferma in queste settimane, con due diversi focus dedicati proprio al sistema Images: un video con 12 tattiche per un lavoro sulle immagini SEO e le ultime novità per perfezionare i risultati mostrati.

Ricerca Immagini Google, ridotti i risultati duplicati

Diamo un primo sguardo proprio all’intervento tecnico di Google sul motore di ricerca per immagini, annunciato su Twitter a metà febbraio anche se, in realtà, risalente già allo scorso novembre.

Grazie a un perfezionamento dell’algoritmo di Google Image Search, ora il sistema riduce la presenza le immagini duplicate nei risultati di ricerca, cercando di mostrare invece immagini “pertinenti ma visivamente distinte”.

Inoltre, Google ha reso le caselle di perfezionamento dei significati alternativi più utili, con immagini migliori: un filtro necessario quando si esegue una query che può far riferimento a diversi significati alternativi, che può aiutare l’utente a perfezionare la sua ricerca e visualizzare le immagini che sono più pertinenti a soddisfare le sue esigenze.

Esempio di SERP immagini per jaguar

Nell’esempio mostrato, il termine [jaguar] può far riferimento all’animale o alla nota casa automobilistica; in precedenza, i risultati di ricerca potevano essere “dominati” solo da una accezione, mentre invece ora l’aggiornamento algoritmico consente di “mostrare immagini per significati, quando ciò sembra utile”. Nell’immagine in alto, tra i risultati predomina l’accezione dell’auto, ma l’utente è invece interessato all’animale, per cui usando il filtro può perfezionare la ricerca come si vede nella foto qui sotto (tutte dall’account twitter @searchliaision).

il nuovo filtro di Google Immagini

I nuovi consigli per l’ottimizzazione SEO delle immagini

È invece John Mueller ad accompagnarci alla scoperta delle principali tecniche di ottimizzazione immagini nel nuovo appuntamento con i Search Central Lightning Talks, le conferenze virtuali su YouTube con cui i Googler hanno superato le limitazioni agli eventi live imposte dalla pandemia grazie allo streaming.

E così, il Search Advocate della compagnia ha dedicato un lungo intervento – circa dieci minuti – a spiegare cosa fare per aumentare le possibilità di avere visibilità su Google Immagini e sugli altri spazi della Ricerca dove compaiono immagini, così da trovare una nuova potenziale fonte di traffico organico.

Come funziona Google Immagini

Prima di lanciarsi nei consigli, Mueller ha descritto sinteticamente il funzionamento di questo motore di ricerca parallelo e visuale.

I compiti delle immagini

Google Images aiuta gli utenti a trovare visivamente pagine web “per una vasta gamma di compiti: che si tratti di dare il via a un progetto fai-da-te, cucinare un pasto, trovare un outfit o, come abbiamo visto di recente, imparare a tagliare i propri capelli a casa durante la quarantena”, Google Immagini mostra agli utenti le immagini rilevanti e le pagine da tutto il web, “in modo che sia il più facile possibile trovare ciò che si sta cercando”.

I risultati mostrano un’immagine in anteprima, l’attribuzione e un titolo della pagina; gli utenti possono espandere l’anteprima per scoprire di più sull’immagine e sul contenuto della pagina. Se Google ritiene che “un risultato sia un prodotto, una ricetta o un video – che il sito può specificare con appositi dati strutturati – mostra questa informazione all’utente” con un’icona in basso; quando appropriato, compare anche un’informazione sulla licenza dell’immagine. Infine, “naturalmente, c’è un grande pulsante per visitare direttamente la pagina”.

Le immagini in altri posti su Google

Come dicevamo, non è solo nell’apposita sezione che possono comparire risultati visuali. Innanzitutto, le “anteprime delle immagini possono essere mostrate anche per i risultati di ricerca web tradizionali, quando rilevanti per la query di un utente o rappresentative di una pagina web”.

Per esempio, dice Mueller, “potrebbe essere mostrata l’immagine di una ricetta”, che aiuta l’utente a farsi un’idea del piatto a cui è interessato e che intende replicare.

Inoltre, c’è Google Discover, “un modo chiaro per gli utenti di esplorare contenuti su argomenti a cui sono interessati”, che mostra un’immagine di anteprima pertinente per le pagine.

In sintesi, dunque, le immagini di anteprima possono essere mostrate direttamente in Google Images, possono essere mostrate come risultati rilevanti o come contesto aggiuntivo per altre pagine in Google Search e come anteprime in Discover.

Cosa vogliamo ottenere con le immagini?

Mueller invita però a “fare un passo indietro e pensare a cosa vorresti ottenere con le immagini”, perché indicizzare le immagini del sito “è raramente l’obiettivo”.

domande utili per capire a cosa servono le immagini

Dobbiamo, in modo più utile, considerare alcune domande che possono orientare meglio il lavoro, come ad esempio “Gli utenti cercano visivamente i nostri contenuti? Se sì, come potrebbero effettuare la ricerca? Quale anteprima del contenuto del sito troverebbero interessante? Le pagine hanno un’immagine che è particolarmente rilevante per quella pagina?”, che possono aiutarci a “guidare l’inclusione delle immagini in un modo che sia rilevante per gli obiettivi del sito”.

In concreto, se un sito pubblica poesie e “decora la pagina con generiche clip art floreali, è improbabile che gli utenti cerchino clip art di fiori per leggere la poesia”. Invece, se creiamo “quelle grafiche e vogliamo fornirle ad altri, allora potrebbe essere una query di ricerca legittima”.

Alla fine, dobbiamo essere noi a determinare “se e come vogliamo che il contenuto del nostro sito web sia mostrato su Google”, perché noi conosciamo “meglio il tuo pubblico e gli obiettivi del sito”.

I consigli per ottimizzare le immagini

Chiarite le finalità per le quali pubblichiamo immagini – e quindi anche i risultati che possiamo raggiungere – il video si concentra sugli aspetti tecnici per essere certi che le risorse caricate siano ottimizzate per la SEO.

John Mueller offre 12 consigli di ottimizzazione SEO delle immagini:

  1. Fornire il contesto
  2. Ottimizzare il posizionamento dell’immagine
  3. Non incorporare testo nell’immagine
  4. Usare attributi alt sulle immagini
  5. Usare immagini di alta qualità
  6. Creare siti di alta qualità
  7. Creare siti amichevoli per mobile e desktop
  8. Usare un buon URL descrittivo
  9. Fornire dati strutturati pertinenti
  10. Utilizzare anteprime di immagini di grandi dimensioni
  11. Aggiungere i markup di licenza immagine
  12. Ottimizzare tecnicamente le immagini

Inserire le immagini in un contesto appropriato

Il primo consiglio è fornire un buon contesto, ovvero fare in modo che il contenuto visivo sia pertinente all’argomento della pagina.

Bisogna “usare le immagini quando aggiungono valore alla pagina”, scrivendo titoli e intestazioni di pagina appropriati per fornire un contesto.

È importante tenere a mente i nostri utenti e il modo in cui “potrebbero cercare visivamente il nostro contenuto”, pensare a “quali sono le parole e le frasi che potrebbero usare” e comprendere se stiamo usando le immagini nelle pagine giuste.

Studiare la posizione dell’immagine in pagina

Dobbiamo ottimizzare anche il posizionamento delle immagini: quando possibile, le immagini devono collocate vicino al testo pertinente, e a livello ideale bisogna fornire una didascalia vicino all’immagine.

Un altro consiglio è “mettere l’immagine più importante vicino alla parte superiore della pagina”.

Nessun testo nell’immagine

Non bisogna inserire testo importante all’interno di immagini e, in particolare, mai farlo per gli heading di pagina e le voci di menu.

Il testo deve restare nella pagina, perché non tutti gli utenti e i motori di ricerca possono accedere al testo nelle immagini, e anche gli strumenti di traduzione non funzionano sulle immagini: quindi, immagini testuali spesso “non sono un’anteprima particolarmente utile per il sito”.

Scrivere l’alt-text

Il testo alternativo – meglio noto come alt text – è un elemento utile per garantire il rispetto dei fattori minimi di accessibilità del sito: questi attributi “sono un modo per fornire informazioni sull’immagine agli utenti che non possono vedere le immagini”, e servono anche ai motori di ricerca per avere contesto sulla risorsa.

Curare la qualità delle immagini

È importante usare immagini di alta qualità, che “attraggono gli utenti maggiormente rispetto a immagini sfocate, poco chiare e a bassa risoluzione”. Inoltre, le immagini nitide sono spesso “più attraenti nell’anteprima del risultato e aumentano la probabilità di ottenere traffico dagli utenti”.

Conta anche la qualità generale del sito

Da sole le immagini non bastano, ma necessitano di “siti informativi e di alta qualità”, perché “il contenuto visivo per Google Immagini è altrettanto importante quanto un buon contenuto sulle pagine”, che fornisce il contesto e rende i risultati più fruibili per gli utenti.

Il contenuto della pagina può essere inoltre usato “per generare uno snippet di testo per l’immagine, e Google considera la qualità del contenuto della pagina quando classifica le immagini”.

Avere siti che funzionano bene su desktop e mobile

È importante progettare il sito per tutti i tipi e le dimensioni dei dispositivi, assicurandoci che funzioni bene per la navigazione da desktop e che sia mobile-friendly, perché ormai “gli utenti cercano su Google Images più da mobile che da desktop”.

Impostare URL buoni, stabili e descrittivi

Continuando sugli aspetti tecnici generali, Mueller invita a impostare una buona struttura URL anche per i file di immagine, costruendo in modo logico gli URL in riferimento anche al contenuto dell’immagine.

URL immagini, Google spiega i percorsi migliori e quelli da evitare

Google utilizza il percorso dell’URL e il nome del file per comprendere e classificare meglio le risorse, e possiamo “aiutarlo” evitando di cambiare gli URL delle immagini o usando redirect 301 quando è necessario cambiarli.

Solitamente, le immagini non sono scansionate con la stessa frequenza delle pagine web, quindi è importante usare URL stabili per loro.

Altro consiglio pratico è essere certi di “non bloccare gli URL delle immagini in robots.txt, se vogliamo che siano usate come anteprime su Google”.

Bloccare le immagini con il file robots.txt

A questo punto, Mueller apre una piccola digressione su come impedire che le immagini delle pagine siano mostrate nella ricerca: un “buon modo per farlo è di bloccare il loro crawling nel file robots.txt”.

Il Search Advocate di Google ricorda che “questo file deve essere in un formato specifico leggibile dalla macchina, quindi è bene ricontrollare che si stiano bloccando correttamente gli URL appropriati e che non si stia bloccando troppo”.

In generale, Google ritiene che “spesso sia utile permettere agli utenti di cercare visivamente un contenuto”, ma in definitiva la scelta di bloccare le risorse spetta al proprietario del sito.

Implementare i corretti dati strutturati

Queste prime indicazioni sono “best practices generali che possono sicuramente aiutare i motori di ricerca a capire meglio le immagini del sito”, ma ci sono altre tecniche avanzate che possiamo prendere in considerazione per andare maggiormente in profondità.

In particolare, possiamo implementare i dati strutturati appropriati alle immagini: gli structured data “sono un modo di fornire informazioni leggibili dalla macchina sulle pagine e il loro contenuto”.

A seconda del tipo di pagina, possiamo usare diversi tipi di dati strutturati: “per esempio, una pagina di ricette potrebbe usare i dati strutturati Recipe, un articolo di notizie potrebbe usare i dati strutturati News Article, un sito di e-Commerce potrebbe usare i dati strutturati Product”.

Consentire anteprime di maggiori dimensioni

Può essere utile consentire a Google di mostrare anteprime di immagini di grandi dimensioni, perché “includere immagini convincenti e di alta qualità nel contenuto aumenta le probabilità di generare visite da Discover”.

Per abilitare grandi anteprime di immagini, è necessario che le immagini siano adeguatamente dimensionate e poi impostare la funzione con il meta tag robots max-image-preview:large o utilizzando AMP.

Aggiungere informazioni sulle licenze

Aggiungere informazioni sulla licenza delle immagini fornite può aiutare gli utenti a conoscere i limiti di autorizzazione, mostra i crediti appropriati dell’immagine e semplifica per le persone acquisire una licenza per l’immagine.

Questo può essere fatto con dati strutturati sulla pagina o con metadati all’interno dell’immagine.

Tenere a mente la velocità

Le immagini sono spesso l’elemento più pesante, che contribuisce in maniera maggiore alla dimensione complessiva della pagina: Mueller consiglia quindi di applicare alcune tecniche di ottimizzazione delle immagini, come usare il lazy-loading o immagini responsive per fornire un’esperienza utente veloce e di alta qualità.

Come assicurare velocità delle pagine

In base alla tipologia di sito web, inoltre, si può valutare la possibilità di implementare pagine AMP, che possono anche essere un’opzione per realizzare pagine a caricamento rapido.

Come lavorare all’ottimizzazione del sito

In conclusione, John Mueller delinea anche un “buon approccio generale quando si revisiona e si migliora un sito web”, ovvero iniziare dalla selezione di “un campione di pagine da varie parti del sito e lavorare prima su quelle”.

Controllare regolarmente queste pagine aiuta a ricontrollare i nostri progressi, a determinare quali cambiamenti fare e come farli al meglio.

Una volta avviato il lavoro su alcune pagine, “è spesso relativamente facile applicare la stessa modalità di intervento al resto del sito web”.

Google Search Console può essere lo strumento adatto a riconoscere potenziali problemi e opportunità, oltre a offrire approfondimenti su come le pagine vengono mostrate nella ricerca; ad esempio, “è possibile confermare che i dati strutturati siano riconosciuti correttamente, controllare la velocità del sito e monitorare le prestazioni delle immagini”.