L’abbiamo definita una chiave per il successo del progetto, e in effetti un’organizzazione pulita e ordinata consente a Google e soprattutto agli utenti di comprendere cosa significano tutte le pagine e come sono correlate e connesse tra loro. Parliamo quindi della struttura del sito, per vedere insieme 10 modi in cui può influenzare la SEO e contribuire a rimuovere degli ostacoli invisibili che si frappongono ai motori di ricerca che provano a visualizzare e scansionare il dominio.

Il valore della struttura del sito

Oggi, avere successo sui motori di ricerca significa andare oltre il semplice “disporre un design pulito e lucido”, come ricorda Maddy Osman su Search Engine Journal, secondo cui “trovare un equilibrio tra un sito web esteticamente attraente per i clienti e una struttura progettata per la visibilità dei motori di ricerca”, perché senza una struttura del sito web organizzata e che abbia un senso logico “gli altri sforzi di SEO, contenuti e persino design potrebbero essere inutili”.

Di solito, la struttura convenzionale e popolare è quella piattaflat, ma in molti puntano anche su un’architettura gerarchica del sito, utile a informare immediatamente Google della tassonomia impostata per categorizzare gli elementi presenti nell’intero dominio.

Come la struttura del sito influisce sulla SEO

Ad ogni modo, una buona struttura del sito può avere un impatto significativo sul traffico e sulle conversioni lato SEO, ma può anche aiutare l’intera organizzazione a interagire meglio con gli utenti e creare un’esperienza in linea con gli obiettivi aziendali, i prodotti e la struttura dei servizi.

Ecco dunque un elenco dei 10 aspetti da tenere in considerazione nel rapporto tra struttura e SEO del nostro sito.

  1. Crawlability, la facilità di scansione del sito

Il primo punto su cui la struttura impatta è la crawlability del sito, ovvero la sua possibilità/facilità di essere sottoposto a scansione dai crawler dei motori di ricerca, che possono eseguire il loro lavoro sull’intero contenuto di testo del dominio per capire di cosa trattano le pagine.

il processo del crawling

Parte di questo processo è navigare attraverso sottopagine e argomenti particolari per comprendere il sito come una totalità, in cui ogni pagina – per essere considerata sottoponibile a scansione – “deve portare un visitatore da qualche altra parte all’interno del sito, da una pagina all’altra”, senza pagine orfane.

Un principio importante per una buona scansione del sito è infatti che non ci sono vicoli ciechi che facciano bloccare i robot dei motori di ricerca, e quindi dobbiamo fare uno sforzo per includere collegamenti interni in ogni pagina, in modo da creare un ponte da una parte all’altra del dominio.

In concreto, possiamo usare i breadcrumb e i dati strutturati, tenendo sempre d’occhio anche il crawl budget di Google per capire se stiamo sprecando il tempo che il motore di ricerca ci dedica su pagine vuote o non performanti.

  1. Struttura degli URL

Anche l’impostazione della struttura degli URL ha un’influenza sulla SEO, perché gli URL sono elementi costitutivi di un’efficace gerarchia del sito, trasmettono equity attraverso il dominio e indirizzano gli utenti alle destinazioni desiderate.

Le migliori strutture URL dovrebbero essere content-rich, ovvero “facili da leggere da un utente e da un motore di ricerca e contenere query di destinazione”. È poi importante cercare di mantenere gli URL semplici e non complicarli eccessivamente con troppi parametri.

Un suggerimento per una struttura efficace è replicare la logica in tutto il sito web (senza procedere con cambiamenti della struttura dell’URL se non inevitabile), inviando una sitemap XML ai motori di ricerca con tutti gli URL più importanti per i quali desideriamo classificarci.

  1. Protocolli di sicurezza

Avere un sito sicuro può aiutare a migliorare le classifiche, a maggior ragione da maggio – quando, ricordiamo, diventerà operativo il Page Experience Update, che prende in considerazione anche l’adozione di protocollo HTTPS per garantire la sicurezza del sito e dei dati degli utenti.

grafico sull'adozione globale di HTTPS

La lieve spinta al ranking (definizione di John Mueller) è solo uno dei motivi per cui oggi quasi il 70% dei siti Web in tutto il mondo utilizza già HTTPS, come confermato dagli ultimi dati di W3Techs, perché il passaggio al nuovo protocollo offre anche altri vantaggi, come ad esempio:

  • Migliore esperienza per l’utente.
  • Protezione delle informazioni degli utenti.
  • Implementazione AMP, fattibile solo con HTTPS.
  • Efficacia delle campagne PPC.
  • Dati migliorati in Google Analytics.

Inoltre, ricorda l’articolo, a partire dallo scorso novembre Googlebot sta eseguendo la scansione dei siti tramite HTTP/2.

  1. Linking interna

Le basi di una corretta navigazione impongono che gli utenti possano passare da una pagina all’altra senza alcuna difficoltà: se abbiamo un sito grande e con molte pagine, la sfida è rendere queste pagine accessibili con pochi clic, utilizzando tecniche di gestione di navigazione e paginazione.

Gli esperti di usabilità suggeriscono che dovrebbero essere necessari solo tre clic per trovare una determinata pagina, ma questo consiglio è una linea guida e non una regola.

organizzazione della struttura interna del sito

La linking interna aiuta utenti e motori di ricerca a scoprire una pagina e a fornire un flusso tra contenuto e pagine e i vantaggi di utilizzare consapevolmente i collegamenti interni per la SEO sono numerosi:

  • Consentono ai motori di ricerca di trovare altre pagine tramite anchor text in cui sfruttare le keyword.
  • Riducono la profondità della pagina.
  • Offrono agli utenti un modo più semplice per accedere ad altri contenuti, garantendo una migliore esperienza.
  • Possono essere usati dai motori di ricerca per dare maggiore valore alle pagine in SERP.

Un consiglio è di non limitarsi a linkare vecchie pagine all’interno di nuovi contenuti, ma di chiudere il cerchio e inserire link interno verso articoli nuovi anche in vecchi contenuti.

  1. Contenuti chiave al centro

La keyword research e la ricerca di contenuti sono parti fondamentali della SEO e dovrebbero essere una parte essenziale del modo in cui costruiamo e strutturiamo il sito sin dall’inizio.

Questo infatti garantisce che la comprensione del pubblico di destinazione, del search behaviour e dei topic competitivi siano integrati nella struttura e nel layout del dominio. A livello ottimale, bisognerebbe porre il contenuto principale e cruciale del sito al centro della struttura, oltre che lavorare affinché sia della massima qualità.

  1. Contenuti duplicati

I contenuti duplicati sono dannosi per la SEO perché Google può interpretarli come spam.

La Google Search Console “è uno strumento utile per trovare ed eliminare i contenuti duplicati sul sito web” e, come regola generale, bisognerebbe evitare di “pubblicare contenuti duplicati sul tuo sito web o su quelli di qualcun altro”.

  1. Navigazione ed esperienza utente

Gli standard di usabilità a cui sono tendere i siti di oggi sono molto più severi “rispetto ai primi giorni di Internet”: se un visitatore si imbatte in un sito costruito male, eviterà di interagirvi ulteriormente, anche perché nessuno vuole perdere tempo su un sito in cui non si capisce cosa si deve fare o come procedere.

Se un utente non riesce a trovare le informazioni che cerca (né è aiutato nella ricerca), si rivolgerà senza dubbio a un sito concorrente, lanciando anche un segnale di cattiva esperienza verso il nostro sito, che danneggia la SEO perché indicano a Google che la pagina potrebbe non essere la più pertinente o utile per quella query, mentre al contrario statistiche che indicano un’esperienza positiva convalidano e rafforzano i risultati in SERP.

Osman ricorda, infatti, che il modo in cui gli utenti interagiscono con un sito – attraverso elementi come percentuale di clic, il tempo trascorso sul sito e la frequenza di rimbalzo – viene interpretato da Google per i risultati di ricerca futuri.

Le basi per fornire una buona esperienza utente includono:

  • Allineare il click-through alle aspettative.
  • Rendere le informazioni desiderate facili da trovare.
  • Garantire che la navigazione abbia senso e sia intuitiva.

Il suggerimento pratico è fare vari test con visitatori imparziali per determinare quanto sia effettivamente utilizzabile il sito e determinare in che modo gli utenti reali interagiscono con le pagine.

  1. Core Web Vitals

Sviluppatori, designer e SEO dovrebbero lavorare insieme per rispettare i valori dei Core Web Vitals, le metriche che misurano stabilità visiva, interattività e tempi di caricamento per assicurare una user experience di alta qualità.

Ad oggi, meno del 15% dei siti soddisfa gli standard di benchmark, e questo è un aspetto critico su cui lavorare per migliorare le prestazioni prima della rivoluzione algoritmica.

  1. Curare la navigazione mobile

Garantire che il sito sia adeguato e strutturato per gli utenti mobili provenienti da dispositivi diversi non è solo una questione di design, ma parte essenziale della creazione del progetto.

La quantità di lavoro richiesto può dipendere dalle risorse degli sviluppatori, dalle competenze IT e dai modelli di business, soprattutto se il sito è correlato all’e-Commerce e utilizza vecchie piattaforme poco responsive.

  1. Velocità e prestazioni

Se la costruzione e la struttura del sito non favoriscono un’esperienza utente rapida, “i risultati SEO e di bilancio saranno in picchiata”: velocità di caricamento basse, pagine che non rispondono e tutto ciò che “richiede tempo” per l’utente danneggia il lavoro svolto dagli sviluppatori, dai creatori di contenuti e dai professionisti SEO.

Un secondo di ritardo nel tempo di caricamento della pagina può significare meno visualizzazioni di pagina e traffico e un calo significativo delle conversioni, oltre che un utente poco soddisfatto, sintetizza l’autrice. Per questo, è importante che tutte le persone responsabili del progetto siano in contatto “per scegliere il design mobile e la struttura del sito web giusti, ad esempio il responsive web design, e identificare tutti i pro e i contro per evitare costi elevati ed errori costosi”.

Il successo SEO di un sito passa anche dalla struttura

In conclusione, secondo Maddy Osman per raggiungere buoni risultati SEO è importante che “un sito web sia strutturato nel formato più appropriato e gerarchico per i tuoi utenti e la tua attività”, senza trascurare la leggibilità nella ricerca.

Per questo, è importante interagire con i responsabili del design al momento della creazione, non dopo, e pianificare in anticipo i contenuti a venire sin dalle fasi iniziali della concettualizzazione del progetto: l’obiettivo è allineare l’architettura e il design del sito agli sforzi SEO, la strada per ottenere risultati migliori e successo in SERP.