Le metriche di performance come fattore di ranking su Google, l’importanza dell’usabilità, le soluzioni più SEO friendly per gli sviluppatori: il nuovo episodio di SEO mythbusting condotto da Martin Splitt di Google, che ha ospitato Ada Rose Cannon di Samsung, si concentra proprio su questi argomenti tecnici.

Il valore delle performance per Google

Dopo aver trattato temi importanti come i 3 principali fattori SEO, cos’è Googlebot e quanto sono importanti i dati strutturati per la SEO, nel nuovo video il Webmaster Trends Analyst di Google si sofferma a chiarire alcuni aspetti tecnici sulle web performance, rispondendo alle domande della Web Developer Advocate di Samsung, Ada Rose Cannon.

Rendere il Web più accessibile

La chiacchierata parte da una considerazione generale: bisogna impegnarsi per rendere il Web accessibile a tutte le persone al mondo, non solo per le (poche) persone che usano i dispositivi tecnologici o i computer migliori e più recenti, ma anche per tutte quelle che continuano a usare device low-end vecchi di anni. Oggi, tuttavia, il web moderno non sembra riuscire a raggiungere questa platea, e anzi nel frattempo continua a crescere la distanza qualitativa tra smartphone nuovi e vecchi in termini di performance.

Google mobile, velocità e usabilità

Si torna così a parlare al binomio Google mobile, ovvero all’attenzione che Big G dedica alla navigazione da dispositivi portatili, e in particolare alla velocità di caricamento della pagina da mobile come un fattore di ranking sul motore di ricerca, e Martin Splitt evidenzia alcuni punti utili anche per chi lavora alla SEO. In particolare, il Googler ricorda che ci sono molte metriche “user-centric” considerate dal motore di ricerca (ne parlavamo anche nell’articolo su Google PageSpeed), come first paint e first contentful paint, tempo per interagire e così via.

La scansione di Googlebot

Googlebot non interagisce molto a lungo con la pagina, quindi non è capace di determinare se lo scroll è comodo o altri aspetti del genere, ma si sofferma sul rendering e può capire quando la pagina diventa sensibile agli input e quando il contenuto è pronto per il consumo degli utenti, valutando quindi le performance di questi parametri.

Google vuole aprire la black box della SEO

Martin Splitt fa poi una dichiarazione piuttosto sorprendente: Google vuole aprire la black box della SEO a tutti! Perciò, dice, abbiamo dialoghi attivi con gli sviluppatori Web, con i SEO specialisti e con i creatori di tool per fornire loro metriche e strumenti efficaci. Un esempio è la Google Search Console, che offre dati insights e indicazioni sulle prestazioni nella Ricerca Google, ma più in generale il team di Mountain View vuole smentire le affermazioni generiche (blanket statements) del tipo “Javascript ucciderà la tua SEO” oppure “Non usare React o Angular”, che non necessariamente hanno un fondo di verità e spesso possono essere una “risposta confortante, ma non la miglior risposta”.

I siti in Javascript possono posizionarsi su Google

Un altro “mito sfatato” è quello che riguarda i siti in Javascript: Ada Rose Cannon chiede se è vero che, a causa della difficoltà di scansione da parte di Googlebot, questi siti rischiano di essere penalizzati nel posizionamento, ma Splitt spiega che il problema riguarda solo la fase di indicizzazione delle risorse, che però possono posizionarsi regolarmente in SERP.

Il problema è l’user experience

In generale, comunque, i siti in Javascript potrebbero avere difficoltà in termini di usabilità, perché una pagina che impiega tempo a caricarsi non fornisce un buon livello di user experience e non risponde alle esigenze della filosofia mobile friendly: pertanto, bisogna valutare non tanto la lentezza rispetto ai crawler, quanto la velocità nel fornire agli utenti quello che cercano.

Usare Javascript responsabilmente!

Il consiglio di Martin Splitt, dunque, è di fare affidamento su HTML e CSS più moderni e semantici anziché sul pesante JavaScript, anche perché HTML e CSS sono più resilienti di Javascript (invecchiano meglio). Nello specifico, le linee guida sono: usare polyfill,usare il progressive enhancement, usare ciò che la piattaforma Web mette a disposizione, usare Javascript responsabilmente.