Rich snippet, box immagini, knowledge graph, riquadro di notizie principali, annunci Ads a pagamento, link blu, ma anche local pack e schede di Google My Business: le Search Engine Results Page, le famose SERP di Google, ormai stanno evolvendosi ad altissima velocità e non sempre si riesce a star dietro alle novità, soprattutto per le possibilità offerte a chi naviga da dispositivi mobile.

Che cosa sono le SERP di Google

Forse è scontato per molti, ma partiamo da una definizione di base: SERP è un acronimo per Search Engine Results Pages e indica per l’appunto le pagine dei risultati del motore di ricerca. Quando parliamo di SERP, quindi, facciamo riferimento alle pagine generate dal motore di ricerca in risposta alla query lanciata da un utente. Per Google, la SERP classica contiene 10 link blu – i risultati posizionati secondo i criteri dell’algoritmo – ma oggi sono frequenti feature aggiuntive e altri risultati multimediali che arricchiscono, e cambiano, l’esperienza dell’utente.

Le feature nelle SERP di Google

Questi cambiamenti hanno inevitabilmente effetti sulla SEO, perché stanno trasformando anche le abitudini degli utenti che, come dicevamo a proposito della tendenza zero clic in Google Search, si soffermano sempre più sulle informazioni già fornite nella pagina dei risultati di ricerca senza approfondire le informazioni sui siti posizionati, o ancora utilizza le ricerche vocali, che sono in forte crescita come abbiamo visto di recente.

Conoscere le SERP per incrementare le opportunità di traffico

Ogni sito che ha come core business il posizionamento su Google non può trascurare la gestione ottimale di tutti gli aspetti legati a queste feature aggiuntive ai classici risultati organici, a cominciare dall’implementazione dei dati strutturati, elemento centrale di questa rivoluzione progressiva. E, a proposito di informazioni, uno studio americano ci consente di approfondire ulteriormente la frequenza con cui Google mostra queste funzionalità delle SERP, per scoprire quali sono i contenuti aggiuntivi più presenti anche in Italia.

Lo studio sull’incidenza delle funzionalità delle SERP

La ricerca è stata eseguita da advancedwebranking.com e si concentra proprio sull’incidenza delle SERP Features di Google, studiate collezionando e comparando milioni di query lanciate in tutto il mondo, Italia inclusa come dicevamo. I risultati sono mostrati nei grafici qui in pagina, provenienti sempre dallo stesso sito americano, analizzano il periodo che va dal 1 maggio al 31 luglio e sono suddivisi per ricerche da desktop e da mobile.

Le feature di Google Italia da desktop

Su desktop la feature più frequente è Google Immagini

Guardiamo subito i dati della navigazione desktop: oltre ai link blu organici, in Italia compaiono innanzitutto i risultati di Google Immagini, il cui box compare in più della metà delle interazioni, confermandosi dunque un fondamentale motore di ricerca alternativo e ribadendo l’importanza vitale dell’ottimizzazione delle immagini per chi compete online.

Tutte le funzioni che compaiono in SERP

La seconda feature delle SERP più frequente in Italia sono i rimandi ai video (25,5 per cento), mentre al terzo posto salgono le informazioni dei local pack, ovvero tutti i dati sulle attività presenti nelle vicinanze forniti da Google quando si fanno ricerche mirate. Gli italiani possono anche approfondire le varianti della query lanciata, come dimostra il 6,8 di probabilità di trovare la sezione “People also ask” (le ricerche correlate), e in crescita si segnala anche il knowledge graph, il grafo delle informazioni sulle entità note a Google.

Più bassa l’incidenza di altre feature innovative, che comunque sono pensate e ottimizzate principalmente per il mobile: il box con i tweet appare solo nel 0,04 per cento dei casi, il carousel di immagini si ferma allo 0,07 per cento, le Top Stories al 2,58 e i featured snippet o risultati zero sono mostrati solo 3,77 volte su cento (e forse anche per questo Google sta cambiando le priorità di visualizzazione, premiando la freschezza).

Interessante la quota assorbita dagli annunci a pagamento: con le varie differenze, strumenti come Adwords, Adwords a fondo pagina e Adwords Shop mettono insieme comunque più del 14 per cento di presenza nelle query e nelle SERP di Google.

Analisi feature su SERP Italia da mobile

Navigazione mobile: la predominanza delle pagine AMP

Passiamo ora alla situazione per la navigazione mobile in Italia in rapporto alle pagine dei risultati di Google: la prima cosa che salta agli occhi è la predominanza delle AMP, che conquistano addirittura l’82 per cento delle occorrenze rispetto alle query eseguite, a riprova di come questa tecnologia sia efficace e possa determinare il successo di un sito, e di come gli ultimi aggiornamenti delle funzionalità di AMP su Google stiano dando una forte spinta alla sua diffusione.

La ricerca per immagini deve quindi accontentarsi di un onorevole secondo posto, conquistando comunque oltre 63 presenza su 100, così come i video restano comunque molto prevalenti (37 per cento dei casi). Molto alta la possibilità di trovare dettagli aggiuntivi sulle attività localizzate nelle vicinanze del dispositivo (Google mostra il local pack 22 volte su 100), e da mobile si offrono più spesso indicazioni sulle ricerche correlate (10,5 per cento) rispetto a quanto avviene da desktop.

Le funzioni che appaiono nei risultati di ricerca di Google da mobile

Chi naviga con lo smartphone e lancia una ricerca su Google potrà ottenere come risposta, quasi nel 5 per cento dei casi, un featured snippet che riassume le informazioni chiave di cui aveva bisogno, mentre con minore frequenza visualizzerà in SERP altre funzioni come le Top stories (2,7 per cento), link alle app e agli store per scaricarle (2,4 per cento), caroselli navigabili e tweets (in entrambi i casi, percentuali da zero virgola).

Le indicazioni per la SEO

Tutto questo ci offre una serie di informazioni valide per l’ottimizzazione delle nostre pagine: innanzitutto tutto, come accennato, rafforza il ruolo di Google Immagini come canale di traffico organico spesso trascurato, e poi evidenzia come il binomio Google e Amp sia vincente (o quanto meno molto presente quando si naviga da mobile). Non meno utile concentrarsi sulle informazioni fornite con le schede di attività locali, per chi compete in questi segmenti, mentre i featured snippet appaiono ancora in un numero limitato di casistiche, anche se è facile ipotizzare una forte crescente nel prossimo futuro per questa funzionalità.