La release ufficiale della prima versione è datata 27 maggio 2003, esattamente 16 anni fa: in questo lasso di tempo WordPress è diventato la piattaforma CMS più diffusa del Web, utilizzata da quasi un terzo di tutti i siti censiti e anche da alcuni veri e propri “big”, anche in Italia. Proviamo a ripercorrere la storia di WordPress e a scoprire anche qualcosa sulle ultime novità del sistema.

La nascita di WordPress il 27 maggio 2003

Il software che oggi conosciamo e usiamo nasce dalle ceneri di un altro progetto, il sistema di blogging chiamato b2/cafelog, di cui era inizialmente un fork; ufficialmente, la prima release di WordPress è la versione 0.7 pubblicata online il 27 maggio 2003 dall’allora diciannovenne Matt Mullenweg e da Mike Little.

Come si scrive WordPress

Il nome ufficiale della piattaforma prevede l’utilizzo della W e della P maiuscola, e addirittura Mullenweg ha realizzato una funzione per correggere automaticamente il misspelling: quindi, il marchio e la denominazione da usare è WordPress.

Il debutto dei plugin e la SEO in WordPress

Già un anno dopo la sua partenza il sistema inizia a proporre interessanti funzionalità ai suoi utenti: nel maggio 2004 si introduce l’architettura dei plugin, che consente agli utenti e agli sviluppatori di implementare la piattaforma con contenuti differenti, da condividere con la community. La filosofia continua ancora oggi e, come sapete sicuramente, anche SEOZoom ha rilasciato un SEO plugin in WordPress, che permette di ottimizzare i contenuti e di controllare in tempo reale il rendimento degli articoli.

Gli aggiornamenti di WordPress

Gli interventi di update sulla piattaforma sono stati tantissimi e sono accomunati da una particolarità: il nome è dedicato a una stella del Jazz. Il primissimo aggiornamento del gennaio 2004 (versione 1.0) si chiamava ad esempio Miles Davis, mentre il citato aggiornamento del maggio 2004 era intitolato Mingus come l’artista Charles Mingus. Tra i successivi ricordiamo Duke Ellington (WordPress 2.0, dicembre 2005), Ella Fitzgerald (2007), John Coltrane (2008), fino ai più recenti WordPress 5.0 dedicato a Bebo (il jazzista cubano Bebo Valdés) e le successive release WordPress 5.1 Betty (per la vocalist Betty Carter) e WordPress 5.2 per Jaco (in onore di Jaco Pastorius), che è stata pubblicata il 7 maggio scorso.

Da piattaforma blogging a CMS completo

La trasformazione di WordPress nel sistema che conosciamo oggi non è stata velocissima, in realtà: se vogliamo individuare un momento in cui si è concluso il passaggio dalla semplice piattaforma di blogging all’attuale piattaforma open source di content management system, possiamo citare l’aggiornamento 3.0 del giugno 2010 (Thelonious, da Thelonious Monk) in cui si aggiungono le API dei temi, si fonde WordPress MU (versione multisito) nel WordPress generale e si introduce l’idea di un nuovo tema di default da cambiare ogni anno.

Le caratteristiche utili di WordPress per gestire i siti

In questi 16 anni di storia, dunque, WP si è imposto grazie a feature e funzionalità molto utili e pratici per chi realizza siti e per chi cerca di fare attività online. Abbiamo già citato la possibilità di estendere le funzioni di base attraverso plugin, tra cui quelli specifici per ottimizzare la SEO, ma tra le caratteristiche principali troviamo anche migliaia di temi gratuiti o a pagamento per personalizzare l’aspetto del sito, o i modelli per gestire al meglio le pagine; le funzioni di Trackback e Pingback, il supporto multi-autori e multi-sito, il track del log degli utenti che visitano il sito o il blocco dei visitatori in base all’indirizzo IP. Per quanto riguarda qualche dettaglio più tecnico, ricordiamo la possibilità di gestire le categorie, di creare pagine statiche, di specificare i meta-tag e, infine, di creare URL permanenti che possono aiutare il posizionamento sui motori di ricerca.

WordPress oggi: il CMS scelto da oltre un sito su tre

Tornando ai nostri giorni, dire WordPress nel 2019 significa far riferimento a un sistema completo che permette a tutti, anche senza particolari competenze, di ideare, creare e gestire un sito web, di realizzare contenuti testuali o multimediali, di aggiornare e modificare articoli, pagine e temi in modo dinamico e veloce. Secondo recenti stime, WordPress è utilizzato da oltre un miliardo di siti, e per la precisione dal 60 per cento dei siti che usano una piattaforma CMS e da più del 30 per cento dei siti mondiali: in altre parole, (almeno) un sito su tre online è creato e gestito con WordPress.

L’utilità di WordPress per la SEO

Il successo della piattaforma, che rende WordPress il vero motore della Rete, è dovuto sia alla filosofia user-friendly della sua tecnologia e alla sua community (che consente anche ai più inesperti di trovare supporto e migliorare il proprio sito), sia alle sue caratteristiche tecniche e al frequente aggiornamento, anche in termini di sicurezza. Quando abbiamo analizzato il miglior CMS, ad esempio, abbiamo visto quali sono i punti di forza del sistema inventato da Matt Mullenweg, che permette ad esempio di gestire bene titoli e header e di ottenere un buon traffico organico.

Anche per questo si dovrebbe comprendere perché in una strategia SEO ottimale anche la scelta accurata della piattaforma di content management system e degli strumenti che possono migliorare la sua usabilità rappresenta un elemento importante per cercare di raggiungere gli obiettivi prefissati.

I dati di Wired

Esempi di siti famosi in WordPress nel mondo e in Italia

Anche se in genere gli sviluppatori Web preferiscono costruire da sé l’architettura del sito (perché un “grande sito può essere costruito solo da zero”), ancora oggi ci sono esempi di siti fortissimi creati con la piattaforma WP. A livello internazionale, citiamo siti di informazione come TechCrunch o NewYorker, ma anche in Italia abbiamo esempi di grande valore: portali del calibro de Il Fatto Quotidiano (la cui Zoom Authority è 79), Wired (ZA 73) o 6Sicuro.it (ZA 68) sono costruiti con WordPress.

6Sicuro in WordPress

Quali siti sono realizzati con WordPress

Si tratta di siti che non solo funzionano e fanno traffico, ma che ricevono la gran parte delle visite proprio dalle ricerche, come svela una veloce analisi su SimilarWeb: per il sito di preventivi per assicurazioni 6sicuro l’85.7 per cento del traffico deriva da Search (e il 99 per cento è traffico organico), mentre per Wired la percentuale è vicina al 55 per cento (con 99,24 per cento di organico).

Insomma, se una campagna SEO ha come obiettivo l’ottimizzazione del sito Web per renderlo rintracciabile e riconoscibile sia da motori di ricerca sia dagli utenti, una navigazione più veloce e, in definitiva, la ricerca di nuovi clienti, maggiore credibilità del brand e maggiori profitti, affidarsi a una piattaforma come WordPress potrebbe essere un punto di partenza valido.

L’uso di AMP in WordPress

Dopo aver raccontato il passato e parte del presente del sistema, cosa ci aspetta nell’immediato futuro? Una delle notizie più interessanti riguarda la possibilità di aggiungere le stories AMP in WordPress, consentita da un plugin ufficiale che di recente è stato aggiornato alla versione 1.2 (ancora in beta). Questa funzione rientra nel più ampio progetto Google AMP, e nello specifico permette ai publisher di creare e gestire pagine AMP stories direttamente dal CMS WordPress classico, e quindi di aggiungere elementi come testo, video e immagini, di impostare le caratteristiche grafiche e così via, ottimizzando le proprie pagine per la navigazione mobile.

GM