È inevitabilmente uno dei temi caldi della SEO ed è proprio Google a tenere alta l’attenzione sul mobile-first indexing che, come ribadito ancora nelle scorse settimane, sarà definitivo entro il marzo 2021. Il tema è stato al centro dell’intervento di Martin Splitt nella serie Webmaster Conference Lightning Talks, in cui si affrontano i possibili problemi che si possono riscontrare e le best practices per preparare il sito a questo switch.

Che cos’è il mobile-first indexing, la nuova scansione di Googlebot

Inevitabilmente, il video inizia dalla definizione di mobile-first indexing e del funzionamento dell’indicizzazione da parte di Google.

Prima di tutto, Googlebot esegue il crawl degli URL dal sito con l’user agent desktop e mobile. Con il vecchio sistema desktop-first indexing, il sistema di indicizzazione ottiene le informazioni della pagina dal contenuto della pagina in versione desktop. Poi, se l’algoritmo ritiene che contiene informazioni di sufficiente rilevanza per le query degli utenti, la pagina sarà mostrata nei risultati di ricerca.

Con l’indicizzazione mobile, il sistema di indicizzazione cercherà le informazioni sulla pagina nella versione per dispositivi mobile invece che su quella desktop.

Come funziona l'indicizzazione di Google

Le sfide e i possibili problemi per i siti

Chiarita la (basilare) differenza tra desktop-first e mobile-first indexing, Splitt si dedica a fare una panoramica delle possibili sfide che attendono i proprietari dei siti e i webmaster rispetto al sistema di indicizzazione per dispositivi mobile.

Ci possono essere errori durante il crawling, ad esempio, oppure problemi con i contenuti della pagina sottoposta a scansione: vediamo in dettaglio cosa si può fare in questi casi e come intervenire.

Caso 1, i problemi di crawling

Un problema frequente riguarda possibili errori nel crawling con Googlebot mobile: il nostro server potrebbe trattare in modo diverso la richiesta basata sull’user agent o potrebbero esserci altri problemi legati a una richiesta alle pagine mobili.

Quando si verificano queste situazioni, Google riuscirà a ricavare poche informazioni (o addirittura nessuna) dalle nostre pagine, e quindi ovviamente non potrà avere dati sufficienti per decidere di mostrare la pagina nei risultati di ricerca, col risultato che sarà esclusa dalle SERP.

Caso 2, problemi con i contenuti mobile

Un altro caso problematico è quando Google nota che la nostra pagina mobile ha problemi di contenuto: il bot otterrà minori informazioni dalla pagina, o addirittura riceverne di sbagliate, e quindi non potrà determinare in modo efficace la sua rilevanza per le query degli utenti.

Ciò si verifica soprattutto se un sito ha pagine mobili separate, che offrono contenuti diversi dalla versione desktop.

Riconoscere i principali problemi di crawling mobile

Entrambe queste situazioni impediscono a Google di servire bene il sito “quando è abilitato per il mobile-first indexing”, che è “qualcosa che probabilmente vorrai evitare”, ironizza il Developer Advocate nel video.

Per non incappare in questi problemi e risolverli, Splitt offre alcune indicazioni utili ed elementi da valutare per assicurarci che non ci siano issues durante la scansione delle pagine per dispositivi mobile. In particolare, NON dobbiamo:

  • Usare una direttiva Disallow nel file txt per le pagine mobile.
  • Utilizzare il meta tag noindex sulle pagine mobili.

Questi due errori non consentono a Googlebot di eseguire la scansione e l’indicizzazione delle pagine mobile (come si vede nell’immagine).

Errori con robots.txt e meta tag

  • Usare una direttiva disallow sui file CSS mobili con una regola nel robots.txt.
  • Utilizzare il meta tag nofollow sui link interni.

Questi due errori non consentono a Googlebot di fare la scansione delle risorse mobile.

Errori con Css e nofollow

In generale, se diamo accesso a Googlebot a risorse sulla pagina desktop dovremmo fare lo stesso anche nella versione mobile, o altrimenti il bot non potrà analizzare e comprendere la pagina mobile a pieno.

In aggiunta a queste best practices su direttive robots.txt, tag noindex e nofollow, i proprietari dei siti dovrebbero anche controllare la capacità di scansione del proprio server: a livello ideale, un server dovrebbe essere in grado di gestire la stessa quantità di scansioni desktop e mobile.

Individuare i problemi di contenuto delle pagine mobile

Impostare correttamente il contenuto della pagina mobile è importante quanto verificare che siano esatte le impostazioni del crawler mobile. Il suggerimento generale di Google è di assicurarsi di servire un contenuto primario identico in entrambe le versioni, desktop e mobile, ma in alcuni casi questo potrebbe essere differente.

Contenuti diversi tra mobile e desktop

Ad esempio, dice Splitt, potremmo avere una pagina desktop che si presenta con varie immagini e un po’ di testo, mentre nella versione mobile decidiamo di presentare due sole immagini e pochissimo testo: gli utenti devono cliccare sul pulsante + (più) per far caricare la parte rimanente della pagina.

Tuttavia, Googlebot non farà clic sul pulsante, e quindi tutte le informazioni non immediatamente caricate saranno invisibili per Google. Pertanto – anche come nota generale – il Googler dice che se abbiamo intenzione di avere meno contenuto sulla pagina mobile, dobbiamo essere consapevoli che Google potrebbe non essere in grado di servire il nostro sito così come prima del mobile-first indexing, proprio perché ottiene (diamo) meno informazioni rispetto all’indicizzazione desktop.

Gestione degli heading

Gli heading sono importanti per Googlebot per capire la nostra pagina: usare i classici tag è un “buon esempio di intestazione”, mentre è sbagliato utilizzare i comandi <div>.

In questo caso, indipendentemente dalla sua classe, Googlebot tratterà questa porzione di testo come se fosse un testo normale e non un titolo; ciò influenzerà quindi la comprensione della pagina da parte di Googlebot.

Esempi di heading per mobile

Il consiglio pratico è quindi di far riferimento ai tag di intestazione semantici sulle nostre pagine mobili.

Gestione delle immagini e dei video

“Se ci tieni al traffico generato da immagini e video, devi fare qualche check extra su tali risorse”, ci dice Splitt.

In primis, è importante curare la creazione dell’alt text per definire un’immagine e non lasciare vuoto il campo o inserire termini troppo generici, perché tale pratica può provocare una cattiva esperienza per alcuni utenti, che non avrebbero modo di capire il topic dell’immagine quando non riescono a visualizzarla. Come nel caso precedente, non possiamo inserire gli attributi nell’immagine in un campo <div> perché Googlebot non può leggere e indicizzare le risorse in questo modo, ma utilizzare quindi solo tag di immagine semantici.

Errori con gli attributi delle immagini mobile

Oltre a questi classici consigli per una gestione SEO delle immagini, per le pagine mobile è importante anche curare la posizione delle risorse multimediali: se un video è in posizione facile da vedere nella versione desktop, la presenza di un annuncio potrebbe spostarlo nella pagina mobile, costringendo gli utenti a scrollare molto in basso per vedere finalmente il contenuto e generando, ancora una volta, una cattiva user experience.

Controllare le parti invisibili delle pagine

L’ultimo aspetto a cui prestare attenzione è la gestione delle parti invisibili della pagina – ovviamente, Splitt non si riferisce a tattiche di black hat SEO e contenuti nascosti! –  che non hanno effetti sulla user experience, ma possono influenzare il modo in cui Googlebot comprende i contenuti presenti e i topic trattati.

Un esempio di parte invisibile della pagina sono i dati strutturati: la best practice è mantenere gli stessi markup su desktop e pagine mobili.

Un altro esempio sono le meta description, e Google invita a non dimenticare di aggiungere queste informazioni alle nostre pagine mobili, perché le meta descrizioni “sono molto importanti anche per Googlebot”.