Quando parliamo di WordPress diamo spesso i numeri (in senso buono), e non potrebbe essere altrimenti con il “costruttore di siti più famoso al mondo”: quasi il 42% dei siti Web utilizza questa tecnologia (più di tutte le alternative messe insieme), che consente a blogger, piccole attività e grandi aziende nella lista Fortune 500 di far girare i propri progetti e di creare una community di milioni di utenti. Ma, come sappiamo, non basta installare il CMS per ottenere risultati e ci sono tanti interventi da fare per ottimizzare la SEO di WordPress, come ad esempio migliorare la velocità della pagina o scegliere un tema SEO-friendly: i seguenti 7 suggerimenti possono proprio aiutare i proprietari di siti su WP a migliorare la propria strategia e raggiungere risultati migliori.

La differenza tra WordPress .com e .org

Prima di scoprire le tecniche di ottimizzazione, è utile fare un passo indietro alla scelta della versione del CMS da scaricare e usare: sotto il nome WordPress, infatti, si trovano due soluzioni differenti, ospitate su due domini diversi e con caratteristiche ben distinte.

WordPress.com è un progetto dell’azienda Automattic (società a scopo di lucro) che si basa su WordPress.org per fornire una soluzione di managed hosting, in cui l’utente non deve scaricare software, pagare per l’hosting o gestire un web server. In pratica, il sito viene creato e gestito attraverso WordPress.com (e infatti l’indirizzo non è personalizzabile, ma sarà sempre miosito.wordpress.com) e l’utente deve solo fare accesso alla piattaforma online per caricare i suoi contenuti. Si tratta di una soluzione efficace per chi non ha grandi pretese, ma non è ideale per la SEO, perché ha uno spazio di archiviazione limitato, nessun accesso FTP e varie limitazioni (solo con i piani più avanzati è possibile avere maggiore controllo).

Al contrario, WordPress.org è un software open-source gestito dalla WordPress Foundation, che è possibile scaricare gratuitamente, installare sul server e usare per personalizzare un sito nella maniera desiderata. WordPress.org offre la possibilità di personalizzare completamente temi, widget e plugin: è open-source, self-hosted e ideale per migliorare la SEO.

Come sottolinea Anna Crowe su Search Engine Journal, “WordPress.org è il chiaro vincitore quando si tratta di scegliere tra WordPress.org e WordPress.com”, soprattutto per chi ha in mente un progetto business.

I 7 suggerimenti per migliorare la SEO del sito WordPress

È proprio la Crowe ad accompagnarci nell’individuazione di 7 modi per migliorare le performance SEO del nostro sito WordPress, mettendo a frutto la sua esperienza di “oltre 11 anni di lavoro su siti WordPress” per fornire questi “suggerimenti utili per aiutare altri proprietari di siti WordPress a migliorare la loro strategia SEO”, andando oltre il classico plugin Yoast.

  1. Scegliere il tema WP migliore per la SEO

In genere, al momento di scegliere il tema WordPress la SEO non è il primo aspetto che abbiamo in mente, perché ci concentriamo piuttosto sull’effetto visivo, sul visual design e sulle interazioni, che sono aspetti “molto più eccitanti a cui pensare quando si progetta il sito”.

Eppure, “avere un tema per WordPress SEO friendly è fondamentale per il successo del sito”, anche perché può impattare le performance tecniche del progetto. Tra le caratteristiche da valutare ci sono l’assenza di errori nel codice, la responsiveness (la possibilità di adattarsi ed essere visualizzato su ogni dispositivo), la predisposizione per il markup Schema.org, i plugin e social media. L’esperta indica anche alcuni dei suoi temi WP SEO-friendly preferiti:

  • Astra
  • Genesi
  • Divi
  • GeneraPress
  • OceanWP

 

  1. Determinare il dominio preferito

Determinare il dominio preferito significa, di base, scegliere tra due opzioni: versione www oppure senza www.

Come sappiamo, non c’è alcun vantaggio SEO evidente nell’impostare o meno il www; in passato, la tripla w era lo standard durante la creazione del sito, ma oggi le cose sono ben diverse.

In base all’esperienza di Crowe, un’azienda più grande con molto traffico sul sito potrebbe aver vantaggio nell’optare per la versione www del dominio preferito, perché così potrà “avere un record CNAME per aiutare a reindirizzare il traffico per i failover”.

  1. Modificare i permalink

Gli URL parlanti sono più leggibili e vantaggiosi anche per l’user experience, oltre a fornire un (minimo) effetto positivo per la SEO. Con WP, possiamo modificare le impostazioni predefinite dei permalink e scegliere, ad esempio, un format basato sul nome del post (che funziona in genere per la maggior parte dei siti) oppure implementare una struttura personalizzata in base alle nostre preferenze.

Impostare il format di permalink in WordPress

  1. Attivare i breadcrumb

Un’altra opzione da non trascurare è l’attivazione dei breadcrumb, i link che troviamo nella parte superiore di un sito Web o sotto la barra di navigazione e che consentono all’utente di conoscere la posizione della pagina che sta visitando nella struttura del sito.

Il plug-in Yoast SEO permette di eseguire l’implementazione dei breadcrumb in modo semplice e rapido, abilitando il comando nella barra delle impostazioni.

Abilitare i breadcrumb in WordPress

  1. Scegliere come gestire i commenti

Abilitare o disabilitare i commenti in WordPress? Questa è una decisione difficile e senza una risposta definitiva, perché dipende dallo stato attuale del sito e ci sono tanti aspetti e variabili da valutare.

Secondo quello che ha detto qualche mese fa John Mueller di Google, la rimozione dei commenti può influire sul ranking di un sito che in precedenza li pubblicava; allo stesso tempo, però, non bisogna trascurare il rischio di spam insito negli UGC, a cui proprio Google sta recentemente dando battaglia.

Quindi, la decisione finale spetta al singolo proprietario del sito, che deve valutare tutti i possibili pro e contro della scelta di abilitare o disattivare i commenti sulle pagine. In ogni caso, WP consente di modificare l’impostazione in modo davvero molto semplice.

Scelta sull'abilitazione commenti in WordPress

  1. Scegliere dei plugin SEO-friendly

L’uso dei plugin può dare grandi benefici al sito, ma anche comprometterne notevolmente le prestazioni, soprattutto in caso di abusi: “Quando inizi a sovraccaricare il sito Web WordPress con plugin, porti con te tutto il loro bagaglio”, sintetizza Crowe. Troppi plugin possono causare un “rigonfiamento non necessario del codice, markup pesante e codice non semantico che può causare un calo della velocità della pagina”.

Il suggerimento è pertanto di limitarsi a pochi e utili plugin SEO-friendly per WordPress, tra cui l’autrice cita Yoast SEO, Rank Math, Broken Link Checker e WP Super Cache.

  1. Bloccare le pagine usando il file Robots.txt

La gestione del file robots.txt può essere molto complicata, e di sicuro è delicata, perché può influire sull’effettiva indicizzazione delle pagine su Google.

La chiave per modificare il file robots.txt è comprendere le basi:

Disallow nel file robots.txt

Se abbiamo questa regola nel robots.txt e desideriamo che il sito venga indicizzato dai motori di ricerca, c’è un bel problema di fondo: con il disallow abilitato come nell’immagine nessuno troverà le pagine del nostro sito nei risultati di ricerca.

Invece, ci sono alcune pagine e tipologie di pagine che potrebbe aver senso aggiungere alle sezioni Disallow, e in particolare:

  • Archivio
  • Tags
  • Pagine Admin-level (ad esempio, pagine login)
  • Thank you page