Tre delle principali voci pubbliche di Google, nelle ultime uscite, hanno mandato quasi tra le righe un messaggio univoco: il lavoro di Search Engine Optimization deve tornare a essere semplice, puntando agli obiettivi basilari per la crescita di un sito web e per il posizionamento su Google, senza perdersi in filosofie e interventi eccessivi che possono, al contrario, produrre effetti negativi.

Una SEO semplice ed efficace

Il più diretto su questo argomento è stato Gary Illyes che, nel già raccontato appuntamento con l’AMA su Reddit della scorsa settimana, ha espressamente dichiarato che la sua speranza è che i professionisti SEO tornino alle basi del loro lavoro (i really wish SEOs went back to the basics, ha scritto) e nello specifico che si concentrino innanzitutto a rendere i siti navigabili/scansionabili, utilizzando l’espressione “MAKE THAT DAMN SITE CRAWLABLE” che è diventata subito virale.

I consigli di Gary Illyes

Il Webmaster Trend Analyst di Google ha anche ironizzato sul dispendio di energie che fanno generalmente i SEO, che anziché badare al sodo e migliorare le basi del loro sito di concerto con gli sviluppatori si fanno “distrarre” da aggiornamenti sciocchi (silly updates, dice chiaramente) che nulla aggiungono sul fronte dell’usabilità o dell’esperienza dell’utente (e dei motori di ricerca) o si concentrano su termini inventati dai rank trackers, che fanno perdere di vista l’obiettivo primario del loro lavoro.

I due Googler Sullivan e IllyesIl metodo Kondo applicato alla SEO

Più o meno negli stessi giorni è arrivato un “cinguettio” di Danny Sullivan, che ha preso spunto da uno dei fenomeni del momento (la serie Facciamo ordine con Marie Kondo che è stata seguitissima su Netflix) per dare il suo suggerimento finale a chi lavora nel campo dell’ottimizzazione per i motori di ricerca. Secondo il Google’s public Search Liaison, esisterebbe un metodo Marie Kondo applicabile alla SEO, sintetizzabile nella frase obiettivo “Fai solo quello che dona gioia ai tuoi visitatori”, ovvero in inglese “Only do what gives your visitors joy”.

Non esagerare con le tecniche

Nel successivo messaggio su Twitter, Sullivan ha anche aggiunto che questo sarebbe il consiglio ideale da dare a tutti i SEO, senza però esagerare con le tecniche proposte dalla “esperta giapponese del riordino casalingo”, fin troppo estreme (tanto che, con puntuale ironia, il noto SEO Gianluca Fiorelli gli ha fatto notare che “se seguissimo letteralmente Marie Kondo i nostri siti dovrebbero essere fatti solo da una pagina!”).

Puntare solo su ciò che dà gioiaIl Google's Public Search Liaison, Danny Sullivan

Ma che cos’è il metodo Marie Kondo e come si potrebbe applicare a un sito? Come accennato, il trend per i consigli di ordine dati da questa personalità giapponese nasce dalla messa in onda di uno show su Netflix, che ha avuto un altissimo ritorno in termini di visualizzazioni a livello mondiale. La filosofia di Kondo si basa su un approccio duplice, sia pragmatico che spirituale, e può essere sintetizzata nel principio di tenere in casa solo gli oggetti che “sprizzano gioia“, come poi Sullivan ha declinato in versione Web.

Il konmari per i siti Web: eliminare il superfluo

Il konmari (il metodo di Marie Kondo com’è noto oggi sui social) ha un’applicazione pratica piuttosto radicale, ovvero sbarazzarsi e gettar via ogni oggetto che, dopo una riflessione, si scopre non servire davvero e a cui non si è affezionati. Non sono mancate le prime declinazioni internettiane del sistema, come la pulizia dei contatti social, ma le “potenzialità” per un sito Web sono state per l’appunto solo abbozzate da Danny Sullivan. In concreto, possiamo dire che sicuramente il konmari applicato alla SEO potrebbe darci benefici, perché una pulizia e un’ottimizzazione di pagine che non generano più traffico o che propongono contenuti obsoleti o di scarsa qualità potrebbe dare benefici al sito, ma è anche interessante il focus sugli utenti che l’esperto Googler inserisce nel suo tweet.

Cosa significa una SEO semplice

Non è la prima volta che Sullivan invita i SEO o comunque i webmaster a non sottovalutare l’aspetto umano nella fase di produzione dei contenuti, sottolineando sempre l’importanza di concentrarsi sulla qualità degli articoli e sull’obiettivo di fornire un valore aggiunto all’esperienza di chi legge. E proprio questa potrebbe essere la “gioia” da donare ai visitatori, la presenza sul sito di contenuti di qualità, di articoli interessanti, di un sistema di navigazione facile e così via: insomma, i classici consigli di base sulla SEO, che rimandano ancora una volta alla semplicità.

Il Senior Webmaster Trend Analyst di Google John MuellerDa Google consigli sulla struttura del sito

Proprio sulla navigabilità e, più specificamente, sulla miglior struttura da dare a un sito, è intervenuto di recente anche John Mueller nel corso di uno dei classici Hangouts con i webmaster di tutto il mondo. Il Senior Webmaster Trend Analyst ha rivolto un ulteriore invito alla semplicità, ammettendo che le strutture convenzionali dei siti sono popolari perché funzionano bene (conventional site structures are popular because they work). Il loro vantaggio, in particolare rispetto a una struttura di tipo piatto (presa in esame nel corso della “chiacchierata” virtuale), deriva dalla realizzazione di un’architettura del sito di tipo gerarchico, che fornire marcatori chiave ed evidenti di ciò che è fondamentale e prioritario per le pagine del website e il modo in cui le stesse categorie, pagine eccetera sono legate tra loro.

La struttura gerarchica è la più semplice ed efficiente

Da questo spunto possiamo trarre anche un’altra indicazione che conferma un aspetto su cui spesso abbiamo concentrato l’attenzione, ovvero l’importanza di una strutturazione ben organizzata di link interni, che possono fornire a Google un contesto prezioso per interpretare al meglio l’importanza e il significato di ciascuna delle pagine web. Inoltre, non dovrebbe mai essere presente alcuna “pagina orfana”, slegata dalle altre, e i contenuti “pillar” devono essere linkati sia nella pagina che in tutto il sito: così si fornisce a Google una indicazione efficace per comprendere il contesto, scansionare e dare senso a tutto il materiale onpage.

GM