Addio Strumento di test per i dati strutturati, benvenuto definitivo al Test dei risultati multimediali: è questa la sintesi dell’annuncio di Google, che ha ufficialmente portato fuori dalla beta lo strumento che da ora in avanti servirà a verificare i rich results in SERP, ovvero i risultati multimediali che possono essere generati dai dati strutturati della pagina oltre i link blu standard.

Il test dei risultati multimediali diventa lo strumento unico

A firmare il post sul blog ufficiale della compagnia è Moshe Samet, Product Manager di Search Console, che fornisce alcune informazioni interessanti: innanzitutto, il Rich Results Test ora supporta pienamente tutte le funzionalità dei risultati di ricerca di Google ed è fuori beta.

Allo stesso tempo, la compagnia si sta preparando a deprecare lo strumento di test dei dati strutturati. Tale tool sarà ancora disponibile nel breve periodo, ma sarà appunto “pensionato” a favore del test dei risultati multimediali, che resterà l’unico strumento per testare e convalidare i dati strutturati delle pagine del sito.

Le caratteristiche del rich results test

Come sappiamo, i risultati multimediali sono esperienze che compaiono nella pagina dei risultati di Google e arricchiscono le ricerche degli utenti, offrendo contenuti aggiuntivi rispetto ai link blu standard; sono basati su dati strutturati  e possono includere ad esempio caroselli, immagini o altri elementi non testuali (qui un elenco delle varie funzionalità attivabili).

esempio del tool

Negli ultimi due anni, dice Samet, Google ha “sviluppato il Rich Results Test per aiutarti a testare i tuoi dati strutturati e visualizzare in anteprima i tuoi risultati multimediali”; in particolare, lo strumento:

  • Mostra quali arricchimenti alle funzionalità di ricerca sono validi per il markup che stiamo fornendo.
  • Gestisce in modo più efficace il markup dei dati strutturati caricati dinamicamente.
  • Renderizza entrambe le versioni – mobile e desktop – di un risultato.
  • È completamente allineato con i rapporti di Search Console.

Come funziona lo strumento

Possiamo utilizzare il test dei risultati multimediali semplicemente accedendo a questa pagina e inserendo l’URL completo di una pagina o uno snippet di codice.

i messaggi di errore

Lo strumento segnala errori e avvisi rilevati sulla pagina, che potrebbero impedirne la visualizzazione come risultato multimediale o (nel caso degli avvisi) limitare il suo aspetto. Ad esempio, un avviso per una proprietà di immagine mancante potrebbe significare che la pagina potrebbe comunque apparire come un risultato multimediale senza però l’immagine.

La storia del test dei risultati multimediali

Come ricorda Matt Southern su SearchEngineJournal, il test sui rich results è stato introdotto nel 2017 come soluzione per testare rich snippet, rich card e altri tipi di elementi “ricchi” che possono essere visualizzati nei risultati di ricerca di Google.

Lo strumento offre una rappresentazione più accurata del modo in cui viene visualizzata una pagina nei risultati di ricerca, nonché la possibilità di testare dati strutturati all’interno di contenuti caricati dinamicamente. Inoltre, è in grado di testare dati di fonti come JSON-LD, Microdata e RDFa.

anteprima del risultato in SERP

Alla sua prima introduzione, il test dei risultati multimediali supportava solo quattro tipi di dati strutturati: ricette, lavori, film e corsi. Era quindi necessario usare l’altro strumento – il test dei dati strutturati –  per analizzare qualsiasi altro tipo di markup utilizzato in una pagina.

Con lo sviluppo di questi anni, però, il tool sui rich results è stato potenziato e ora è in grado di testare tutti i tipi di markup supportati anche dai risultati di ricerca di Google, rendendo di fatto inutile la presenza di un altro strumento. Da qui, la scelta di deprecare lo strumento più vecchio e divenuto meno utile e capace, così anche da evitare eventuali difficoltà per i proprietari dei siti.