Google sta testando un nuovo motore per GoogleBot

Dagli Stati Uniti arriva una notizia interessante: Google sta testando un nuovo GoogleBot che può renderizzare il Web e JavaScript in modo più veloce, come un moderno browser Chrome. E da Mountain View hanno confermato che le operazioni sono in corso.

Google aggiorna il rendering delle pagine web

Per la precisione, a segnalare questi movimenti è stato Alec Bertram di DeepCrawl, che ha scoperto che Google stava testando una versione più moderna di GoogleBot con funzionalità presenti in Chrome v69 o successive, anziché su quelle tradizionali di Chrome v41. E Martin Splitt, sviluppatore presso Google, con un tweet ha confermato il test, dicendo che in Google i test sono frequenti e che a volte sono visibili.

Da Google confermano l'aggiornamentoNuove funzionalità per la scansione

Nello specifico, la novità riguarda il supporto di alcune funzioni JavaScript da parte di GoogleBot, che nella nuova versione è stato esteso di molto rispetto alle precedenti: negli script lanciati da DeepCrawl e mostrati in pagina si possono cogliere le varie differenze. Secondo gli analisti, questo potrebbe significare che GoogleBot sta passando dalla versione di Chrome 41 alla 69, o che sta utilizzando una versione di Chrome 41 con alcune funzionalità migliorate.

L'analisi delle funzioni di GoogleBotCome i motori di ricerca gestiscono tradizionalmente JavaScript

Nell’articolo si spiegano anche alcuni dettagli delle classiche operazioni di web crawling: i motori di ricerca possono prendere (fetch) o scaricare l’HTML di una pagina Web, estrarne il contenuto e utilizzarlo per indicizzare e classificare le pagine. Con l’evoluzione delle attività di web development, gli sviluppatori hanno iniziato a utilizzare JavaScript complessi sul lato client nel browser per rendere le loro pagine più veloci, più leggere e più dinamiche.

I problemi dei crawler con JavaScript

Questa funzionalità JavaScript causa problemi alla classica attività di fetch dei crawler: mentre scaricano le funzioni JavaScript, non la eseguono, e quindi che non possono vedere alcun contenuto aggiunto alla pagina con JavaScript.

Come funziona il rendering delle pagine

Per questo motivo, i crawler dei motori di ricerca e GoogleBot si sono adattati a questi cambiamenti, implementando nel crawling una fase di rendering dopo quella di fetch, che essenzialmente carica la pagina sottoposta a scansione in un browser, consente di caricare completamente ed eseguire qualsiasi JavaScript, per poi usare il contenuto trovato nella pagina renderizzata quando indicizza e posiziona un URL.

GoogleBot e il rendering di Google

Negli ultimi anni, per il rendering delle pagine Google ha utilizzato una variante di Chrome v41 (rilasciata nel 2015): visto che browser e sviluppatori web adottano costantemente nuovi e migliori standard per la creazione di siti Web, il renderer di Google ha progressivamente perso colpi e potrebbe non essere in grado di eseguire correttamente il rendering di pagine che utilizzano funzionalità più recenti.

Gli effetti per SEO e sviluppatori web

Questa notizia e l’eventuale aggiornamento definitivo di GoogleBot, potrebbero avere effetti importanti per SEO e sviluppatori, soprattutto dal punto di vista pratico: se Google riesce a visualizzare pagine Web come un browser moderno, ci saranno meno preoccupazioni per l’interpretazione di web app moderne, perché non necessiteranno più di soluzioni alternative come il rendering dinamico per rendere il contenuto sottoposto a scansione, indicizzazione e posizionamento su Google.

Cosa significa l’aggiornamento di GoogleBot per i SEO

In termini pratici, se Google è il motore di ricerca principale per il quale un SEO sta ottimizzando un sito, usare le moderne funzioni JavaScript disponibili in Chrome 69 è un passo sicuro; tuttavia, altri crawler potrebbero non interpretare correttamente tali opzioni, e DeepCrawl ha scoperto, ad esempio, che Bing non supporta la maggior parte delle funzionalità di Google.

Al momento, e in attesa di altre notizie ufficiali, il consiglio è di continuare a usare il rendering dinamico per garantire che Google e gli altri crawler visualizzino i propri contenuti.

GM

Redazione

This entry has 0 replies

Scopri subito tutte le funzionalità di SEOZoom!