Neanche il tempo di riprenderci dal November 2021 Core Update, ed ecco arrivare un nuovo aggiornamento algoritmico di Google, che però stavolta si concentra su una tipologia molto particolare di query e contenuti: è infatti partito il Product Reviews Update, che cerca di migliorare i risultati forniti dal motore di ricerca per contenuti legati appunto alle “recensioni di prodotto“, quelli cioè mostrati quando cerchiamo su Google informazioni su un prodotto digitando il suo nome con l’aggiunta del termine recensioni (ad esempio, iphone 13 recensioni).

Google Product Reviews Update, cos’è e quali siti interessa

I lettori più attenti ricorderanno che non è la prima volta che Google interviene su questo tema, che in effetti è stato già al centro di un aggiornamento nello scorso mese di aprile: il nuovo Product Reviews Update è proprio il proseguimento del lavoro iniziato ormai otto mesi fa per promuovere e far emergere in SERP recensioni di prodotti di alta qualità, in riferimento sia alle review di un singolo prodotto che a quelle dedicate a un gruppo di prodotti, fino alle recensioni di servizi.

Questo secondo Product Reviews Update è stato rilasciato il primo dicembre e sarà completato entro la fine dell’anno; stando alle informazioni diffuse, è attivo solo sulle pagine in lingua inglese. Tecnicamente, dovrebbe avere un impatto solo su una specifica tipologia di contenuto – pagine incentrate sulla recensione di prodotti di ogni tipo – e non su altri tipi di contenuto, e influenza sia il ranking nelle classiche SERP che le performance in Google Discover.

L’obiettivo promosso (e promesso) da questi aggiornamenti è premiare le pagine e i siti che pubblicano recensioni dei prodotti di qualità, ovvero scritte da esperti o appassionati che conoscono bene l’argomento e che eseguono in merito analisi approfondite e ricerche originali, e non “contenuti scarni che riassumono semplicemente le caratteristiche di un gruppo di prodotti”, come chiarito da Google già ad aprile. Molte di questi contenuti di bassa qualità provengono da siti affiliati, che pubblicano recensioni fasulle che sono più vicine a versioni riscritte delle specifiche del prodotto.

Detto in altri termini, gli algoritmi non puniranno direttamente le recensioni di prodotti ritenute di qualità inferiore, ma le pagine che forniscono tali contenuti potrebbero notare dei cali nel posizionamento a causa del sorpasso da parte di altri siti. Anche se l’effetto è simile a quello di una penalità, tecnicamente si tratta solo di una differente modalità di valutazione di Google, che fa emergere con classifiche superiori i siti con contenuti di recensioni più approfonditi.

Cosa cambia con il nuovo aggiornamento sulle recensioni prodotti

A fare il punto su ciò che sta cambiando è un post pubblicato sul blog di Google, che descrive le novità apportate da questo secondo cambiamento e offre nuovi consigli e best practices ai siti che vogliono allinearsi ai desiderata di Google.

O, per meglio dire, ai desideri e alle esigenze degli utenti: a muovere l’azione di Google, infatti, è la volontà di presentare a chi usa il motore di ricerca delle pagine con informazioni più utili e precise, e non semplicemente delle raccolte di prodotti con notizie copiate da altre fonti (tra cui, spesso, le descrizioni degli stessi produttori originali).

In particolare, in questi mesi Google ha ricevuto una quantità maggiore di “feedback dagli utenti su quale tipo di contenuto delle recensioni è ritenuto affidabile e utile“, ovvero “recensioni in cui ci sono prove che i prodotti sono stati effettivamente testati” e “possibilità di avere più opzioni per acquistare il prodotto”, anziché pagine che offrono un solo link a negozi e-Commerce.

Anche grazie a queste due indicazioni è stato implementato il nuovo update, che porta avanti l’operazione di perfezionamento delle SERP avviata nei mesi passati. Per chi ha già provveduto ad adeguare le pagine del suo sito ai consigli forniti ad aprile, dice Google, il rilascio del secondo Product Review Update Google potrebbe essere l’occasione di vedere dei miglioramenti nel ranking, anche se – chiarisce ancora il post – la “valutazione automatizzata del contenuto delle recensioni dei prodotti è solo uno dei tanti fattori utilizzati nella classificazione dei contenuti, quindi le modifiche possono verificarsi in qualsiasi momento per vari motivi”.

Due nuovi consigli per chi crea contenuti

Il team del motore di ricerca ha anche aggiornato i consigli per produrre recensioni prodotto di qualità, introducendo in particolare due nuove best practices che i creatori di questi contenuti dovrebbero seguire (o quanto meno prendere in considerazione):

  • Fornire prove come immagini, audio o altri link della propria esperienza con il prodotto, per supportare il riconoscimento della expertise (competenza) e rafforzare l’autenticità della recensione.
  • Includere collegamenti a più rivenditori per dare al lettore la possibilità di acquistare dal loro commerciante preferito.

In pratica, quindi, Google suggerisce da un lato di ampliare il numero di link in uscita verso siti di rivenditori del prodotto (il che potrebbe essere problematico per un sito che fa affiliazioni specifiche, in realtà), mentre dall’altro invita a più contenuti multimediali per rendere veritiera la recensione. Inoltre, impossibile non notare come, anche in questo caso, torni il focus sulla expertise, uno dei concetti alla base del paradigma E-A-T; in effetti, come sottolineato anche da vari osservatori, chiunque può prendere una descrizione del produttore, aggiungere un po’ di fuffa e quindi inserire un link di affiliazione ad Amazon, ma non tutti possono scrivere una recensione solida, basata su una vasta esperienza in una determinata categoria.

Le spiegazioni di Google

Barry Schwartz su Seroundtable ha raccolto una serie di risposte fornite da vari Googler tramite social, che aiutano a capire meglio le intenzioni e gli obiettivi del Product Reviews Update appena lanciato.

In particolare, il Developer Advocate Alan Kent (specializzato per così dire nel settore e-Commerce) chiarisce che l’aggiornamento è rilevante principalmente ” per i siti che pubblicano articoli che recensiscono prodotti”, facendo l’esempio di un sito come “bestTVsunder$200.com” (qualcosa tipo “lemiglioriTVsottoi200dollari.com”, e cerca di “migliorare la qualità e l’utilità delle recensioni mostrate agli utenti”.

Più nel dettaglio, Kent si sofferma rapidamente sui due aspetti innovativi per i creatori di contenuti: innanzitutto, in relazione al senso dell’invito a includere link in uscita a più rivenditori, sottolinea che le persone “diffidano delle recensioni in cui tutti puntano ai link di affiliazione di un venditore“, perché fanno sorgere il dubbio “se sia  davvero una buona recensione, o se stia cercando di massimizzare ciò che il venditore vuole spingere”, che al contrario l’inserimento di collegamenti ad altri rivenditori può ridurre o eliminare.

L’utilizzo di “prove” per dimostrare di aver effettivamente testato il prodotto serve, invece, a risolvere un altro dubbio che può colpire i lettori, ovvero che l’autore stia solo rielaborando informazioni di terze parti. Google vuole quindi far posizionare meglio le pagine scritte da qualcuno “che ha fatto uno sforzo reale per recensire un prodotto e sta offrendo un valore reale alla comunità”, e i consigli sulle “cose da includere nella recensione servono a rendere chiaro lo sforzo che ci ha messo personalmente”.

Questi contenuti sono molto più utili di quelli proposti da un sito che “prende le descrizioni dei prodotti dai venditori, fa piccole modifiche e poi le pubblica come una recensione”, perché sono realizzati da “qualcuno che recensisce davvero il prodotto e dà la propria prospettiva unica su di esso”.

Sul tema è intervenuto anche John Mueller, che ribadisce che Google “non raccomanda di riutilizzare semplicemente il contenuto e chiamarlo recensione, perché non è una recensione se l’autore sta solo riformulando le specifiche e non sta recensendo il prodotto”. In base alla sua esperienza, ci sono “tonnellate di recensioni copia-incolla di bassissima qualità”, ma oltre a quelle palesemente cattive “c’è anche una tonnellata di contenuti in cui si prendono le pagine dei prodotti, riformulandole o riscrivendole come qualcosa di nuovo” e che si posiziona bene perché “ora non c’è una metrica per questo e viene visto come un contenuto fantastico“.

Insomma, i Googler implicano che, soprattutto a lungo termine, il motore di ricerca sarà capace di riconoscere e premiare solo chi si dedica davvero a creare un contenuto unico e capace di distinguersi da quelli dalla concorrenza per la recensione di un prodotto, aggiungendo dettagli e prove per certificare questo sforzo ai lettori.

Le analisi dei SEO sul Product Reviews Update

Anche se questo aggiornamento (per ora) non riguarda ancora il Google italiano, è bene sapere quali sono i punti centrali evidenziati dagli analisti SEO internazionali.

In particolare, già ad aprile Glenn Gabe e Jennifer Slegg avevano dedicato interessanti approfondimenti sul Product Reviews Update e sui suoi effetti, e le loro considerazioni risultano ancora più utili in questa fase.

Gabe, ad esempio, ha “analizzato pesantemente l’aggiornamento da quando è stato lanciato, incluso l’impatto su diverse nicchie categorie, contenuti interessati, risultati a livello di sito, fattori dell’esperienza utente nei siti interessati e altro ancora”, e ha notato che – in modo simile ai broad core update – prende in esame ed esegue una valutazione a livello di sito e sezione, non solo di pagine singole. Anche i siti con recensioni UGC sono stati colpiti dall’aggiornamento, in particolare quelli per cui le recensioni UGC costituivano una gran parte del contenuto principale di ogni pagina.

Più di tutto, però, già ad aprile iniziava a essere chiaro il focus sulla competenza richiesta all’autore che scrive e pubblica una recensione, e Google ha premiato i siti “che avevano recensioni scritte da esperti o appassionati e fornivano solide informazioni sull’autore sulla pagina o sul sito (tramite una biografia)” e che mostravano “un logo e un brand nella parte superiore della pagina”, che fanno subito capire al lettore chi fornisce le informazioni. Questi aspetti sono anche alcuni dei segnali EAT per Google, che possiamo aggiungere facilmente ai nostri siti per rafforzare la comprensione che il motore di ricerca ha del nostro marchio e delle persone che ci scrivono.

Va ancora più nel dettaglio il lavoro di Jennifer Slegg, che chiarisce innanzitutto un aspetto: l’aggiornamento non “prende di mira specificamente tutti i siti affiliati”, ma “i siti affiliati che non stanno facendo nulla per migliorare l’esperienza dell’utente con le loro recensioni” e, allo stesso tempo, anche “siti che offrono recensioni di prodotti di bassa qualità che guadagnano tramite Google AdSense o altre reti pubblicitarie e non tramite link di affiliazione”.

Anche secondo le sue analisi, per riuscire a emergere nelle classifiche bisogna lavorare molto su E-A-T, evidenziando la competenza degli autori delle recensioni e i motivi per cui gli utenti dovrebbero fidarsi di loro, “includendo quante più informazioni e dati originali in tali recensioni per portarle a un livello di qualità più elevato, che si tratti di video, immagini, ricerche aggiuntive, benchmark, statistiche e feedback reali sui prodotti”.