Si chiama Google News Showcase ed è un nuovo tipo di esperienza di notizie, che andrà a vantaggio sia degli editori che dei lettori: parola di Sundar Pichai, CEO di Google e Alphabet, che ha presentato il nuovo prodotto anticipato già nei mesi scorsi con l’annuncio di una svolta nel rapporto tra Google ed editori, pagati per la pubblicazione di contenuti di qualità nell’ecosistema del motore di ricerca.

Che cos’è Google News Showcase

Dalle pagine del blog ufficiale della compagnia, Pichai si dice “orgoglioso di annunciare che Google sta sviluppando un supporto a lungo termine con un investimento iniziale di 1 miliardo di dollari in partnership con editori di notizie”.

È il più grande impegno finanziario fino ad oggi per la compagnia, che “pagherà gli editori per creare e curare contenuti di alta qualità per un diverso tipo di esperienza di notizie online”.

Come appare Google News Showcase

È così che nasce Google News Showcase, descritto appunto come un “nuovo prodotto che andrà a vantaggio sia degli editori che dei lettori” perché “propone la cura editoriale di redazioni di eccellenza e riconosciute per fornire ai lettori più informazioni sulle storie che contano e, nel processo, aiuta le diverse voci degli editori a emergere e a sviluppare relazioni più profonde con il loro pubblico”.

Come funziona il nuovo prodotto di Google News

Google News Showcase si compone di story panels che offrono “agli editori partecipanti la possibilità di impacchettare le storie che appaiono nei prodotti di notizie di Google, fornendo una narrazione più approfondita e più contesto attraverso funzionalità come timeline, elenchi puntati e articoli correlati”, a cui faranno seguito altre risorse “come video, audio e briefing giornalieri”.

I lettori che cliccheranno sull’anteprima delle storie saranno reindirizzati automaticamente ai siti web delle testate giornalistiche, dove potranno leggere la news per intero, e avranno “più contesto e prospettive su storie importanti nelle notizie”, mentre gli editori beneficiano di un “traffico di alto valore al sito”.

Questo approccio è “diverso di quello di altri nostri prodotti di notizie, perché si basa sulle scelte editoriali che i singoli editori fanno su quali storie mostrare ai lettori e su come presentarle”, spiega Pichai, che poi offre altri dettagli.

News Showcase si fonda sul programma di licenze per le notizie partito a fine giugno, “che sta già pagando gli editori per un giornalismo di qualità”, e su altre iniziative legate alle news come Subscribe with Google, Web Stories e notizie audio. Nella fase iniziale, il prodotto è disponibile solo su Google News su Android, ma presto sarà lanciato su Google News su iOS e in futuro arriverà su Google Discover and Search.

I vantaggi per gli editori

Da quanto si apprende dalle prime informazioni, le agenzie di stampa saranno in parte pagate in base al numero degli articoli che curano e realizzano per Google News, ma il numero delle visualizzazioni non inciderà sulla retribuzione (di cui non è stato rivelato l’ammontare complessivo annuo).

Come dicevamo, gli editori avranno un ampio controllo su questi nuovi pannelli di storie, che di fatto derivano dalla “copertura completa” esistente su Google News; la novità sta proprio nella possibilità per gli editori di scegliere quali notizie mostrare e come farlo, mai avuta prima.

Google ha già affermato che non ci sono implicazioni di ranking con Showcase e pertanto gli story panel non saranno un fattore di ranking. Apparentemente non ci sono implicazioni pubblicitarie dirette e tutta la monetizzazione avviene sul sito dell’editore, che può beneficiare di un potenziale incremento di engagement e CTR e, di conseguenza, di entrate; inoltre rappresenta una nuova significativa opportunità di brand awareness per gli editori, che potrebbe portare indirettamente a maggiori entrate da annunci e abbonamenti.

Inoltre, come parte degli accordi di licenza, Google esporrà alcuni contenuti solo in abbonamento, a cui gli utenti altrimenti non avrebbero accesso, che potrebbe portare quindi nuovi lettori e potenzialmente in ulteriori iscritti.

Il debutto di Google News Showcase

Il prodotto è stato distribuito dal 1 ottobre 2020 ai lettori in Brasile e Germania e nei prossimi mesi si espanderà in altri Paesi in cui le strutture locali supportano queste partnership.

Al momento, dice il CEO di Google, “abbiamo firmato partnership per News Showcase con quasi 200 testate leader in Germania, Brasile, Argentina, Canada, Regno Unito e Australia, tra cui ci sono redazioni nazionali pluripremiate come Der Spiegel, Stern, Die Zeit, Folha de S.Paulo, Band e Infobae, insieme a giornali di rilievo regionale e locale come El Litoral, GZH, WAZ e SooToday”.

Il numero di testate continuerà a crescere nel processo di espansione di News Showcase in altri Paesi, tra cui India, Belgio e Paesi Bassi, e l’implementazione nelle altre aree dipende dalle negoziazioni con gli editori, piuttosto che dalla tecnologia stessa.

Gli investimenti di Google nel settore informativo

Sia News Showcase che l’investimento finanziario di Google, che si estenderà oltre i tre anni inizialmente previsti, “si concentrano sul contributo alla sostenibilità complessiva dei nostri partner giornalistici in tutto il mondo”, prosegue Pichai, che poi si sofferma sull’attenzione che l’azienda riveste sul settore informativo.

Il modello di business dei giornali, basato su pubblicità e entrate da abbonamenti, si è evoluto per oltre un secolo poiché il pubblico si è rivolto ad altre fonti di notizie, tra cui radio, televisione e, successivamente, la proliferazione della televisione via cavo e della radio satellitare, ricorda il manager. Internet è stato quindi l’ultimo cambiamento e di certo non sarà l’ultimo e Google, “insieme ad altre aziende, governi e società civili, vuole fare la propria parte aiutando il giornalismo nel 21° secolo non solo a sopravvivere, ma a prosperare”.

I vantaggi per Google

Anche se non c’è motivo di mettere in dubbio l’impegno di Google nell’aiutare l’industria delle notizie, questo è comunque un caso di interesse personale illuminato, come scrive Greg Sterling su Search Engine Land, che elenca i benefici e gli obiettivi che l’azienda americana raggiunge con Showcase e il supporto finanziario corrispondente.

  • Migliorare le relazioni di Google con gli editori, che sono spesso state le voci più critiche contro il colosso.
  • Mitigare alcune delle questioni normative, fiscali e antitrust relative alle notizie e convincere le autorità di regolamentazione e i politici che Google non è il distruttore di notizie nei loro Paesi, ma una parte fondamentale della soluzione.
  • Assicurare che Google News disponga di contenuti e funzionalità di notizie unici e di alta qualità come elemento di differenziazione nella concorrenza di Apple e Facebook.

Google e giornalismo, un rapporto complicato

Nelle stesse ore, sempre sul blog ufficiale, è comparso un secondo articolo dedicato al delicato tema del rapporto tra Google e giornalismo, firmato da Matt Brittin (Presidente Google Europe, Middle East and Africa), che parla – non senza una vena polemica, in risposta velata alle varie accuse alla compagnia americana come nel caso di Google News francese o della link tax europea – degli investimenti di Google nel settore delle news e dei benefici portati all’intero comparto.

Secondo Brittin, ogni giorno “milioni di persone in Europa utilizzano Google per trovare informazioni”; Big G è consapevole del valore cruciale del giornalismo di qualità “nel mondo incerto e in rapida evoluzione di oggi” e ha l’obiettivo di fornire nella Ricerca “le informazioni più pertinenti e autorevoli disponibili”. Per questo, condivide “una causa comune con gli editori di notizie: sostenere il giornalismo di qualità per contribuire a creare un mondo più informato”.

In concreto, poi, il gruppo fornisce “già investimenti significativi attraverso i nostri prodotti, programmi e finanziamenti, incluso l’invio di lettori a siti di notizie europei otto miliardi di volte al mese”.

Le domande frequenti su Google e news

Il manager entra nel merito dell’impegno di Google nel settore news proponendo una serie di risposte a domande frequenti, che servono a chiarire – almeno dal punto dell’azienda – la trasparenza verso gli editori e i benefici che questi ultimi possono ricavare dalla presenza sui prodotti dell’ecosistema di Mountain View.

In che modo Google utilizza i contenuti delle notizie?

Così come si collega a ogni altra pagina del Web, Google linka ad articoli di notizie con un URL e talvolta una breve anteprima in snippet, se l’editore lo desidera. Ogni volta che “effettui una ricerca su Google, forniamo link a migliaia, a volte milioni, di pagine web con informazioni utili: quando cerchi notizie, quelle pagine potrebbero provenire da un grande editore di notizie tradizionale o da un nuovo giornale digitale; potrebbero provenire da un sito di notizie locale o da un piccolo editore specializzato in salute, fitness, cibo o moda”.

Qualunque sia la circostanza, il compito di Google “è metterti in contatto con le informazioni più rilevanti e gli editori sono sempre stati in grado di controllare se e come vogliono che i link appaiano su Google”.

In che modo Google supporta le notizie?

Il modo in cui le persone consumano le notizie sta cambiando e anche i modelli di business che supportano e sostengono le notizie stanno cambiando: per questo, dice Brittin, “abbiamo lavorato duramente per approfondire il nostro supporto all’industria in molti modi in molti anni”, per raggiungere in particolare i seguenti obiettivi.

  • Aiutare gli editori a raggiungere un vasto pubblico

La Ricerca Google e Google News “aiutano gli editori di notizie inviando gratuitamente grandi quantità di traffico ai loro siti”. Solo in Europa, rivela Brittin, “le persone fanno clic sui contenuti delle notizie linkate da Google più di otto miliardi di volte al mese: ciò significa che indirizziamo 3.000 clic al secondo ai siti web degli editori”. Secondo uno studio di Deloitte, per i news publisher più grandi ogni clic ha un valore di 4-6 centesimi di euro, per lo più generato attraverso pubblicità e abbonamenti.

  • Fornire entrate pubblicitarie significative

Ogni anno Google aiuta “gli editori a guadagnare miliardi di euro di entrate pubblicitarie” perché, a complemento degli sforzi di vendita pubblicitaria degli editori, “la nostra tecnologia porta ulteriori inserzionisti e denaro alle pagine e alle app dei publisher”.

In media, gli editori news “trattengono oltre il 95% delle entrate generate dalla pubblicità digitale quando utilizzano Ad Manager per mostrare annunci sui loro siti web”.

Il denaro “corrisposto ai partner editoriali nella nostra rete pubblicitaria globale è stato di 10 miliardi di dollari nel 2015 ed è cresciuto fino a 14 miliardi di dollari nel 2018, lavorando a stretto contatto con la tecnologia, con gli editori e con gli inserzionisti”.

  • Semplificare la vendita di abbonamenti

Gli editori stanno costruendo nuovi modelli di business attorno ai loro contenuti digitali, e Google ha creato strumenti di iscrizione che li aiutano ad aumentare le nuove entrate dalle visite online, come Subscribe with Google, che offre agli editori “un modo semplice per aumentare gli abbonamenti digitali” (l’utente visualizza un’anteprima del contenuto e, per completare la lettura, viene invitato alla sottoscrizione).

  • Aiutare gli editori attraverso competenze tecniche, strumenti e investimenti nell’innovazione

Gli strumenti “che costruiamo sono in collaborazione con gli editori”, dice Brittin, che cita innanzitutto le AMP – Accelerated Mobile Pages: “cinque anni fa ci volevano in media 19 secondi per caricare una pagina su un browser per dispositivi mobili, quindi abbiamo collaborato con gli editori per creare un nuovo formato per migliorare notevolmente il Web mobile e garantire ai lettori la visualizzazione dei loro contenuti”.

Nel 2015, ricorda ancora, “abbiamo lanciato la Digital News Initiative, un’iniziativa da 150 milioni di euro per sostenere ulteriormente il giornalismo di alta qualità finanziando progetti innovativi con gli editori”. Questi progetti, portati avanti “lavorando a stretto contatto con i principali editori, hanno prodotto concetti brillanti che aiutano ad affrontare le sfide del settore dalla lotta contro la disinformazione e il racconto di storie locali, ad aumentare i ricavi digitali e a esplorare nuove tecnologie”. A questa iniziativa ha fatto seguito Google News Initiative, da 300 milioni di dollari, che promuove il lavoro in Europa e nel mondo.

  • Aiuto extra durante la pandemia

Durante la pandemia, quando le vendite di giornali fisici sono state ridotte a causa del blocco e la pubblicità è improvvisamente rallentata, Google ha “fornito quasi 10 milioni di euro di finanziamenti di emergenza a oltre 1700 editori europei di piccole e medie dimensioni colpiti da COVID-19, oltre a un sostegno finanziario per editori di notizie con un’esenzione dalla tariffa di pubblicazione degli annunci su Google Ad Manager”.

Di questo intervento hanno beneficiato tra gli altri anche il sito “Eco di Bergamo in Italia, che ha utilizzato i fondi per aumentare gli investimenti in nuovi mezzi di produzione (come video, audio, foto e dati) per fornire ai lettori una conoscenza più approfondita e analitica di ciò che sta accadendo nell’area di Bergamo, che ha subito pesanti perdite durante la crisi”.

Quanti soldi guadagna Google con le query di notizie?

Molto più spigolose le domande successive, a partire da questa incentrata sui ricavi di Google dalla pubblicazione di query di attualità e contenuti news.

Secondo Brittin, “il valore economico diretto che Google ottiene dai contenuti di notizie nella ricerca è molto piccolo” perché “gli inserzionisti in genere non cercano di pubblicare annunci su contenuti di notizie nella Ricerca, perché una ricerca di notizie attuali di solito non fornisce un segnale chiaro di ciò che qualcuno potrebbe essere interessato ad acquistare”.

Inoltre, ricorda, “non pubblichiamo annunci su Google News o nella scheda dei risultati di notizie su Ricerca” e l’investimento nelle news non è “a scopo di lucro, ma perché è importante per la società, per gli editori e per i cittadini che vogliono leggere giornalismo di qualità”.

La maggior parte delle entrate di Google “non proviene dalle ricerche di notizie, ma da una piccola percentuale delle ricerche totali eseguite dalle persone che usano il motore per effettuare un acquisto, ad esempio digitando scarpe da corsa e quindi facendo clic su un annuncio”.

Perché Google non paga per le notizie?

Secondo Brittin, “non è vero dire che non paghiamo per le notizie né generiamo valore per il settore”: i link da Google verso le notizie aiutano “a indirizzare milioni di lettori verso i siti e le app degli editori, invece di produrre noi stessi articoli di notizie”, e questo “crea un’enorme opportunità per gli editori di trasformare quei lettori in abbonati fedeli o mostrare annunci”.

In che modo Google rispetta la direttiva europea sul copyright?

In attesa che tutti gli Stati membri adottino la nuova legislazione europea, Google sta “collaborando con le autorità di regolamentazione e gli editori per conformarci” nei Paesi dove la legge è già stata adottata, come ad esempio la Francia.

Google può fare di più?

Google News Showcase è una delle prime azioni concrete di Google per “sostenere il futuro del giornalismo, anche nell’ambito di ciò che abbiamo sentito durante il dibattito sull’articolo 15 della direttiva europea sul copyright”: solo nei primi tre anni, “pagheremo più di 1 miliardo di dollari agli editori che creano e curano contenuti di alta qualità per questo prodotto, con l’intenzione di estenderli come parte del nostro impegno a lungo termine a sostegno dell’industria dell’informazione”.

Google riconosce “il forte desiderio delle autorità di regolamentazione di aiutare l’industria dell’informazione a superare la crisi di vecchia data che sta affrontando, motivo per cui ci stiamo impegnando con i responsabili delle politiche su questo argomento e fornendo nuovi modi per aiutare gli editori a trarre profitto dai loro contenuti”.

Il giornalismo di qualità è più importante che mai, ribadisce Brittin, e per questo “Google aiuta le persone a trovare notizie, finanzia il giornalismo e supporta la vasta gamma di editori di notizie con prodotti e tecnologia mentre si adattano al mondo digitale”.