Dopo alcuni mesi di beta test, Google ha annunciato che ora è ufficialmente disponibile per tutti il markup licensable, che attiva lo speciale badge Su licenza in Google Immagini. Grazie a questa novità, sarà possibile mostrare le informazioni sulla licenza delle risorse multimediali pubblicate sul sito web e sarà anche più facile per gli utenti capire come utilizzare le immagini in modo responsabile.

Un markup per mostrare le informazioni sulla licenza delle immagini su Google Immagini

A dare notizia del completamento del beta test su licensable è un articolo pubblicato sul Webmaster Central Blog di Google a firma di François Spies, Product Manager di Google Images, che ripercorre anche i vari step che hanno portato alla decisione di prestare più attenzione alle licenze delle risorse multimediali e aiutare i proprietari di immagini a vendere e ottenere credito per le loro foto.

Screen di Google Immagini: come funziona il markup licensable

La collaborazione tra Google e il settore delle licenze

Negli ultimi anni infatti Google ha “collaborato con il settore delle licenze di immagini per aumentare la consapevolezza dei requisiti di licenza per i contenuti trovati tramite Google Immagini”: in particolare, ricorda Spies, nel 2018” abbiamo iniziato a supportare i metadati dei diritti di immagine IPTC”, e a febbraio scorso è partita la sperimentazione del nuovo framework di metadati tramite Schema.org e IPTC per immagini con licenza.

In questi mesi, il nuovo standard è stato adottato in maniera “diffusa da parte di siti Web, piattaforme di immagini e agenzie di tutte le dimensioni”, e quindi Google ha migliorato ulteriormente le funzionalità della Ricerca per Immagini che metteranno in evidenza le informazioni sulla licenza per le immagini e renderanno più semplice per gli utenti capire come utilizzare le immagini in modo responsabile.

Che cos’è il markup licensable

Il badge Su Licenza nella pagina dei risultati indica agli utenti che per l’immagine selezionata sono disponibili informazioni sulla licenza e fornisce un link a quest’ultima nel visualizzatore di immagini (ovvero, la finestra che appare quando si seleziona un’immagine), che offre maggiori dettagli sul modo in cui gli utenti possono riutilizzare la risorsa in base ai termini forniti dal proprietario del contenuto o dal licenziante.

Quando disponibile, Google offre anche un link aggiuntivo che indirizza gli utenti a una pagina del proprietario del contenuto o del concessore di licenza dove l’utente può acquisire l’immagine.

Allo stesso tempo, Google ha anche semplificato la ricerca di immagini con i metadati delle licenze, intervenendo sul menu dei diritti di utilizzo in Google Immagini per supportare il filtro per le licenze Creative Commons, nonché per quelle con licenze commerciali o di altro tipo (come si vede in questo screen).

Nuovo filtro licenze in Google Immagini

Come aggiungere dati strutturati o metadati delle foto IPTC

La pagina di guida dedicata a questo tema offre anche le indicazioni corrette per segnalare a Google quali immagini possono essere concesse in licenza, aggiungendo dati strutturati o metadati di foto IPTC a ogni immagine su licenza nel tuo sito. Se utilizziamo la stessa immagine su più pagine, dobbiamo inserire i dati a ogni immagine su tutte le pagine visualizzate.

Attualmente sono due i modi alternativi per aggiungere informazioni sulla licenza all’immagine, entrambi validi per assicurare l’idoneità al badge Su licenza. È bene sottolineare che utilizzare tali metadati è una scelta opzionale e che utilizzarli o meno non ha alcun impatto sui ranking di ricerca.

Se scegliamo i dati strutturati – definiti nella guida “un’associazione tra l’immagine e la pagina in cui viene visualizzata con il markup” – bisognerà aggiungere dati strutturati per ogni istanza in cui viene utilizzata un’immagine, anche se questa non cambia.

In alternativa possiamo usare i metadati foto IPTC, incorporati nell’immagine stessa e in grado di restare inalterati anche quando sono trasferiti da una pagina all’altra; in questo caso, quindi, i metadati foto IPTC devono essere indicati una sola volta per ogni immagine.

I vantaggi per i licenzianti di immagini

Il post di Spies analizza anche quali sono i principali vantaggi che il markup licensable può offrire ai concessori di licenza, in quello che per Google è “un passo per aiutare le persone a comprendere meglio la natura dei contenuti che stanno guardando su Google Immagini e per capire come possono utilizzarli in modo responsabile”.

Innanzitutto, è più semplice reperire le informazioni sulla licenza e, soprattutto, acquistarla o ottenere la possibilità di riutilizzare la risorsa: come abbiamo spiegato, quando il licenziante fornisce i metadati sull’immagine (attivando il badge Su Licenza), è possibile trovare nel visualizzatore di immagini la pagina dei dettagli e quella per l’acquisizione

Nel caso in cui la pagina che ospita l’immagine non sia configurata per consentire di acquisirla (ad esempio si tratta di un portfolio, un articolo o una pagina della galleria), gli utenti possono collegarsi a un nuovo URL da Google Immagini che li indirizza direttamente alla pagina dove possono acquistare o ottenere la licenza per l’immagine.

Non ultimo, i metadati possono essere applicati anche dagli editori che hanno acquistato le immagini, e ciò significa che i dettagli di licenza sono visibili anche quando le risorse multimediali vengono riutilizzate dai clienti (che, ovviamente, non devono rimuovere o alterare i metadati IPTC forniti).

I commenti dei principali licenzianti di immagini

In calce all’articolo, François Spies riporta anche le parole di alcuni dirigenti dei grandi gruppi licenzianti di immagini che stanno collaborando con Google, per far comprendere come queste novità vengono valutate dagli addetti ai lavori.

Secondo Paul Brennan (VP of Content Operations di Shutterstock), ad esempio, “le nuove funzionalità di Google Immagini aiutano sia i creatori che i consumatori di immagini perché danno visibilità al modo in cui i contenuti dei creatori possono essere correttamente concessi in licenza”.

Un ringraziamento a Google arriva da Alfonso Gutierrez, Presidente della CEPIC (Coordination of European Picture Agencies Stock, Press and Heritage), che saluta con entusiasmo “la finestra di opportunità che si stanno aprendo per le agenzie fotografiche e l’industria dell’immagine in generale grazie a questa collaborazione”, che ha già portato a garantire “garantito l’identificazione di autori e titolari dei diritti su Google Immagini”.

Parla di “enorme vantaggio per i fornitori di immagini” e di “un incentivo ad aggiungere metadati IPTC ai file di immagine” Michael Steidl, capo del gruppo di lavoro IPTC sui metadati delle foto, che sintetizza la portata della funzionalità spiegando che ora “quando un’immagine contenente i metadati delle foto IPTC incorporati viene riutilizzata su un sito web popolare, Google Immagini reindirizzerà un utente interessato al fornitore dell’immagine”.

Pareri concordi sul valore della feature

“Le funzioni di immagine con licenza di Google sono un grande passo avanti nel rendere più facile per gli utenti identificare e ottenere rapidamente la licenza per i contenuti visivi”, afferma Leslie Hughes, presidente di Digital Media Licensing Association (DMLA), che sottolinea il lavoro a stretto contatto con Google per arrivare allo sviluppo della funzionalità.

Più ampio il ragionamento di Ken Mainardis, SVP, Content, Getty Images & iStock by Getty Images, che inizia a evidenziare come “viviamo in un panorama mediatico dinamico e mutevole, in cui le immagini sono una componente integrante della narrazione e della comunicazione online per sempre più persone”. Ciò significa che è “fondamentale che le persone comprendano l’importanza di concedere in licenza le proprie immagini da fonti adeguate per la propria protezione e per garantire che continui l’investimento richiesto per creare queste immagini”, e quindi Mainardis si augura che “l’approccio di Google apporti maggiore visibilità al valore intrinseco delle immagini con licenza e ai diritti necessari per utilizzarle”.

Per Ramzi Rizk, cofondatore di EyeEm, ci troviamo davanti a “una pietra miliare significativa per il settore della fotografia professionale, in quanto ora è più facile per gli utenti identificare le immagini che possono acquisire in modo sicuro e responsabile”. Positivo anche il parere di Marcin Czyzewski, CTO di picturemaxx, “la rete più grande al mondo di fornitori professionali e utenti di immagini digitali”, che “apprezza le funzionalità di immagini su licenza di Google perché per i nostri clienti come creatori e gestori dei diritti, è molto importante non solo la visibilità in un motore di ricerca, ma anche la visualizzazione di copyright e informazioni sulla licenza”.

Le ultime due voci a sostegno solo quelle di James Hall, Product Director di Alamy, e Andrew Fingerman, CEO di PhotoShelter; per Hall, “i tag licensable ridurranno la confusione per i consumatori e aiuteranno a informare il pubblico più ampio del valore delle immagini creative ed editoriali di alta qualità”. Infine, Fingerman sottolinea che rendendo “Google Immagini un modo affidabile per identificare i contenuti con licenza, Google promuoverà opportunità di scoperta per tutte le agenzie e fotografi indipendenti, creando un processo efficiente per trovare e acquisire rapidamente i contenuti più pertinenti e concedibili in licenza”.