I siti di notizie hanno un nuovo amico del cuore: è Google Discover, il feed mobile lanciato nei mesi passati dalla compagnia di Mountain View che sta diventando un canale importante per portare traffico e lettori sulle proprie pagine! Ma bisogna fare attenzione a non incentrare tutto il proprio business su una sola fonte, anche perché le fluttuazioni di visite sono molto intense e varie.

Da Google consigliano di fare attenzione alle fluttuazioni di Discover

L’avvertimento arriva da Gary Illyes, Webmaster Trends Analyst di Google, che rispondendo a un tweet di commento agli ultimi dati su Google Discover dice più o meno: “Spero che le persone capiscano che il traffico da Discover potrebbe scomparire da un momento all’altro e non vi costruiscano intorno l’intero modello di business”.

Gary Illyes su Discover

E questa considerazione può essere sottoscritta da chiunque abbia provato l’ebbrezza di comparire nel feed di Google da mobile, notando un picco di traffico e lettori, che poi però è calato quando la notizia è “scomparsa” da Discover.

Google Discover, una nuova fonte di traffico per i siti di news

Un esempio pratico arriva dagli Stati Uniti e da un gruppo editoriale internazionale come Condé Nast: come hanno raccontato a Digiday due autorevoli fonti aziendali, lo scorso mese di ottobre Google Discover ha portato più traffico verso le edizioni internazionali di Vogue rispetto a Google Search! Il trend è stato più pronunciato in India e in Messico, dove Discover ha rappresentato più dei tre quarti del traffico complessivo che quei siti hanno ottenuto dalle proprietà di Google, ma anche Vogue Paris in Francia ha beneficiato di questo nuovo canale, mentre i siti statunitensi del gruppo hanno visto un incremento del 20 per cento di traffico proveniente proprio da Discover.

Il traffico da Discover è ancora irregolare

La percezione però cambia da editore a editore; nell’articolo si riportano anche altre dichiarazioni, come ad esempio quella di un portavoce di Vice che definisce Discover una “fonte di referral preziosa e costante, un luogo dove trovare più pubblico”. Al contrario, un publisher statunitense con un sito “search-focused” dice che “Google Discover è intrigante, ma il traffico indirizzato dal canale arriva in modo irregolare“, motivo per il quale “nessuno ci conta ancora davvero”.

Un esempio di fluttuazione del traffico

Difficile studiare il comportamento degli utenti

Una quarta voce riportata da Digiday spiega meglio questa percezione: se i guadagni ottenuti da Google Discover sono promettenti, risultano però difficili da prevedere, anche perché non erano stati in grado “di rilevare comportamenti diversi tra i visitatori che stavano ottenendo attraverso Google Discover”. Ad ogni modo, il feed sembra comunque offrire prospettive interessanti perché porta ai siti “un pubblico relativamente leale e possibilità di monetizzazione“.

Il traffico da Discover è interessante e genera profitti

Di sicuro, Discover è un simbolo del modo in cui Google agisce sempre più come un aggregatore di notizie o un vero e proprio portale editoriale (uno dei motivi che sta dietro alle tensioni con gli editori di news in Francia per Google News France), che però offre comunque profitti interessanti per i siti: secondo un’analisi condotta da Parse.ly e citata sempre nello stesso articolo, il 27 per cento dei visitatori di un sito che arriva attraverso questo canale tende a ritornare, percentuale più alta rispetto a qualsiasi canale social.

Come funziona il feed di Discover

Nonostante la natura imprevedibile del traffico, quindi, gli editori sembrano essere positivamente colpiti da Discover, impressionati anche dalla sua capacità di creare familiarità e abitudine tra i lettori. Come sappiamo, il feed Discover di ciascun utente è personalizzato in base al contenuto cercato o letto in altri prodotti Google, ma il punto critico resta che al momento non è ancora possibile studiare quali siti Google posiziona su Discover.

Ad esempio, non tutti i siti proposti sono indicizzati su Google News né hanno ranking particolarmente brillanti, e l’unica certezza è che le notizie sono selezionate sulla base della profilazione e della cronologia delle ricerche su strumenti dell’ecosistema Google, ma oltre a questo non ci sono ancora dinamiche chiare sui filtri e criteri attuati.

Consigli SEO per cercare di comparire nel feed di Google

Perciò, il consiglio che possiamo dare è di lavorare sempre per migliorare i contenuti in ottica SEO copywriting, curare anche foto e contenuti multimediali per agevolare la ricerca per immagini e cercare di seguire sempre le notizie di tendenza per conquistare uno spazio sul feed, come dicevamo nella nostra guida sul servizio.