Altro che SEO is dead, la SEO è morta: i progressi di machine learning e intelligenza artificiale hanno riportato in auge la vecchia espressione pessimistica sul destino dell’attività di ottimizzazione manuale delle pagine di un sito, ma Google rassicura e conforta i professionisti del settore. Secondo John Mueller, infatti, i motori di ricerca non diventeranno talmente avanzati da rendere la SEO obsoleta, e quindi ci sarà ancora spazio per il lavoro professionale di ottimizzazione dei siti.

Il futuro della SEO secondo Google

Il tema è stato al centro dell’ultimo appuntamento con English Google SEO office-hours hangout, la sessione di domande e risposte poste dagli utenti a John Mueller, Search Advocate del Search relations team di Google.

Uno dei partecipanti ha chiesto esplicitamente al noto volto pubblico della compagnia quale fosse la sua vision sul futuro della SEO, alla luce delle preoccupazioni sul possibile declino dell’attività a causa dei continui progressi dei motori di ricerca, che rendono quasi superfluo il lavoro di ottimizzazione.

Mueller è in completo disaccordo rispetto a questa visione pessimistica e dichiara chiaramente che, secondo lui, la SEO non diventerà mai obsoleta e inutile.

Mueller: la SEO non sarà obsoleta nonostante AI e machine learning

Il Googler ha spiegato meglio la sua posizione, partendo da ciò che solitamente preoccupa le persone e, in particolare, chi opera nel settore: il timore che, visti i continui e costanti progressi della tecnologia e dell’apprendimento automatico (come nel recente caso di MUM o delle altre applicazioni AI presentati a Google I/O 2021), “gli algoritmi di Google arriveranno al punto di comprendere automaticamente ogni sito Web, rendendo la SEO obsoleta perché nessuno avrà bisogno di farla”.

Dal suo punto di vista, quindi, anche se il machine learning continuerà a evolvere non arriverà a un punto in cui sarà avanzato che Google possa capire i siti Web e tutto ciò di cui si compongono senza alcuna ottimizzazione aggiuntiva.

Sfruttare gli strumenti e adattarsi alle novità

Anzi, l’evoluzione degli strumenti offre grandi opportunità a chi lavora sui siti, perché “con tutte queste nuove tecnologie ci sono nuovi tool modi di guardare il tuo sito, e questo può semplificare la creazione di contenuti davvero validi e di strutture chiare per il tuo sito”, aggiunge Mueller.

Da questo punto vista, i SEO specialist possono guardare con ottimismo a ciò che successo (o non successo) con l’industria del web design, dove i più moderni e avanzati CMS odierni comunque non hanno reso obsoleto lo sviluppo professionale e umano di siti web, perché l’industria del web design ha saputo adattarsi ed evolversi di fronte ai nuovi problemi da affrontare.

Il Search Advocate invita a guardare al modo in cui “le cose si sono evolute negli ultimi 10-20 anni: all’inizio, scrivevi il tuo codice PHP e creavi il tuo HTML, ed era molto lavoro; nel tempo, tutti questi CMS si sono evoluti, ed essenzialmente chiunque può lanciarsi e creare un sito Web senza dover comprendere davvero il codice HTML o le basi del lato server”.

L’evoluzione del lavoro SEO sui siti

Per John Mueller, la SEO sta intraprendendo la stessa direzione e nel futuro prossimo alcune delle cose che facciamo manualmente, come scrivere i tag H1 e H2, potranno eventualmente essere gestite dal CMS del sito web.

È proprio questo il futuro della SEO descritto da Mueller, ovvero un’attività in gran parte automatizzata da diversi strumenti, dove però l’apporto umano resta comunque fondamentale e centrale.

Per chiarire meglio questo aspetto, il Search Advocate fornisce l’esempio del caricamento del contenuto principale di una pagina Web e del fatto che il CMS ottimizzi automaticamente i tag heading: il SEO può delegare questa compilazione, ma dovrà necessariamente verificare che tutto sia adeguato rispetto alla strategia che intende seguire.

“Penso che l’evoluzione continuerà e che ci saranno sempre più strumenti disponibili, che ti consentiranno di fare sempre più cose in un modo che funzioni abbastanza bene per i motori di ricerca: quindi, non è che il lavoro SEO andrà via, ma piuttosto si evolverà”, dice precisamente il Googler. “Ad esempio, forse invece di modificare manualmente i tag H2 e H1 delegherai questo compito a un CMS che si assicuri che il contenuto più importante sia già incluso come intestazione della pagina”.

Un’attività che si apprende sul campo

E quindi, è vero che il machine learning continua a perfezionare la capacità di comprensione dei motori di ricerca e che gli strumenti di AI possono (e potranno sempre più) automatizzare vari processi, ma per John Mueller questi non sono aspetti negativi per il futuro della SEO, che non diventerà comunque obsoleta anche se, ad esempio, i CMS ottimizzeranno “da soli più cose per i motori di ricerca”.

La fortuna della SEO e dei SEO, probabilmente, è che questa attività si apprende sul campo ed è per natura estremamente adattiva: basta guardare i risultati del sondaggio lanciato su Twitter da Carolyn Lyden (e riportato da Seroundtable), che ha chiesto alla community “come hai imparato la SEO?”.

La schiacciante maggioranza dei professionisti – il 77,4% – ha rivelato di aver imparato la SEO “praticamente e sul campo”, mentre un 10,7% ha seguito corsi fai-da-te, il 9,8% ha affermato di avere avuto un mentore che ha guidato l’apprendimento e solo il 2,2% ha dichiarato di aver seguito corsi specifici.

Il quadro è probabilmente destinato a cambiare con l’entrata in scena di nuove generazioni di specialisti, ma ad ogni modo questa attività resta estremamente pratica, e quindi più facilmente pronta a sfruttare gli strumenti che ci sono a disposizione anziché farsi schiacciare da novità che possono incrinare le basi teoriche.