Torniamo a occuparci di Google Search Console, e per la precisione del processo di verifica della proprietà del sito per abilitare l’uso della piattaforma gratuita dell’azienda californiana. Dopo aver visto nei giorni scorsi i sette metodi per completare il processo, ci concentriamo sugli errori più frequenti che si possono verificare e che determinano un fallimento nell’operazione.

Gli errori di verifica sito più comuni

È la pagina della guida di Search Console ad aiutarci a scoprire quali sono gli errori più comuni nella verifica del sito, elencando sia quelli generali che quelli specifici per il metodo utilizzato. Nel primo caso, ci sono almeno nove problemi in cui possiamo incappare:

  1. Tag/snippet/file errati.
  2. Connessione al server scaduta.
  3. Errore DNS.
  4. Troppi reindirizzamenti per la richiesta di download.
  5. Risposta non valida dal server.
  6. Impossibile connettersi al server.
  7. Errore interno.
  8. Timeout.
  9. Impossibile trovare il dominio.

Problemi frequenti con ogni metodo

Il primo errore nasce quando non si utilizza il tag, lo snippet di codice o il file richiesto e ricevuto all’inizio della verifica; a volte, poi, non è possibile verificare il file a causa di un timeout del server, che potrebbe essere non attivo o occupato e quindi rispondere lentamente. In questi casi, bisogna risolvere il problema e ritentare.

Google segnala come comune anche un errore durante la ricerca del nome di dominio del sito: il sistema tenta di accedere al file di verifica, ma non riesce a raggiungere il dominio a causa di un errore DNS, dovuto a server non attivo oppure a un problema di routing del DNS per il dominio.

Un altro problema nasce quando la richiesta di download è stata reindirizzata troppe volte e sussiste un ciclo infinito dell’URL, oppure se il server restituisce una risposta non valida, ad esempio se l’accesso al sito richiede l’autenticazione tramite password o se ci sono altri motivi che ostacolano il procedimento.

Frequenti (ma in genere temporanei) sono anche gli errori di connessione al server del sito, che possono generare una impossibilità totale di raggiungere il sito o un timeout del tentativo (quando il sito o il DNS non rispondono più alle richieste della Search Console). Infine, si può incappare in un generico errore interno oppure inserire un URL sbagliato, che impedisce a Google di trovare il dominio.

Gli errori specifici per metodo di verifica

A questa lista rapida si aggiungono come detto gli errori che possono verificarsi nel corso dello specifico metodo di verifica intrapreso: anche in questi casi, non si tratta di nulla di particolarmente complesso, ma di procedimenti facili da correggere e da risolvere.

Potenziali errori con record DNS

Quando procediamo con la verifica con DNS record ci sono due potenziali errori che si possono presentare

  1. Record di verifica non trovato.
  2. Record di verifica non corrispondente.

Può capitare che Google impieghi qualche minuto prima di vedere il record pubblicato, e quindi si genera un errore nell’immediato; nell’altro caso, potremmo aver usato un record di verifica del provider DNS differente dal valore ricevuto da Search Console.

Potenziali errori con file HTML

Sono quattro gli errori potenziali in cui può ricadere chi procede alla verifica con caricamento di file HTML:

  1. File di verifica non trovato.
  2. File di verifica con contenuti non corretti.

 

Se apportiamo modifiche al file fornito alla pagina Verifica di Search Console, e quindi se il nome o i contenuti del file non corrispondono a quelli originali, non sarà possibile completare la richiesta con successo. Inoltre, il file deve essere caricato nella posizione specificata.

 

  1. File di verifica compromesso.

L’esito negativo del tentativo di verifica sembra indicare che il sito potrebbe essere stato compromesso.

  1. File di verifica reindirizza a una posizione non consentita.

Googlebot non segue i reindirizzamenti dei file di verifica; sono consentiti redirect all’interno di un unico sito, ma non quelli verso altro sito (si consiglia di utilizzare la verifica tramite meta tag).

Potenziali errori con tag HTML

Sono solo due i problemi che possono capitarci con il sistema di verifica con tag HTML, entrambi derivanti da uno sbaglio di fondo:

  1. Meta tag non trovato o in posizione errata.
  2. Meta tag non corretto.

Come sappiamo, il meta tag di verifica deve trovarsi nella sezione <HEAD> della pagina; ogni posizione diversa genera inevitabilmente un errore. Inoltre, Google suggerisce di non toccare i contenuti del meta tag fornito, ma semplicemente di fare copia e incolla dalla pagina Verifica di Search Console alla posizione corretta.

Potenziali errori con codice di monitoraggio Google Analytics

Il procedimento tramite codice di monitoraggio di Google Analytics rischia di produrre qualche complessità maggiore:

  1. Snippet non trovato.
  2. Snippet non valido.
  3. Trovato snippet errato (snippet di Google Analytics obsoleto o Tag Manager/Tag Manager di terze parti).
  4. Snippet nella posizione errata.
  5. Mancanza di account Google Analytics o autorizzazioni insufficienti.

A ben vedere, però, questi problemi nascono da motivi banali, come inserire lo snippet in una posizione non corretta (ovvero sezione <head> della home page), non utilizzare esattamente lo snippet fornito, non possedere un Account Google Analytics valido o non avere le autorizzazioni di modifica e così via.

Potenziali errori con Google Tag Manager

Simile il discorso per la verifica con Google Tag Manager:

  1. Autorizzazioni insufficienti.
  2. Tag errato.
  3. Nessun contenitore di Tag Manager.
  4. Tag non trovato/posizione errata.

In questo caso, i passaggi obbligatori sono avere autorizzazioni di amministratore per l’account Google Tag Manager, creare un contenitore nell’account, usare il tag corretto associato e inserirlo nella pagina appropriata e nella corretta posizione.