Da luglio Google Mobile first index default per i nuovi siti

La notizia era nell’aria, vista anche l’attenzione dedicata da Mountain View all’argomento, e il post di John Muller sul Webmaster Blog non ha fatto altro che ufficializzare la decisione: dal primo luglio 2019 il Google mobile first index diventerà di default per indicizzare i nuovi siti sconosciuti a Google Search.

Novità per il Google mobile first index

Come sappiamo, la scansione del web da parte di Google utilizzando uno smartphone Googlebot è stata lanciata ufficialmente nel marzo 2018 in versione sperimentale, continuando cioè a tenere attivo il sistema classico di crawling da parte del bot di Google (che di recente è stato anche rinnovato e reso evergreen).

Dal 1 luglio di default sui nuovi siti

L’analisi delle risposte realizzate in questi mesi dal team californiano ha dimostrato che i nuovi siti Web sono generalmente pronti per questo metodo di scansione, e di conseguenza Google ha deciso che l’indicizzazione mobile first sarà abilitata come impostazione predefinita per tutti i nuovi contenuti di siti Web precedentemente sconosciuti al sistema di Ricerca Google, a partire dal 1 luglio 2019

Citando John Mueller, “è fantastico vedere che i nuovi siti Web ora mostrano generalmente agli utenti e ai motori di ricerca lo stesso contenuto sia su dispositivi mobili che desktop!”. Questo significa che l’indicizzazione mobile-first ha percorso molta strada in poco tempo, anche perché il Web nel frattempo si è evoluto e non è più focalizzato solo sul desktop.

Rendere i siti mobile friendly e scansionabili da user-agents mobile

Ora la Rete è diventata inevitabilmente mobile-friendly, perché la navigazione da smartphone è quella più comunemente diffusa in gran parte del mondo, e webmaster, sviluppatori e professionisti online devono comprendere questo cambiamento e rendere i siti più scansionabili e indicizzabili per user-agents mobile (il Senior Webmaster Trend Analyst usa l’espressione “crawlable and indexable”).

Le raccomandazioni di Google per il mobile

L’articolo sul blog per i webmaster offre anche alcuni spunti utili per ottimizzare un sito per il mobile: si parte dai consigli per evitare errori con il first index (riprendendo quanto già detto nei mesi passati) per arrivare poi a qualche snodo più concreto. In particolare, pur continuando a supportare sistemi come il dynamic serving e gli URL mobili separati (noti anche come m.dot) per i siti web mobili, Google suggerisce di utilizzare responsive web design per rendere i nuovi siti web davvero mobile friendly.

Secondo l’esperienza di Google nel corso degli anni, l’utilizzo di URL differenti in base ai dispositivi può generare problemi e confusione sia agli utenti che ai motori di ricerca, e pertanto si consiglia di utilizzare un unico URL per i siti Web desktop e mobili.

Come funziona il Google mobile first index

Per sapere se un sito è scansionato con Googlebot tradizionale o Googlebot smartphone si può usare uno dei webmaster tools della Search Console, lo Strumento di verifica degli URL che consente di esaminare un singolo URL del sito e scoprire come è stato sottoposto a scansione e indicizzazione. Per i nuovi siti Web, come detto dal 1 luglio l’indicizzazione per dispositivi mobili sarà predefinita, ma per i siti più anziani Google continuerà a monitorare e valutare le pagine per la loro disponibilità (readiness) al mobile first index e invierà una notifica tramite GSC quando saranno pronti.

Come capire se un sito è pronto per la scansione mobile

Mueller spiega anche il metodo con cui si valuta la readiness di un sito, che prende in considerazione la parità dei contenuti (testo, immagini, video e link inclusi), dati strutturati e altri meta-dati (ad esempio, titoli e descrizioni o meta tag robots). Si tratta di fattori tecnici, dunque, che prescindono da altri elementi come le proporzioni di traffico da desktop e mobile, come spiegato da Martin Splitt in risposta a un utente su Twitter.

Le parole di Martin Splitt

Le indicazioni per i siti con URL separati

A ben vedere, si tratta dei consigli di ottimizzazione per l’indicizzazione mobile first che già erano stati offerti ai siti che continuano ad avere URL separati, a cui Google indicava in particolare 3 best practices da rispettare per evitare errori nel crawling:

  • Avere stessi contenuti per sito mobile e sito desktop (comprese risorse come video e immagini con relativi attributi ALT).
  • Presentare dati strutturati per entrambe le versioni del sito
  • Avere metadati (titoli e metadescription) uguali in entrambe le versioni del sito.

A questi consigli di massima si aggiungono poi altre indicazioni più specifiche:

  • Verificare entrambe le versioni del sito nella Google Search Console.
  • Testare i link hreflang negli URL separati.
  • Garantire una capacità sufficiente del server per gestire un eventuale incremento di frequenza di scansione di Googlebot.
  • Controllare le direttive txt in entrambe le versioni.
  • Esaminare l’impostazione corretta per gli elementi link rel=canonical e rel=alternate tra la versione per dispositivi mobili e quella per desktop.

Cosa significa il mobile first index di Google

Prima di concludere, forse è bene ricordare cosa significa il sistema di scansione Google mobile first index: in pratica, per eseguire le operazioni di indicizzazione e ranking il motore di ricerca utilizza in prevalenza la versione dei contenuti per dispositivi mobili, valutando la pertinenza di una pagina rispetto alla query di un utente.

L’indice di Google è sempre e solo uno

È sempre Google a chiarire che non esiste un indice a parte per dare priorità ai contenuti per dispositivi mobili, perché l’Indice di Google resta sempre unico.

Il mobile first index non è fattore di ranking

L’indicizzazione con priorità ai contenuti per dispositivi mobili serve solo a consentire a Googlebot di eseguire la scansione e indicizzare prima di tutto le pagine con lo smartphone agent. Mueller su Twitter ha anche smentito che il mobile first index possa essere un fattore di ranking, sottolineando che si tratta solo del modo in cui Google scansiona e indicizza i contenuti.

Per gli utenti non ci sono differenze, perché continueranno a visualizzare nei risultati della Ricerca l’URL più appropriato secondo Google, che si tratti di un URL desktop o per dispositivi mobili.

GM

Redazione

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