Mancano ormai meno di 6 mesi alla partenza del Page Experience Update che, come annunciato da Google nelle scorse settimane, diventerà ufficialmente un fattore di ranking da maggio 2021, ma i siti sembrano essere ancora molto indietro nel lavoro di ottimizzazione. Stando a una ricerca americana, infatti, meno del 15% del campione analizzato soddisfa i benchmark e supera i criteri di valutazione sull’esperienza fornita agli utenti: ecco allora una serie di indicazioni e consigli per migliorare le prestazioni delle pagine e prepararsi per questa “rivoluzione”.

Lo studio su Core Web Vitals e siti oggi

A fornire un resoconto di questa analisi è Matt Southern su Search Engine Journal, che rivela come solo “una percentuale decisamente piccola di siti Web è in grado di superare una valutazione dei Core Web Vitals all’interno di PageSpeed ​​Insights”.

Per la precisione, osservando nel complesso i parametri dei primi tre Core Web Vitals (ora tradotti ufficialmente in italiano come Segnali web essenziali) indicati da Google solo “il 12% dei risultati su dispositivi mobili e il 13% su desktop hanno superato la valutazione”, anche se le performance dei siti sono un po’ migliori “quando si tratta di soddisfare i benchmark per un singolo fattore”.

I risultati dell’analisi: problemi per stabilità visiva e velocità di caricamento

Nello specifico, per il First Input Delay “il 99% degli URL desktop e l’89% degli URL mobili soddisfano il benchmark di 100 millisecondi”, e questo “è un buon segno per gli utenti, poiché significa che saranno in grado di interagire immediatamente con quasi tutte le pagine su cui arrivano”.

Più problematici gli altri due parametri: per il Largest Contentful Paint “il 43% degli URL per dispositivi mobili e il 44% degli URL desktop supera la valutazione” e quindi carica il contenuto principale in meno di 2,5 secondi. Per il Cumulative Layout Shift superano la valutazione di 0,1 “il 46% degli URL per dispositivi mobili e il 47% degli URL desktop”.

Ciò significa, quindi, che “la maggior parte delle pagine su cui atterrano gli utenti impiega più di 2,5 secondi per caricarsi e mostra cambiamenti di layout imprevisti”, fornendo quindi una esperienza non ottimale alle persone, che devono “aspettare il caricamento di una pagina mentre il contenuto oscilla su e giù per lo schermo”.

Dove concentrare gli sforzi

I Core Web Vitals, come sappiamo, sono indicatori che misurano la qualità dell’esperienza di navigazione e che sono stati introdotti per dare un riferimento ai siti sul livello di “page experience” offerto, con l’obiettivo di migliorare costantemente la qualità dell’esperienza delle persone sul Web, che dovrebbe essere sempre “utile e piacevole”.

Quello che emerge dallo studio è che attualmente le aree più critiche sembrano essere LCP e CLS, e quindi velocità e stabilità del layout sono gli aspetti su cui concentrare gli sforzi e gli interventi.

Per la SEO, però, ci sono anche altri aspetti da valutare: anche “se il tuo sito non soddisfa i benchmark di web vitals oggi, ciò non significa che non verrà classificato affatto”, sottolinea l’articolo, perché “la ricerca è complessa e i Core Web Vitals sono solo tre dei tanti fattori che Google prende in considerazione quando classifica le pagine”.

Ciò che resta prioritario al momento – e probabilmente anche con il nuovo fattore di ranking da maggio 2021 – è il contenuto, la sua qualità e la sua pertinenza rispetto alla query e al search intent: “Una pagina più pertinente di solito vincerà su una pagina più veloce, ma con contenuti meno pertinenti”, conclude Southern.

Come ottimizzare il sito per il Page Speed Update

Entra più nei dettagli dei consigli di ottimizzazione del sito per questo grande cambiamento un altro approfondimento su Search Engine Journal (da cui sono tratte le successive immagini), curato da Rachel Costello, che individua sette aspetti della page experience per l’utente su cui concentrare le nostre attenzioni, come ad esempio i modi per assicurare un caricamento visivo più veloce e fluido, migliorare l’usabilità mobile e offrire una maggiore sicurezza del sito.

I nuovi fattori di ranking della Page Experience

Innanzitutto, è opportuno ricordare quali saranno i diversi elementi che contribuiranno a determinare l’esperienza complessiva di una pagina. È Google stesso a chiarire da maggio 2021 che gli algoritmi valuteranno ai fini del posizionamento anche:

  • Segnali web essenziali. Le tre metriche chiave per valutare le prestazioni, che misurano il caricamento visivo, l’interattività e la stabilità visiva di una pagina durante il caricamento per gli utenti.
  • Compatibilità con i dispositivi mobili. La capacità di un sito di essere mobile friendly, e quindi la sua facilità di utilizzo e di navigazione sui dispositivi mobili, inclusa la leggibilità dei contenuti e se i link e gli elementi della pagina sono cliccabili e accessibili.
  • Navigazione sicura. Valuta se un sito presenta problemi come malware, phishing e contenuti compromessi, per garantire che gli utenti possano navigare in sicurezza.
  • HTTPS. Si concentra sul fatto che la connessione di un sito Web sia sicura e se il sito viene servito, o meno, tramite il consigliato protocollo HTTPS.
  • Interstitial non intrusivi. Assicura che i contenuti cruciali della pagina non siano ostruiti per gli utenti durante la navigazione.

I 7 interventi per ottimizzare il sito per la Page Experience

Ecco dunque quali sono i consigli di Rachel Costello per farci trovare pronti all’appuntamento del prossimo maggio, ma non solo: il miglioramento dell’esperienza sulla pagina può avere effetti positivi sia a breve che a lungo termine, perché servirà a garantire che i nostri utenti possano vivere esperienze di qualità sulle nostre pagine.

Questo lavoro non riguarda infatti solo il soddisfare determinati criteri per i motori di ricerca, ma il tentativo di fornire le migliori esperienze possibili per gli utenti reali, che dovrebbe essere un obiettivo prioritario per qualunque sito.

  1. Precaricare le risorse chiave per accelerare i tempi di caricamento visivo

Uno dei primi indicatori per un utente che una pagina sta caricando è l’apparizione di contenuti above the fold. È qui che entra in gioco il Largest Contentful Paint (LCP), la prima metrica Core Web Vitals per misurare la velocità con cui viene caricato l’elemento principale sulla pagina.

Per identificare qual è l’elemento LCP di una pagina è sufficiente ispezionare la pagina in Chrome DevTools e visualizzare il grafico a cascata nella scheda Performance. Dopo aver identificato l’elemento, lo stesso strumento offre un modo semplice per visualizzare l’avanzamento visivo della velocità di caricamento, profilando la pagina durante il processo e fornendo uno screenshot di come si carica nel tempo.

Feature Screenshots in Chrome DevTools

Chrome DevTools ‘Screenshots’ feature

Questo ci aiuterà a scoprire la velocità di caricamento dei diversi elementi della pagina.

Per accelerare il caricamento dell’elemento LCP e del contenuto above the fold, Costello suggerisce di valutare la possibilità di utilizzare metodi come il preloading per indicare al browser di recuperare prima queste risorse come una priorità.

  1. Ottimizzare la main thread activity minimizzando i long task

Ci sono molti problemi diversi dietro le quinte che possono far sì che un utente debba attendere che il browser risponda dopo il clic o tap su una pagina: questo è ciò che viene misurato dalla seconda metrica Core Web Vitals, First Input Delay (FID).

Si tratta di un’esperienza che può essere frustrante per gli utenti, ma ci sono cose che possiamo fare per risolvere il problema e ridurre i tempi di attesa tra le interazioni umane e le risposte del browser.

I long taks sono uno dei più comuni “colpevoli” di questo problema: essenzialmente, sono pezzi di codice JavaScript che bloccano il thread principale per un lungo periodo di tempo e fanno sì che la pagina si blocchi e non risponda.

Le attività lunghe in Chrome DevTools si trovano nella parte superiore del grafico a cascata nella scheda Main e sono evidenziate con un triangolo rosso; facendo clic su un long task e andando nella scheda Bottom-Up, vedremo suddivise le diverse attività che si sono verificate all’interno dell’attività, come la compilazione e l’analisi degli script.

Long tasks in ChromeDev Tools

La correzione richiesta varierà a seconda delle attività che contribuiscono ai blocchi dei main thread, ma una soluzione comune per la risoluzione di attività lunghe è la suddivisione del codice e l’elaborazione di script in blocchi più piccoli.

  1. Riservare spazio per il caricamento di immagini ed embeds

La terza metrica Core Web Vitals, il Cumulative Layout Shift (CLS), esamina la quantità di spostamento del layout visivo di una pagina durante il suo caricamento e misura un aspetto frustrante di UX che probabilmente abbiamo tutti sperimentato: abbiamo intenzione di fare clic su un link particolare, ma la pagina si sposta e finiamo per cliccare accidentalmente su un’area diversa della pagina.

Una delle cause più comuni di un punteggio CLS elevato, e quindi di una UX scadente, è non riservare spazi per il caricamento di immagini e risorse incorporate.

Esempio di spostamento del layout dal sito BBC Weather

Nell’esempio fornito dall’articolo, la funzione screenshot di Chrome DevTools nella scheda Performance mostra “che il banner di consenso ai cookie di BBC Weather non ha uno spazio allocato per il caricamento”; quindi, una volta caricato, “spinge il contenuto visibile più in basso nel viewport intorno al segno di 3 secondi”. Bisogna invece prevedere uno spazio nella struttura della pagina, di modo che il suo layout resti invariato anche al termine del caricamento della risorsa.

  1. Verificare che i modelli di pagina chiave siano mobile-friendly

Da quando il traffico mobile ha superato il volume da desktop nel 2016, è diventato fondamentale garantire che i siti Web fossero ottimizzati per i dispositivi mobili con cui un numero crescente di utenti stava effettivamente navigando.

Il layout e l’usabilità di un sito Web su un dispositivo mobile possono decidere le sorti dell’esperienza dell’utente: ad esempio, dice Costello, “gli utenti dovrebbero essere in grado di vedere i contenuti importanti in modo chiaro e accessibile, senza dover ingrandire”.

Usabilità mobile: a sinistra un cattivo esempio, a destra un buon esempio

Esistono due modi principali per valutare l’usabilità del sito web sui dispositivi mobili: il primo è monitorare il rapporto Usabilità mobile in Google Search Console (che segnalerà problemi come contenuti che non si adattano allo schermo e testo troppo piccolo, oltre a mostrarci un elenco di URL interessati per ogni problema) ed eseguire i key page template nel test ottimizzazione mobile di Google, che è un buon modo per controllare le singole pagine.

  1. Fare audit per la sicurezza del sito

Oltre alle prestazioni di caricamento e all’usabilità su dispositivi mobili, anche la sicurezza del sito gioca un ruolo nella determinazione dell’esperienza della pagina.

Google spinge per “assicurarsi che i siti Web presentati nelle SERP siano sicuri per la navigazione degli utenti, senza il rischio di problemi di sicurezza” come malware, software indesiderato, phishing e contenuti ingannevoli.

Un modo semplice per verificare se il nostro sito presenta problemi che potrebbero mettere a rischio gli utenti è il rapporto Problemi di sicurezza in Google Search Console.

  1. Verificare che form e risorse incorporate siano serviti tramite HTTPS

Incorporare HTTPS come segnale di esperienza della pagina è un altro modo in cui Google sta cercando di garantire la sicurezza degli utenti durante la navigazione.

La pubblicazione di contenuti che richiedono l’interazione e l’input dell’utente su una connessione HTTP non sicura rappresenta un rischio per gli utenti e rende loro (e i loro dati) più vulnerabili.

Questo aspetto è da ricordare soprattutto per i form in cui gli utenti inseriscono informazioni personali, come i checkout in cui vengono condivise le informazioni di pagamento.

Eseguire un audit SEO per la sicurezza ci permette di verificare la presenza di questi problemi, e anche in SEOZoom c’è uno strumento specifico per scoprire se il sito ha “mixed content”, ovvero contenuti misti con una combinazione di risorse di pagina servita sia su HTTP che su HTTPS.

  1. Controllare che gli interstitial non ostruiscano i contenuti cruciali

Se un sito ha interstitial invadenti che occupano molto spazio su una pagina e rendono difficile per gli utenti accedere a contenuti importanti, questo può creare esperienze negative e frustranti.

Un esempio di un interstitial invadente a sinistra, accanto a un pop-up non invadente a destra

 Un esempio di un interstitial invadente a sinistra, accanto a un pop-up non invadente a destra

Esaminando manualmente le pagine su dispositivi diversi o utilizzare ancora la funzione screenshot di Chrome DevTools ci permette di visualizzare in che modo gli interstitial potrebbero avere un impatto sui nostri utenti.

Il nostro obiettivo deve essere evitare di interrompere le esperienze di navigazione degli utenti: possiamo valutare la possibilità di riprogettare i popup e gli interstitial in modo che non ostruiscano i contenuti importanti sulla pagina, così come intervenire per consentire alle persone di non dover chiudere manualmente questi annunci per poter continuare il loro viaggio sul sito.