Perché il mio contenuto non si posiziona bene su Google e non assicura prestazioni interessanti al dominio? Quante volte abbiamo ripetuto questa frase, analizzando le performance poco confortanti di pagine su cui abbiamo lavorato nelle settimane precedenti, alla ricerca della giusta intuizione per risollevare il loro rendimento e dare una scossa positiva al sito: spesso, la risposta sta in problemi con la SEO on-page, un’area fondamentale dell’attività di ottimizzazione per i principali motori di ricerca, e qui di seguito proviamo a individuare 5 aspetti principali su cui concentrare la nostra attenzione per invertire la rotta e rilanciare contenuti poco performanti.

Intervenire sulla SEO on-page per rilanciare contenuti poco performanti

Il panorama SEO è in continua evoluzione e ovviamente anche la stessa SEO on-page è molto dinamica, e non basta semplicemente intervenire su titolo e meta descrizione per pensare di aver completato il lavoro di ottimizzazione.

Ci sono diversi elementi e aspetti su cui possiamo e dobbiamo concentrarci e, a livello teorico, solo una strategia SEO on-page completa – che comprenda e applichi le best practices e le tecniche di ottimizzazione più efficaci e innovative – può aiutarci a raggiungere il successo a lungo termine. Ovviamente, la quotidianità (e quindi il tempo, il budget o altri ostacoli comuni) ci costringono a limitare le possibilità di curare ogni singolo aspetto di un contenuto e di una pagina, rendendo necessario impostare delle priorità ai nostri sforzi per raggiungere dei risultati anche nel breve tempo.

E così, seguendo anche le indicazioni fornite da Matt Bertram, abbiamo individuato 5 aree della SEO on-page su cui concentrare l’attenzione e gli interventi, per iniziare a modificare i nostri contenuti poco performanti con l’obiettivo di ottenere un posizionamento migliore, cercando allo stesso tempo di chiarire il contesto e il motivo per cui queste modifiche si rendono necessarie.

Contenuto e HTML, le basi per la SEO on-page

Il contenuto effettivo e gli elementi HTML sono i due aspetti principali su cui possiamo intervenire con correzioni e modifiche per provare a rilanciare una pagina poco performante nella Ricerca.

Il contenuto include tutte le risorse scritte, visive e video pubblicate nella pagina: idealmente, tutto ciò che scriviamo e che incorporiamo nel sito dovrebbero essere orientato a fornire valore aggiunto per il pubblico. Quando infatti i contenuti non hanno un obiettivo chiaro e non rispondono a un search intent specifico, ci fanno perdere l’enorme opportunità di presentare all’audience target le informazioni di cui ha bisogno.

A supportare questo obiettivo è anche una buona keyword research, che deve individuare le parole chiave rilevanti per il pubblico e ci permette di costruire contenuti di pagina pertinenti, che soddisfino le loro esigenze.

quali sono gli elementi html della pagina web

Rientra invece tra le componenti HTML qualsiasi parte della pagina web definita in HTML, il codice predefinito dietro le quinte: parliamo di elementi come il titolo, la meta descrizione e il testo alternativo dell’immagine, ma anche gli elementi HTML che fanno rendering della pagina. Tutto questo svolge un ruolo cruciale nel comunicare a Google di cosa tratta la pagina e dà segnali su come dovrebbe essere classificata nei risultati di ricerca. Pertanto, se non usiamo correttamente questi elementi ci esponiamo a un potenziale impatto negativo sul ranking.

5 elementi SEO on-page da modificare per migliorare il ranking su Google

Come sappiamo, esistono molti modi per ottimizzare un sito Web per i motori di ricerca, ma alcuni elementi di base dovrebbero essere presenti in ogni pagina: in particolare, quando riteniamo che le nostre pagine non abbiano prestazioni sufficienti o quando costruiamo nuove pagine, è bene fare particolare attenzione a questi cinque elementi SEO on-page da testare e ottimizzare.

Nulla di particolarmente nuovo o sconvolgente – siamo in linea con quelle che abbiamo definito le tattiche SEO più sottovalutate, per quanto sempre efficaci – ma comunque queste indicazioni possono rivelarsi preziose per dare la scossa a un progetto che sta stagnando.

Migliorare il contenuto scritto

Senza andare a richiamare alla memoria la vecchia massima content is king, il primo elemento a cui rivolgere l’attenzione nel lavoro di ottimizzazione resta comunque il contenuto scritto della pagina.

Se lo scopo principale della scrittura di contenuti è convertire il pubblico in clienti paganti, dice Bertram, dobbiamo assicurarci “che ogni pagina si concentri sul fornire valore al pubblico”, realizzando testi che poggiano su una solida keyword research, che abbiano obiettivi chiari per facilitare l’interazione degli utenti e curando anche tutti gli aspetti legati all’ottimizzazione HTML.

Ciò significa, in particolare, utilizzare correttamente gli heading per strutturare i contenuti e richiamare segnali di pertinenza sul tema sia per i lettori che per i motori di ricerca – suddividendo in maniera ragionata i paragrafi, usando i sottotitoli H2, H3 e così via – e cercare di ottimizzare i parametri E-A-T comunicati dal contenuto, un aspetto particolarmente importante negli argomenti YMYL, anche se tutti i contenuti web possono trarre vantaggio dall’essere realizzati per dimostrare maggiore competenza, autorevolezza e affidabilità.

Scrivere un buon titolo

Il title tag è il “titolo” della pagina ed è un elemento che i motori di ricerca utilizzano per determinare di cosa tratta la pagina stessa. Si tratta di un lieve fattore di ranking, come chiarito da Google, ma può essere utile incentrarlo sulla parola chiave esatta a cui la pagina è indirizzata, così da definirne subito il contesto e l’utilità, rendendo più facile per il pubblico trovarla tra i risultati di ricerca e comprenderne immediatamente le possibili informazioni che vi si trovano.

A questo proposito, può essere utile approfondire la differenza tra title tag e H1 e leggere alcuni consigli di ottimizzazione di questi elementi.

Usare una buona struttura di URL

Gli URL svolgono un ruolo essenziale sia nella SEO che nell’esperienza utente: ogni pagina web genera un URL univoco e potrebbe essere utile impostare una struttura di URL parlanti, che contengano le giuste parole chiave per aver senso per il pubblico di riferimento.

Una delle più classiche tattiche di ottimizzazione è creare URL SEO-friendly, ovvero indirizzi che siano brevi e precisi – gli URL lunghi e complicati possono risultare difficili da comprendere per i motori di ricerca, ma soprattutto rappresentano una sfida per gli utenti – e che possibilmente contengano una parola chiave, che è un modo semplice per aiutare Google a determinare il contenuto della pagina.

Più di tutto, gli URL dovrebbero essere facili da decifrare, ricordare o riconoscere, perché questo consente  alle persone di digitare con maggior facilità l’indirizzo nella barra di ricerca nel caso in cui debbano tornare a una pagina specifica e semplificano anche le operazioni di condivisione (comprese quelle sui social).

Inserire un alt text delle immagini appropriato

Gli elementi visual sono sempre più vitali all’interno di un sito web – siamo nell’era della attention economy, dicevamo non troppo tempo fa, e a far differenza è spesso la creatività visiva più che le sole parole – e nonostante i creatori di contenuti dedichino attenzione a questo aspetto, c’è ancora un fattore della SEO on-page che risulta molto trascurato, ovvero l’inserimento di un alt-text per immagini e video.

Il testo alternativo è la descrizione dell’immagine o del video che viene visualizzata dietro all’elemento visivo stesso: in genere, su un sito Web ben funzionante non compare, perché serve come modo alternativo di informare i lettori di ciò che contiene quella risorsa.

Ad esempio, se una foto non viene visualizzata correttamente una volta quando la pagina è caricata completamente, il testo alternativo prenderà il suo posto in modo che le persone possano ancora capire cosa stavamo cercando di mostrare loro. Ancora più importante, l’alt-text garantisce che i contenuti siano accessibili a tutti coloro che li visualizzano, rendendo determinati tipi di contenuti comprensibili anche agli utenti con disabilità visive o uditive: difatti, gli screen reader usati da queste persone leggono proprio il testo alternativo per spiegare gli audio o video associati a una pagina.

Oltre all’aspetto legato alla accessibilità, l’alt-text può essere un fattore SEO perché ci permette di inserire chiave di destinazione che i motori di ricerca possono usare per capire e indicizzare meglio gli elementi visivi, consentendoci di ottenere buoni posizionamenti su Google Immagini oltre che sulla Ricerca standard su Google.

Gestire la linking interna ed esterna

Non bisogna mai avere paura di linkare, perché i link rappresentano la base stessa del concetto (e del funzionamento) del web.

Come sappiamo, esistono due tipologie di collegamento: i link interni sono quelli che, intuitivamente, puntano a pagine all’interno dello stesso dominio, mentre i link esterni sono quelli che portano i lettori verso siti di destinazione differenti.

I link interni possono aiutano Google a comprendere il contesto di una pagina e come si relaziona ad altre pagine del sito, e permettono di costruire un percorso ideale per guidare un utente tra le varie pagine del sito, conducendolo verso risorse utili per la nostra attività.

I link esterni, d’altra parte, possono servire a rafforzare la fiducia dei lettori collegando a fonti affidabili e offrendo maggiori informazioni su argomenti complessi o da approfondire più accuratamente.

Il miglioramento passa da un controllo continuo

Garantire che la SEO on-page sia efficace e all’altezza delle ambizioni è un processo continuo che dovrebbe essere sempre integrato nella tua strategia SEO. Per verificare l’avanzamento delle ottimizzazioni è cruciale condurre audit regolari sul sito, che evidenzino gli errori e i punti su cui intervenire per orientare i nostri sforzi.

Con il giusto supporto e con alcune correzioni (neanche troppo complicate, in genere) possiamo riuscire a  migliorare la SEO on-page e permettere alle nostre pagine di generare lead e conversioni di alta qualità.