L’ottimizzazione del sito è un lavoro continuamente in progress, perché sappiamo che il contesto di competizione e lo scenario (ovvero, i motori di ricerca) sono dinamici e cambiano di frequente. È quanto mai importante quindi cercare di essere sempre aggiornati e di mettere in campo le tecniche più adatte a raggiungere il successo nelle SERP: non è infatti necessario (né forse possibile) primeggiare in tutti gli oltre 200 fattori di ranking su Google, perché alcune variabili hanno molto più peso di altre e possiamo inizialmente concentrare gli sforzi solo su questi elementi essenziali della SEO.

Il peso crescente del mobile

È nel marzo 2018 che è partito ufficialmente il mobile-first index di Google ma, come ricorda Chuck Price nel suo articolo su Search Engine Journal, i marketer più svegli avevano già iniziato ad adottare un approccio mobile-first molto prima del lancio ufficiale.

“È giunto il momento di superare il desktop-only e abbracciare i dispositivi mobili”, diceva Danny Sullivan, e nel tempo sono stati vari i progressi in questo campo, che culmineranno nello switch definitivo al sistema di scansione, programmato per il marzo 2021.

Le ottimizzazioni di base per un sito mobile-friendly

Grazie a questa attenzione costante, abbiamo compreso che ci sono alcune aree e interventi di base che dobbiamo curare per avere un sito mobile-friendly, ottimizzato per la navigazione da dispositivi mobili:

  • Rendere il sito adatto e adattabile a qualsiasi tipo di dispositivo – desktop, mobile o tablet.
  • Ridimensionare sempre le immagini quando si usa un design responsive, soprattutto per gli utenti mobili.
  • Usare meta titoli brevi, più facili da leggere sui dispositivi mobili.
  • Evitare i popup che coprono i contenuti e impediscono ai visitatori di intravedere che cosa trattano i contenuti.
  • Spesso, su device mobile less is more: in un mondo mobile-first, i contenuti long-form non equivalgono necessariamente a più traffico e ranking migliori.
  • Non usare il cellulare come scusa per il cloaking: gli utenti e i motori di ricerca devono vedere lo stesso contenuto.

Le aree di intervento per la technical SEO

La SEO tecnica può inizialmente apparire un’area intimidatoria e complicata, ma grazie all’uso dei SEO tool le procedure di controllo e gestione delle problematiche diventa molto più fluida e anche fare un audit SEO completo o una scansione con uno spider diventa semplice.

La chiave è sapere come interpretare i dati forniti e cosa farne, e si può iniziare controllando i seguenti aspetti:

  • Assicurarsi che il sito sia mobile-friendly.
  • Verificare la presenza di errori nello status code e correggerli.
  • Controllare il file txt per gli errori, ottimizzando se necessario.
  • Controllare l’indicizzazione del sito tramite Google Search Console, esaminando e risolvendo eventuali problemi rilevati.
  • Correggere i tag title e le meta description duplicati.
  • Controllare il contenuto del sito web, analizzando le statistiche sul traffico in Google Analytics – e la Panoramica Contenuti della nostra suite – e valutando la possibilità di migliorare o eliminare i contenuti con prestazioni insufficienti.
  • Corregge i broken link, i collegamenti interrotti che sono nemici dell’esperienza utente e potenzialmente del ranking.
  • Inviare la Sitemap XML a Google tramite Google Search Console.

L’impatto dei Core Web Vitals

Abbiamo parlato spesso di recente dei Core Web Vitals, l’iniziativa di Google progettata per quantificare le metriche essenziali per un sito web in salute, con l’obiettivo finale di offrire la migliore user experience possibile. A partire dal 2021, il segnale “Page Experience” sarà incorporato nell’algoritmo principale di Google e diventerà un fattore di ranking – seppure non il più importante fattore, come poi spiegato da Mountain View – e inizialmente prenderà in esame “l’esperienza di caricamento, l’interattività e la stabilità visiva del contenuto della pagina e la loro combinazione”, scelte come le fondamenta dei Core Web Vitals del 2020.

Ognuna di queste metriche si concentra su un aspetto unico dell’esperienza utente e, inoltre, è misurabile e quantificabile per una determinazione oggettiva del risultato. Conosciamo anche quali sono i principali strumenti per misurare i Core Web Vitals:

  • PageSpeed ​​Insights, che misura le prestazioni di dispositivi mobili e desktop e fornisce consigli per il miglioramento.
  • Lighthouse, tool open source che aiuta gli sviluppatori a migliorare la qualità delle pagine web, con varie funzionalità e controlli SEO.
  • Search Console, che ora include un rapporto specifico, che mostra il rendimento degli URL raggruppati per stato, tipo di metrica e gruppo di URL.

I contenuti devono rispondere all’intento degli utenti

Scrivere contenuti di qualità, ottimizzarli e ottenere backlink validi è ora solo l’inizio per posizionare una keyword: il machine learning e il deep learning continuano a evolversi e assumono sempre più peso nell’algoritmo principale di Google.

L’obiettivo finale del motore di ricerca è comprendere il contesto della ricerca e fornire risultati in base al search intent, il motivo per cui la persona lancia la query in prima battuta. Questa situazione rende la ricerca e la selezione di keyword di livello avanzato più importanti che mai.

Per cominciare, è necessario riconoscere che ci sono alcune parole chiave e query per le quali sarà impossibile classificarsi: la pertinenza contestuale di una keyword deve essere in linea con una query di ricerca. Pertanto, prima di spendere tempo e risorse per cercare di classificare una frase, è necessario esaminare le SERP, i siti classificati e i contenuti correnti: a meno che il proprio sito web e la landing page “non siano simili a ciò che è in classifica, è probabile che non sarà possibile inserirsi”, dice Price.

Sfruttare il content marketing

Non è facile emergere e far emergere il proprio lavoro, perché c’è un rumore di fondo che disturba gli utenti e spesso li distrae: si stima che entro quest’anno saranno prodotti 44 zettabyte di dati ogni giorno, pari a 8,48 trilioni di canzoni o 1.440 anni di video HD ogni giorno.

La sfida per superare la confusione diventerà esponenzialmente più difficile col passare del tempo, e quindi è importante curare la strategia di content marketing in modo oculato. Tra i vari aspetti da valutare ci sono:

  • Creare una combinazione di contenuti utili, informativi e interessanti.
  • Promuovere gli articoli sui canali social.
  • Monopolizzare i trending topic relativi ai propri contenuti o promossi sui social media.
  • Ricordare che le immagini e i video in genere convertono meglio del solo testo.
  • Aggiornare i contenuti obsoleti e a basso traffico.

Le opportunità di Schema

I markup di Schema.org sono utili per abilitare la visualizzazione di rich snippet, le funzionalità avanzate che appaiono nei risultati di ricerca di Google.

Oggi tutti i principali motori di ricerca – non solo Big G, ma anche Yahoo, Bing e Yandex – supportano l’uso dei microdati e dei dati strutturati, che possono fornire più contesto a una pagina web e migliorare l’esperienza di ricerca, anche se ufficialmente non hanno influenza sul ranking.

Le applicazioni di questo vocabolario sono davvero ampie, e tra i più comuni utilizzi di marcature che attivano rich results ci sono recipes, products, articles, reviews, events, FAQ, Q&A, organizations, people e Local Businesses. Implementare i markup di schema è in realtà abbastanza semplice e ci sono anche specifici plugin che permettono di compiere questa operazione.

Fornire una UX di buon livello

L’user experience o UX è l’insieme di componenti incentrate sull’acquisizione di informazioni sugli utenti, le loro esigenze, i loro valori, le loro capacità e i loro limiti, e prende in considerazione anche gli obiettivi e gli obiettivi aziendali.

Le best practices di UX si concentrano sul miglioramento della qualità del servizio fornito alle persone che interagiscono col sito, e secondo gli esperti i fattori che influenzano l’esperienza sono:

  • Utilità: i contenuti devono essere unici e soddisfare un’esigenza.
  • Usabilità: il sito web deve essere facile da usare e da navigare.
  • Attrattività: gli elementi di design e il brand dovrebbero suscitare emozione e apprezzamento.
  • Trovabilità: integrare il design e gli elementi di navigazione per consentire agli utenti di trovare facilmente ciò di cui hanno bisogno.
  • Accessibilità: il contenuto deve essere accessibile a tutti, compreso il 10 per cento della popolazione con disabilità.
  • Credibilità: il sito deve essere affidabile affinché gli utenti possano dare credito alle informazioni e ai servizi proposti.
  • Valore: il sito deve fornire valore all’utente, in termini di esperienza, e all’azienda in termini di ROI positivo.

L’importanza della SEO off-page

La competizione in SERP è spietata e non si può fare affidamento al solo lavoro onpage: i link sono stati uno dei principali fattori di ranking (per molti, IL principale) per un bel po’ di tempo e ancora oggi hanno un peso rilevante per conquistare le posizioni più alte.

Certo, Google è diventato più abile nell’identificare e svalutare i link contenenti spam, e quindi è fondamentale che la strategia di link building si concentri sulla qualità piuttosto che sulla quantità dei riferimenti. Inoltre, una tecnica che può dare buoni risultati – anche solo come miglioramento della reputazione online SEO – è trovare e rivendicare menzioni al sito senza link, da provare a trasformare in veri e propri backlink naturali.