Conoscere i competitor online per migliorare i propri progetti

Le ultime statistiche dicono che in tutto il Web si contano oltre un miliardo di siti e che la quantità di traffico per la navigazione globale ha superato i 2 zettabyte, con stime ulteriori di crescita entro i prossimi quattro anni, quando si arriverà a circa 5 miliardi di utenti worldwide. Insomma, Internet è sempre più popolato e, perciò, pensare al proprio progetto online senza avere un quadro preciso di tutto il contesto, a cominciare dai competitor, rischia di essere una strategia miope e poca produttiva.

Sfruttare i competitor per ottimizzare il sito

Già in altri articoli abbiamo cercato di evidenziare l’importanza di un’analisi della concorrenza e dello studio dei competitor che sono presenti online, che rappresentano al tempo stesso – per dirla in termini di marketing – una “minaccia” e un’opportunità per il proprio business. Se infatti è chiaro che la presenza di altri protagonisti in scena può avere conseguenze sul proprio progetto, sia in termini di traffico che di posizionamento delle parole chiave, è forse meno intuitivo interpretare gli “avversari” in chiave positiva.

Google riconosce chi copia

Non avere “paura” dei competitor è anche uno dei suggerimenti arrivati da John Muller nel corso dei suoi hangouts: in particolare, il Senior Webmaster Trends Analyst di Google ha spiegato che il sistema del motore di ricerca riesce a differenziare con successo domini simili, anche se possiedono profili simili di link. Questo significa che anche in casi di concorrenza “sleale” e agguerrita (con siti che copiano i nomi di dominio o imitano le strategie editoriali o le campagne di link building dal proprio progetto) Google è comunque capace di identificare quello “originale”, per così dire, che viene premiato con maggiori preferenze nei risultati di ricerca.

Si tratta di un’informazione molto utile per webmaster e gestori di siti preoccupati dalla concorrenza, che può alleviare in parte le loro preoccupazioni e che, al tempo stesso, offre anche un altro consiglio pratico per mettere a punto una strategia vincente: non si deve mai copiare in maniera pedissequa e piatta l’attività dei competitor, ma bisogna utilizzare gli strumenti a disposizione per capire quali sono i punti di forza dei concorrenti e, quindi, quali aspetti migliorare del proprio progetto.

Gli strumenti per scoprire i competitor online

In questo senso, SEOZoom offre come sappiamo una serie di tool immediatamente utilizzabili per individuare i competitor organici e per scoprire in particolare gli intent gap, vale a dire i “buchi” di contenuto e di parole chiave che un dato articolo presenta rispetto ai testi più performanti della concorrenza, quelli che si sono meglio posizionati. Se queste rappresentano le soluzioni più note per lo studio e l’analisi dei competitor, ci sono però almeno altre due notazioni da fare, due tool al 100 per cento made in SEOZoom che possono aiutare a rendere più efficace la propria strategia online.

Usare la Time Machine per monitorare la concorrenza

Parliamo innanzitutto della Time Machine, lo strumento che in questi mesi abbiamo imparato a conoscere e utilizzare per identificare i cali di traffico e di posizionamento delle nostre keyword ma che, in maniera strategica, può servire anche a “scovare” i nuovi contenuti preferiti da Google e, quindi, gli avversari che stanno ottenendo performance migliori. La macchina del tempo di SEOZoom permette di verificare gli snodi centrali che possono aver influito su un calo o su una crescita del progetto online, intercettando il periodo di tempo in cui si sono verificati i movimenti e aiutando a comprendere i fattori che lo hanno determinato, come ad esempio interventi alla parte grafica o relativi all’usabilità strutturale del sito, o per l’appunto la comparsa in scena di un nuovo competitor. Se eseguiamo l’analisi sul dominio concorrente, più nello specifico, si ottengono informazioni sulle loro prestazioni e sul momento preciso in cui gli avversari hanno guadagnato traffico, da interpretate in maniera strategica per ottimizzare il proprio lavoro.

Valutare la Zoom Authority dei siti competitor

L’altro parametro che può servire ad analizzare la concorrenza è la Zoom Authority, la metrica che rapidamente si è imposta come l’indicatore più usato e apprezzato per chi deve valutare la qualità di un sito web. In sintesi, il valore numero della ZA consente di capire subito lo stato di salute di un sito web e il suo rendimento nelle ricerche su Google, rappresentando una classificazione del dominio nell’intero panorama web e indicando il comportamento e il gradimento di Google nei confronti del sito web in questione. La “rivoluzione” rispetto ad altri sistemi deriva dai parametri usati per definire la Zoom Authority, che sono le stesse metriche degli algoritmi di Google, come quantità e qualità di keyword posizionate, stabilità di posizionamento, traffico “reale” e opportunità di crescita, racchiuse nelle tre indicazioni di Trust (che sintetizza la fiducia dimostrata da Google per il sito web in questione), Stabilità (il livello mantenuto dal posizionamento organico del sito) e Opportunità (quanto può crescere il sito web nei mesi successivi).

Anche Google usa metriche per classificare i domini

La conferma del valore strategico di una metrica come la Zoom Authority è arrivata (ancora una volta) dalle parole di John Muller, che ha svelato qualcosa che in molti già ipotizzavano, ovvero che anche Google utilizza dei sistemi interni per mappare e tenere traccia dei siti. Nello specifico, Muller ha chiarito che Google possiede metriche sia a livello di sito che di pagina, che servono anche a “map into similar things”, ovvero creare delle mappe di “cose simili”. Inoltre, il Senior Webmaster di Big G ha anche aggiunto che gli algoritmi valutano in maniera differente i nuovi contenuti anche sulla base della autorevolezza (o “autorità”) del sito che li pubblica: se si tratta di un sito Web sconosciuto o di un sito Web che Google valuta di qualità inferiore, non sarà posizionato rapidamente o facilmente, mentre al contrario un sito conosciuto di cui Google si fida otterrà risultati veloci e generalmente migliori. Questo sistema non si basa solo sui link, comunque, ma sull’idea generale che Google si fa di un sito: se generalmente propone buoni contenuti, magari letti e apprezzati, è probabile che anche il nuovo contenuto sia di tale livello e quindi viene premiato con un valore di rank superiore dall’algoritmo.

GM

Redazione

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