Un grande beneficio o un potenziale rischio per i risultati del traffico: secondo Google, l’assunzione di uno specialista SEO a cui affidare il lavoro di ottimizzazione del sito può determinare uno scenario o l’altro ed è quindi un’opzione da valutare con molta attenzione. Se ne parla nel nuovo episodio di Search for Beginners, che fornisce qualche consiglio pratico per evitare guai e problemi.

A cosa serve uno specialista SEO

Il video, caricato sul canale YouTube di Google Webmasters, comincia con la definizione di SEO, ricordando che in inglese indica sia l’acronimo Search Engine Optimization (e quindi l’attività di ottimizzazione per i motori di ricerca), ma anche Search Engine Optimizer, e quindi chi concretamente pianifica e mette in pratica gli interventi sul sito.

Secondo Google, assumere uno specialista SEO “può potenzialmente migliorare il tuo sito e farti risparmiare tempo”, ma c’è anche il rischio “di danneggiare il tuo sito e la tua reputazione se ingaggi qualcuno che dà dei cattivi consigli o che suggerisce delle cattive pratiche e delle cattive scorciatoie”.

Non cercare scorciatoie sbagliate

Pertanto, Google fornisce una serie di raccomandazioni generali da tenere a mente se vogliamo collaborare con uno specialista SEO o inserirne uno in azienda.

Innanzitutto, dobbiamo “sottoporre a un colloquio il potenziale consulente SEO” per valutarne l’esperienza e capire gli ambiti di competenza. Un buon SEO non si concentra solo sul posizionamento nei motori di ricerca – cioè dove appare il sito su Google – “ma anche su come può aiutare la tua azienda a migliorare il modo in cui appare”, ad esempio implementando la scheda Google My Business.

Come individuare un buon SEO specialist

Secondo i Webmaster di Google, un buon consulente SEO dovrebbe informarsi e fare domande sull’attività per cui è impegnato, come ad esempio “cosa rende la tua azienda, i tuoi contenuti o i tuoi servizi unici, e quindi preziosi per i clienti? Com’è il tuo cliente tipo? Come trovano il tuo sito in questo momento? Come fa la tua azienda a fare soldi, e come può aiutarti la Ricerca? Quali altri canali stai usando? Ti pubblicizzi offline? E sui social network? Chi sono i tuoi concorrenti? Cosa fanno bene online e, potenzialmente, offline?”.

Se l’esperto non sembra interessato a saperne di più sulla vostra azienda da un punto di vista olistico – ovvero, considerando tutte le componenti che contribuiscono o possono influire sul rendimento, non solo sui motori di ricerca – sarebbe preferibile valutare la possibilità di cercare un altro candidato.

Le caratteristiche di un consulente capace

È difficile, se non impossibile, “ottimizzare adeguatamente un sito senza conoscere gli obiettivi dell’azienda, i suoi clienti e gli altri sforzi di marketing esistenti”, ci spiegano da Mountain View.

Un’altra categoria di specialist da guardare con sospetto è quella di chi offre “garanzie irrealistiche di comparire per primi su Google”: nessuno può garantirci questo risultato (lo sappiamo e Google ce lo conferma una volta di più) e “spesso quelli che cercano di farlo utilizzano delle pratiche che violano le linee guida di Google Webmaster, come la creazione di link innaturali e siti doorway“.

Tali attività, che rientrano nella black hat SEO, possono portare alla rimozione permanente delle pagine o dell’intero sito dai risultati di Google, se ci sono delle violazioni particolarmente gravi.

Gli altri step per assumere un buon SEO

Il secondo passo nell’assunzione di un esperto SEO è controllare le referenze: Google consiglia di parlare “con i clienti precedenti per avere conferme che il professionista abbia fornito una guida utile e che abbia lavorato efficacemente con i loro team”.

È anche importante assicurarci che i risultati ottenuti grazie alle sue strategie “siano stati duraturi e non temporanei”, perché un buon esperto aiuta a rendere la SEO parte delle operazioni generali dell’attività online. Quindi, dovrebbe concentrarsi sui piani a lungo termine e sull’aiutare la crescita generale del brand.

Un test per valutare il SEO

L’ultimo step è richiedere un audit SEO di prova tecnico e sul rendimento nella Ricerca: quando abbiamo trovato un candidato di fiducia, possiamo mostrargli una visuale ristretta (non un accesso completo o di scrittura, mette in guardia il video) ai nostri dati di Google Search Console o di Analytics”.

Prima che possa effettivamente apportare modifiche al sito, è meglio testarlo sul campo e affidargli un audit completo, per ricevere il suo parere e soprattutto una lista di priorità di aree su cui pensa bisognerebbe intervenire per migliorare la SEO.

Ottenere consigli mirati e basati sul sito

Nell’analisi, l’esperto SEO dovrebbe indicare i problemi in modo prioritario e indicare i miglioramenti suggeriti, basati sui dati relativi al nostro sito (non quindi consigli generali), ben applicabili alla nostra presenza online e senza ricorso a pratiche innaturali che possono violare le linee guida di Google Webmaster.

I suggerimenti migliori si focalizzano sulle tecniche e sulle strategie “che hanno come obiettivo un pubblico umano e non un motore di ricerca”, dice Google, e l’audit dovrebbe anche stimare l’investimento complessivo e il potenziale impatto positivo sull’azienda.

È il momento di scegliere il SEO

Dopo aver fatto i colloqui, controllato le referenze e letto gli audit tecnici forniti, dovremmo essere pronti a valutare i nostri potenziali esperti SEO: un buon consulente è quello che dà “la priorità a idee che miglioreranno la tua azienda usando meno risorse possibili“, prosegue ancora il video su YouTube.

È possibile che l’esperto suggerisca dei miglioramenti che potrebbero richiedere più tempo all’inizio, ma che serviranno a costruire la crescita sul lungo termine. Per questo, un buon SEO specialist è “una persona con cui poter lavorare e sperimentare, da cui poter imparare e con cui costruire un cammino da seguire per te e la tua azienda”.

Una volta assunto il profilo che si avvicina maggiormente a queste caratteristiche, dobbiamo “lavorarci insieme per stabilire preventivamente obiettivi, metriche e il modo con cui traccerete i risultati, in modo da sapere che cosa otterrete”.