Come colmare gli intent gap con i competitor

In uno degli ultimi appuntamenti con l’English Google Webmaster Central office-hours hangout, il Senior Webmaster Trends Analyst di Google John Mueller ha dedicato molta attenzione all’analisi dei cambiamenti in atto nelle SERP del motore di ricerca più utilizzato del mondo, rispondendo alle tante domande che gli utenti facevano circa il cosiddetto (e a torto) medical update di agosto.

Google cambia le SERP per rilevare il search intent

Nello specifico, il portavoce di Google si è soffermato su alcuni punti chiave per il nostro lavoro, spiegando ad esempio che è cambiato il modo con cui il motore di ricerca interpreta l’intento dei ricerca dell’utente e, allo stesso tempo, il modo in cui i robots interpretano a quale intento di ricerca le pagine rispondano. Facendo una battuta, poi, Mueller ha aggiunto che se con gli aggiornamenti un sito ha perso tante posizioni non significa semplicisticamente che il contenuto proposto è scarso, ma che “secondo l’intento dell’utente rilevato da Google quella pagina non è più la migliore risposta“. Allo stesso tempo, Mueller continua a evidenziare come non esista un “magic bullet” o trucco per riuscire a posizionare un sito al di sopra degli altri, ma che bisogna lavorare su quelle che sono le possibili aspettative degli utenti e sul modo di accontentarle al meglio attraverso i contenuti del proprio sito, cercando anche di interagire con altri webmaster per confrontarsi sulle idee e sulle possibili soluzioni.

L’analisi dei competitor per colmare il divario

Il confronto suggerito da Mueller può essere anche interpretato in un’altra direzione, spingendo piuttosto sull’analisi dei competitor per cercare di capire quale sia l’intent di ricerca dei lettori o, quanto meno, quale sia il tipo di richiesta che viene interpretata e premiata dai motori di ricerca. Un tema che abbiamo già affrontato nelle scorse settimane, ma che trova in SEOZoom un nuovo supporto con una feature tanto originale quanto utile, denominata Analisi dell’Intent Gap.

Migliorare il posizionamento studiando i competitor

In qualsiasi tipo di attività è fondamentale riuscire a identificare il divario tra domanda e offerta, e il mondo dell’online non fa certo eccezione: uno dei primi metodi per verificare le proprie carenze (oltre l’analisi dei dati che rivela prestazioni non esaltanti) è proprio il confronto con i competitor che invece risultano vincenti e che, evidentemente, hanno messo a punto strategie migliori o propongono contenuti che rispondono meglio alle esigenze di robots e utenti. Lo studio delle “lacune” del proprio sito web serve a capire quali sono le tendenze dei contenuti, consente di concentrarsi su aree specifiche, di rafforzare la tua reputazione online e di attirare traffico rilevante, ma soprattutto offre spunti e idee su come posizionare più in alto le proprie pagine in aree strategiche rispetto alla concorrenza.

Analisi Intent Gap SEOZoomL’analisi Intent Gap di SEOZoom

Colmare il divario e ridurre le distanze (o preparare il sorpasso) è proprio l’obiettivo dell’ultima feature messa a punto da SEOZoom, che come detto consente di scoprire, analizzare e intervenire sull’Intent Gap, le carenze di focus che una pagina Web denota rispetto a quelle che stanno ottenendo prestazioni migliori su Google. Dal punto di vista pratico, questo strumento segnala tutte le keyword che per la pagina o la sezione del sito in esame dovrebbero essere rilevanti perché lo sono per i competitor riconosciuti dal sistema; in aggiunta alle keyword, poi, il tool mostra anche i termini assolutamente rilevanti per il topic e tutti i termini secondari che hanno comunque rilevanza per la tipologia di pagina, e in tutti e tre i casi ci sono delle indicazioni iconiche per capire il relativo utilizzo o meno nella pagina.

Una funzione per mettere a fuoco il search intent con l’analisi dei competitor

Per sviluppare la funzione è stato necessario eseguire analisi in differenti e molteplici passaggi, come ha spiegato Ivano Di Biasi in un post sul gruppo Facebook, che è servito a “scovare termini rilevanti e topic correlati che potrebbero sembrare irrilevanti, ma che Google si aspetta di trovare per l’argomento specifico”. Lo strumento Analizza Intent Gap consente anche di ottenere spunti per la creazione di contenuti già ottimizzati per il posizionamento, sempre a partire dall’analisi dei risultati dei competitor più performanti: nella “Composizione Query” si può capire quali testi inserire nelle pagine anziché duplicare innumerevoli varianti (e con una sola frase è potenzialmente possibile intercettare anche 5 o 6 keyword), mentre utilizzando il tasto “Scarica” si genera un testo che già contiene “tutto quello che si dovrebbe mettere nella pagina per centrare il search intent dell’utente“.

GM

Redazione

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