Ci impegniamo, ragioniamo, interveniamo e ci arrovelliamo: perché il nostro sito perde gradualmente traffico? Da cosa dipende questa improvvisa e lenta discesa? Secondo John Mueller, interrogato nel corso di un recente Webmaster Hangout, ci sono in genere 5 cause che possono determinare questa situazione, e conoscere le ragioni ci può aiutare a compiere azioni per invertire la rotta.

Perché il mio sito perde traffico?

Un utente approfitta dell’ora di dialogo su YouTube per interrogare il Senior Webmaster Trends Analyst di Google sul problema che affligge il suo sito: “Dal 2017 stiamo perdendo in modo graduale ranking in generale e anche su keyword rilevanti“, dice, aggiungendo di aver fatto delle verifiche sui backlink ricevuti, che nella metà dei casi derivano da un singolo sottodominio, e sui contenuti (auto-generati tramite un tool, non più usato da alcuni anni).

La domanda dell’utente è quindi duplice: innanzitutto, chiede un consiglio a Mueller su come arrestare il graduale calo di traffico, ma anche un suggerimento pratico sul’eventuale uso del disavow link per rimuovere tutti i backlink del sottodominio, temendo che tale azione possa provocare ulteriori effetti al ranking.

Individuare le cause del calo

Mueller comincia dalla seconda parte di domanda, e risponde in modo netto: “Se rimuovi col disavow una parte significativa dei tuoi link naturali ci possono essere sicuramente degli effetti negativi sul ranking”, confermando ancora una volta il peso dei link per il posizionamento su Google.

Venendo poi alla parte più pratica, e quindi alle cause possibili del calo di traffico e posizioni, il Googler pensa che i contenuti proposti possano essere buoni (“se si tratta di documenti informativi extra riguardanti il tuo sito, i prodotti o i servizi che offri”) e quindi non serve bloccarli o rimuoverli dall’indicizzazione. Pertanto, a prima vista si può dire che “né i link né i contenuti sono direttamente le cause del calo del sito”.

I motivi per cui un sito perde ranking

Mueller articola la sua risposta in maniera più estesa, dicendo che in casi del genere, “quando stai vedendo una specie di calo graduale per un periodo di tempo abbastanza lungo”, può esserci una sorta di “naturale variazione del posizionamento” che può essere determinata da cinque possibili motivi.

  1. Cambiamenti dell’ecosistema Web.
  2. Modifiche dell’algoritmo.
  3. Cambiamenti delle ricerche degli utenti.
  4. Cambiamenti delle aspettative degli utenti sui contenuti.
  5. Cambiamenti graduali che non derivano da grandi e drammatici problemi dei siti Web.

Il sistema di posizionamento di Google è in continuo movimento e c’è sempre chi sale e chi scende (il miglioramento di ranking di un sito è la perdita di posizione di un altro, inevitabilmente). Premesso questo, possiamo approfondire le cause citate nell’hangout.

Quando un sito perde traffico e posizioni

Tra le modifiche all’ecosistema, secondo l’interpretazione di Roger Montti su SearchEngineLand, vanno inserite situazioni come l’aumento della concorrenza o la “naturale scomparsa dei backlink” perché i siti linkanti sono andati offline o hanno rimosso il collegamento, e comunque tutti i fattori esterni al sito che possono provocare perdita di ranking e traffico.

Più chiaro il ragionamento sui cambiamenti dell’algoritmo, e sappiamo quanto stiano diventando frequenti anche i broad core update (come l’ultimo, il January 2020 core update), che ridefiniscono il significato della rilevanza di una pagina Web per una query di ricerca e la sua attinenza al search intent delle persone.

Proprio gli utenti sono i “protagonisti” delle altre due ragioni citate: lo stiamo ripetendo in maniera quasi ossessiva, ma comprendere le intenzioni delle persone è la chiave per fare contenuti di qualità e per avere un sito performante, e quindi è importante seguire le evoluzioni delle query ma anche conoscere le tipologie di contenuto che Google sta premiando (perché piacciono agli utenti).

Come risollevare un sito

Secondo Mueller, la strada per uscire da questa situazione è rimboccarsi le maniche e guardare con più attenzione alle problematiche globali del sito, cercando aree in cui è possibile apportare miglioramenti significativi e provando a rendere i contenuti più pertinenti per le tipologie di utenti che rappresentano il nostro target.

Più in generale, il Senior Webmaster Trends Analyst di Google ci dice che spesso serve dare una “seconda occhiata” al sito e al suo contesto, non fermarsi a quella che potrebbe apparire la prima causa del declino (nel caso specifico, i backlink) ma approfondire lo studio e valutare tutti i possibili fattori che influenzano il calo di ranking e di traffico.