Dallo scorso 1 luglio 2019, praticamente un anno fa, il mobile first indexing è diventato il sistema di default con cui Google scopre e indicizza i nuovi siti, nonché quello abilitato per la maggior parte dei siti attualmente sottoposti a scansione. Ciò non sorprende, visto lo sforzo che il team Mountain View ha dedicato a questo topic, ma il lavoro non è ancora concluso e ci sono ancora molti siti che non sono ancora pronti per questo switch: è a loro che è dedicato l’ultimo articolo del blog ufficiale della compagnia, che offre spunti e consigli per preparare meglio i siti al mobile first indexing per tutti.

Indicizzazione mobile first di default per tutti entro marzo 2021

Il post, firmato da Yingxi Wu (e da cui sono tratte tutte le immagini in pagina), parte proprio con la notizia del differimento di questo passaggio definitivo al sistema di indicizzazione tramite smartphone Googlebot: a dispetto del piano iniziale – abilitare l’indicizzazione mobile-first per tutti i siti del sistema Search già entro settembre 2020 – la nuova “scadenza” è la fine di marzo 2021 (tornando in pratica alla data già annunciata in altre occasioni).

Su questa decisione ha pesato l’effetto pandemia perché, come si legge nell’articolo, “ci siamo resi conto che in questa situazione incerta non è sempre facile concentrarsi sul lavoro come prima, quindi abbiamo deciso di estendere i tempi” per prepararsi allo switch.

I principali problemi con il mobile first indexing

Lo slittamento è diventato necessario anche perché Google ha notato che ci sono ancora molti siti che non sono ancora pronti per l’indicizzazione mobile-first; in aggiunta alle indicazioni sugli errori principali che possono bloccare questi siti (offerte molto frequente, come si vede anche dai nostri articoli), il lavoro “sul campo” ha consentito di eseguire nuovi test e valutazioni che hanno fatto emergere altri tipi di problemi con questo tipo di scansione e indicizzazione “che vale la pena menzionare” per avere siti davvero pronti.

Il nocciolo della questione è semplice: nel mobile first indexing, Google ottiene le informazioni solo dalla versione mobile di un sito, quindi è fondamentale assicurarsi che Googlebot possa vedere l’intero contenuto e tutte le risorse in questa versione, facendo attenzione in particolare ad alcuni elementi.

Meta tag robots nella versione mobile

Il primo consiglio di Yingxi Wu è di utilizzare nella versione mobile gli stessi meta tag robots di quelli previsti sulla versione desktop. Se ne usiamo uno differente sulla versione mobile (come noindex o nofollow), Google potrebbe non riuscire a indicizzare o seguire i link sulla pagina quando il sito è abilitato per l’indicizzazione mobile-first.

Lazy-loading nella versione mobile

Il sistema lazy-loading è più usato su dispositivi mobili che su desktop, soprattutto per il caricamento di immagini e video: la Googler raccomanda di far riferimento alle best practices (anche per l’ottimizzazione delle immagini), e in particolare di caricare automaticamente il contenuto in base alla sua visibilità nella viewport e, soprattutto, evitare il lazy loading di contenuti primari basato sulle interazioni dell’utente (come scorrimento, clicking o digitazione), perché Googlebot non le attiverà.

Differenze nelle immagini tra versione desktop e mobile

Un esempio ci aiuta a comprendere meglio questo aspetto: se una pagina ha 10 immagini primarie sulla versione desktop e la versione mobile ne ha solo 2, con le altre 8 immagini caricate dal server solo quando l’utente fa clic sul pulsante “+”, Googlebot non cliccherà sul pulsante per caricare queste ulteriori 8 immagini, e quindi Google non vedrà quelle immagini. Il risultato è che tali risorse non saranno indicizzate o mostrate in Google Immagini.

Consapevolezza di ciò che blocchiamo

Alcune risorse hanno URL diversi sulla versione mobile rispetto a quelli sulla versione desktop, a volte offerti anche su host diversi: se vogliamo che Google esegua la scansione di questi URL, dobbiamo verificare di non averli bloccati con un disallow nel file robots.txt.

Anche qui ci supporta un esempio: il blocco degli URL dei file .css impedirà a Googlebot di visualizzare correttamente le nostre pagine, con conseguente rischio di danneggiare il posizionamento delle stesse nella Ricerca (ne parlavamo proprio ieri!). Allo stesso modo, il blocco degli URL delle immagini le farà scomparire da Google Immagini.

Fornire lo stesso contenuto primario su mobile e desktop

In linea di massima, quindi, ciò che conta è assicurarci che su desktop e dispositivo mobile ci sia lo stesso contenuto principale, ovvero “il contenuto con cui vuoi posizionarti o il motivo per cui gli utenti arrivano sul tuo sito”.

Con il nuovo (e neppure più tanto nuovo…) sistema, Google utilizza per l’indicizzazione e il posizionamento in Search solo i contenuti mostrati nella versione mobile. Pertanto, se la nostra versione mobile ha meno contenuti rispetto a quella desktop, potrebbe essere necessario aggiornarla e riequilibrare questa situazione, o altrimenti il nostro sito rischierà di perdere un po’ di traffico al momento dell’abilitazione al mobile first indexing, perché Google non sarà più in grado di ottenere le informazioni complete.

Usare gli stessi titoli ed heading

Questo consiglio generale vale anche per gli aspetti più pratici.

Il primo elemento citato nell’articolo è usare gli stessi heading chiari e significativi sia sulla versione mobile sia sulla versione desktop: l’assenza di titoli significativi (l’aggettivo è ripetuto anche da Google) può influire negativamente sulla visibilità della nostra pagina sul motore di ricerca, perché Google potrebbe non essere in grado di comprendere appieno la pagina.

Ad esempio, se la pagina desktop ha il seguente tag per l’intestazione della pagina:

<h1>Foto di cuccioli carini sulla coperta</h1>

anche la versione mobile dovrebbe usare lo stesso tag con le stesse parole, anziché avere titoli come:

<h1>Foto</h1> (non chiaro e significativo)

<div>Foto di cuccioli carini sulla coperta</div> (non utilizzando un tag di intestazione)

Controllare immagini e video

Immagini e video hanno un ruolo sempre più decisivo per offrire agli utenti un’esperienza positiva e immersiva: per questo, Yingxi Wu consiglia di controllare alcuni aspetti specifici per ottimizzare il nostro sito e di rispettare alcune best practices sulle immagini.

Qualità dell’immagine

Non utilizzare immagini troppo piccole o con una bassa risoluzione nella versione mobile, perché potrebbero non essere selezionate per l’inclusione in Google Immagini o mostrate positivamente quando indicizzate.

Problemi di qualità delle immagini tra desktop e mobile

Ad esempio, se la nostra pagina ha 10 immagini primarie sulla versione desktop, normali e di buona qualità, è una cattiva pratica utilizzare miniature molto piccole nella versione mobile per adattarle tutte alla dimensione di schermo più piccola. Tali miniature potrebbero essere considerate “di bassa qualità” da Google perché appunto troppo piccole e con una bassa risoluzione.

Attributi alt per le immagini

Anche l’utilizzo di attributi alt meno significativi potrebbe influire negativamente sulla visualizzazione delle immagini in Google Immagini.

Una buona prassi è la seguente:

<img src=”dogs.jpg” alt=”Una foto di cucciolo carino sulla coperta”> (alt text significativo)

mentre sono sconsigliate le formulazioni seguenti:

<img src=”dogs.jpg” alt> (testo alternativo assente)

<img src=”dogs.jpg” alt=”Foto”> (alt text non significativo)

Gestire gli URL di immagine diversi tra versione desktop e mobile

Se il nostro sito utilizza URL di immagini diversi per la versione desktop e mobile, potremmo riscontrare una perdita temporanea di traffico da Google Immagini mentre il sito passa all’indicizzazione mobile-first. Il motivo dipende dal fatto che gli URL delle immagini nella versione mobile sono nuovi nel sistema di indicizzazione di Google e ci vuole del tempo prima siano compresi in modo appropriato.

Per ridurre al minimo questa perdita temporanea di traffico, possiamo verificare la possibilità di conservare gli URL di immagine utilizzati dal desktop.

Markup video

Se per la versione desktop usiamo i dati strutturati VideoObject per descrivere i video, è importante che anche la versione mobile includa il VideoObject, fornendo informazioni equivalenti. In caso contrario, i sistemi di indicizzazione video di Google potrebbero avere difficoltà a ottenere informazioni sufficienti, e quindi i nostri video non saranno visibili nella Ricerca.

Posizionamento di video e immagini

Anche la struttura della pagina mobile è un nodo cruciale, e la Googler suggerisce di sistemare video e immagini in una posizione facile da trovare. In caso contrario, si rischia di influire negativamente sull’esperienza dell’utente, e Google potrebbe non mostri in modo visibile nelle ricerche le nostre risorse multimediali.

Video in posizione corretta sulla pagina desktop

Ad esempio, se abbiamo un video incorporato nei contenuti in una posizione facile da trovare sul desktop, dobbiamo fare attenzione a replicare questa struttura anche nella versione mobile.

Cattiva pratica per i video in pagine mobile

Inserire un annuncio nella parte superiore della pagina, che occupa gran parte della stessa, potrebbe comportare lo spostamento del video fuori dalla pagina e richiedere agli utenti di scorrere molto verso il basso per trovare il video. In questo caso, la pagina potrebbe non essere considerata una landing page utile per i video dagli algoritmi di Google, e il video non sarà mostrato nella ricerca.

L’evoluzione del mobile first indexing di Google

L’indicizzazione mobile-first ha fatto molta strada, scrive nelle conclusioni Yingxi Wu, ed è “bello vedere come il Web si sia evoluto da desktop a dispositivo mobile” e anche quanto “i webmaster abbiano contribuito a consentire la scansione e l’indicizzazione per incontrare il modo in cui gli utenti interagiscono davvero con il Web”.