Nei nostri articoli abbiamo provato a delineare le tendenze in atto nel mondo della SEO di oggi, in un contesto che negli ultimi mesi sta diventando sempre più multiforme. Dall’aggiornamento del primo agosto Google ha eseguito numerosi cambiamenti alle sue SERP, cui spesso è difficile stare dietro, e un caso concreto riguarda quello dei cosiddetti Risultati Zero.

Google riduce i Risultati Zero

In queste settimane, infatti, Big G ha quasi completamente cambiato la tendenza a mostrare i featured snippet, diminuendone drasticamente il numero: in pratica, si è passati da quasi un milione e mezzo di snippet in SERP a circa 140 mila già al 31 agosto. Come detto da Ivano Di Biasi in un post su FB, “questo cambiamento è ovviamente legato al Search Intent”, perché Google ha probabilmente “ritenuto che tante keyword di long tail fossero troppo specifiche per poter mostrare uno snippet generico su un’entità nota”. In altre parole, c’è la forte probabilità che Google stia continuando a ridefinire il search intent, muovendosi verso quello scenario che abbiamo già definito come “motore di risposta“, in cui a una query generica dell’utente conseguirà una SERP altrettanto generica.

Come analizzare il search intent

Questo potrebbe portare anche a un cambiamento di tipo “filosofico” e a un nuovo sforzo mentale per comprendere in anticipo come si stanno muovendo le pagine di risultati del motore di ricerca, ovvero provare a intercettare le risposte che la gente (e di conseguenza Google) si aspetta di avere quando lancia una query, intervenendo quindi sul contenuto offerto dal proprio sito. E, dunque, se l’analisi del search intent resta un’attività fondamentale per mettere a punto la propria strategia, non meno utile diventa ragionare su come essere maggiormente competitivi sulla keyword obiettivo, a cui ovviamente fanno seguito tutte le varianti.

Analisi competizioneOttimizzare la keyword obiettivo studiando i competitor

In questo senso, diventa ancora più importante saper utilizzare gli strumenti di marketing strategico presenti sulla suite di SEOZoom, che consentono sia di eseguire delle analisi dei competitor generali che di lavorare su dettagli molto più specifici e precisi. Come dicevamo già in un articolo precedente, riconoscere i competitor organici può aiutare a pianificare meglio le iniziative di marketing, identificare le proprie lacune, rimanere in linea con le ultime tendenze del mercato e decifrare la propria posizione nel mercato, e quindi è bene conoscere quali sono gli strumenti a disposizione sulla piattaforma per raggiungere questi obiettivi.

L’analisi competitor di SEOZoom per lavorare sulla singola parola chiave

Un primo tool da approfondire si trova tra le funzioni di “analizza keyword“, nel tab “analisi competitor”: SEOZoom mostra i risultati della prima pagina di Google completi di snippet e informazioni dettagliate su come sono strutturati i contenuti e quali possibilità ci sono di competere concretamente con gli avversari, fornendo un parametro di fattibilità. Ad esempio, per la parola “competizione” riconosce 28,6 milioni di pagine indicizzate, con un livello di ottimizzazione media pari appena a 4,2 su 10, opportunità di 5,8 punti su dieci di posizionarsi e 11 backlink di media in Top 10; per quanto riguarda la SERP, attualmente sono privilegiati contenuti di tipo informativo, visto che nelle prime tre posizioni ci sono le pagine di Treccani, Wikipedia e il Dizionario del Corriere. Combinando questa ricerca con i valori della Keyword Opportunity si può sviluppare una strategia sulla parola chiave a match esatto, da integrare poi con le informazioni e i suggerimenti che si possono trovare con l’Assistente Editoriale.

I suggerimenti dell’assistente editoriale

Oltre alle caratteristiche di base già descritte, questo fondamentale strumento accompagna davvero il copy nel processo di creazione del contenuto, e in particolare traccia una strada “sicura” per ottimizzare il lavoro sulla keyword obiettivo. Inserendo la parola chiave desiderata, infatti, il sistema genera dei consigli di ottimizzazione SEO basati sulle classiche linee guida e best-practice di Google che servono da orientamento a chi scrive, con indicazioni su lunghezza di titolo e meta description che si affiancano a spunti più prettamente pratici come gestione di heading, immagini e keyword impostate. Inoltre, e qui sta il vantaggio rispetto all’analisi dei competitor, il tool suggerisce anche le intestazioni usate dai competitor presenti in SERP, per capire come si sono mossi gli avversari e agire di conseguenza.

GM